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n. 66 ottobre 2016
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"Drilla" ovvero da dove vengono le parole
Percorsi di lettura intorno a un libro speciale
di Ansuini Cristina - Didattica Laboratoriale
Da dove vengono le parole? Quando abbiamo imparato ad abbinarle ad oggetti e persone? Hanno un loro senso o sono solo convenzioni? Conta di più la loro storia o il loro utilizzo?
A queste e a tante altre domande risponde brillantemente il bel libro di Andrew Clements.
Al compimento dei suoi primi 20 anni - è uscito il 20 ottobre 1996 - Drilla è praticamente un classico, se con questo termine indichiamo un libro che può offrire tanti piani interpretativi e tante chiavi di lettura.


"Drilla" racconta la storia di Nick Allen, un ragazzino di quinta primaria che decide di sovvertire un po' le regole e di procedere ad un confronto-scontro con la sua insegnante di lettere, le temibile e ferratissima Mrs Granger, la più rispettata e temuta di tutto l'istituto.
Mrs Granger ama le parole ed ha una vera passione per il dizionario.
Nick è uno spirito libero, una mente brillante che non si accontenta di ciò che gli viene detto a scuola ma vuole sperimentare, conoscere a modo suo, magari coinvolgendo i suoi compagni.
Proprio questa sua indole, questa sua indipendenza intellettiva, unita alla sua capacità di trascinare tutti gli alunni della scuola, suggerirà a Nick di inventare una parola nuova, drilla appunto, da associare all'oggetto più usato nella scuola, la penna.
Da qui scaturiranno una serie di conseguenze, alcune immediate, altre più a lungo raggio, che si concluderanno con un finale sorprendente e rivelatore al tempo stesso.

La lettura condivisa di questo libro dà la possibilità di affrontare tante tematiche e di illuminare argomenti che potrebbero sembrare oscuri e polverosi, come l'etimologia delle parole e l'uso stesso del dizionario.
Scopriremo anche che le parole ci aiutano a "far parlare" i nostri pensieri: più ne conosciamo e più riusciremo ad esplicitarli,
* che le parole danno voce ai nostri sogni e alla nostra fantasia,
* che le parole sono interessanti e ci fanno comunicare con gli altri,
* che le parole arricchiscono il nostro mondo interiore e... non solo!

La creazione di un diario del lettore permette di effettuare diverse attività, fondamentali per bambini del secondo ciclo della scuola primaria, ma anche per ragazzi di secondaria:
- fermare le impressioni, i pensieri,
- analizzare alcune parole e cercarne l'origine
- studiare i caratteri dei personaggi
- considerare il concetto di autorevolezza
- ripensare il finale in base alle proprie aspettative
- riscrivere la quarta di copertina
- ridisegnare la copertina

L'attività da privilegiare è sicuramente quella sulla riflessione sul senso che hanno le parole, ricostruire la loro storia nella nostra vita, il peso che diamo loro, le immagini che riescono ad evocare nella nostra mente, i motivi per cui ci piacciono, tanto da diventare le nostre preferite.

Un percorso complesso quello che Dilla ci consente di fare, ricco e aperto a idee e pensieri diversi, un invito all'ascolto delle parole scritte, di quelle che sono dentro di noi e sul peso che hanno nella nostra vita.



Cristina Ansuini, Dottore in Psicologia, Docente presso la scuola "2 ottobre 1870", I.C. Piazza Borgoncini Duca, Roma
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