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N. 76 ottobre 2017
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:18 Novembre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Una straordinaria quotidianità
Dal progetto particolare al Progetto della Scuola
di Rosci Manuela - Editoriali

Qualche giorno fa sono stata invitata a partecipare alla prima manifestazione per la Giornata Mondiale dell'Insegnante -5 ottobre- promossa in collaborazione tra UNESCO e MIUR, presso il Campo Boario, Testaccio, a Roma. Mentre ero nel traffico, intenta a raggiungere l'evento, ricevo la telefonata di una giornalista di una Radio importante che voleva farmi qualche domanda circa il tema della manifestazione a cui avrei partecipato, per capire se poteva mandare in onda un servizio sull'argomento. Dopo qualche battuta di circostanza, mi ha posto la domanda "ma lei sta portando avanti qualche progetto particolare con la sua classe?" e la mia risposta è stata: "Non un progetto in particolare ma un approccio alla didattica che sviluppi competenze negli alunni, come ci viene sollecitato dalle Indicazioni nazionali, perché questo è oggi il mandato della scuola .."; "E che cosa significa lavorare sulle competenze?", ha continuato la giornalista. Dopo una mia risposta semi-tecnica di circa due minuti e mezzo, c'è stata ancora una sua domanda: "Ma lei sta portando avanti qualche progetto particolare?"; io ho risposto semplicemente "NO!" e ci siamo salutate con l'indicazione da parte sua di valutare e nel caso mi avrebbe chiamato più tardi. Secondo voi, mi ha richiamato? Ovviamente NO! Non ho avuto alcun dubbio al riguardo perché ciò che le stavo rilanciando non aveva interesse per lei. Non avevo da raccontare un progetto in particolare attuato nella mia classe. Visto che le ero stata indicata come docente "capace", avrà pensato che i docenti italiani non sono poi così eccezionali se "la segnalata" non è stata in grado di dare una risposta apparentemente semplice. O meglio, avrà pensato di aver ricevuto una segnalazione sbagliata. Detto questo, quello che mi ha lasciata perplessa ancora una volta è che la Scuola deve fare qualcosa di particolare per essere considerata, qualcosa che catturi l'attenzione dei media, che se ne possa parlare per dire che è una ... Buona Scuola.

Sono dell'opinione che, per qualche motivo particolare che si protrae ormai da tempo, siamo state noi persone di scuola a creare una distinzione tra la quotidianità scolastica e i percorsi progettuali "speciali" che si realizzano, come se questi ultimi soli possano garantire una qualità della scuola definibile "alta", di interesse collettivo, anche per i media. Eppure ciò che ogni giorno accade nelle aule scolastiche rappresenta quanto di più straordinario possiamo immaginare: bambini piccoli che si rapportano al mondo della conoscenza strutturata con l'intento di decifrare ciò che viene loro detto e richiesto; alunni via via più grandi che attraverso il percorso scolastico affrontano il viaggio dentro se stessi, alla scoperta delle proprie emozioni, delle certezze e dei dubbi, delle perplessità e delle sorprese, delle gioie e dei dolori che scoprono e vivono nel contatto quotidiano con gli altri: visi prima attoniti e poi soddisfatti di aver colto ciò che viene richiesto, sorrisi e bronci di chi affronta diversamente la stessa situazione; parole ricercate, evocate, classificate, inventate, amate o avversate, quelle da evitare perché non consone al contesto; conoscenze, abilità, competenze, atteggiamenti, comportamenti, che sono sollecitati, acquisiti, agiti, a volte persi o dimenticati.

Le classi sono laboratori in cui "il fare" è sostenuto dal COSA e dal COME, dal PERCHE' e da A QUALE SCOPO? Le risposte vengono suscitate, sebbene qualche volta sono ancora preconfezionate, aderenti a ciò che è stata detto e dato dal docente. Sempre più, tuttavia, nella classe-laboratorio si crea quella condizione di ricerca personale e collettiva e il giusto clima emotivo mette tutti in situazione, cercando ognuno la propria strada. Le aule diventano così veri palcoscenici di vita: a volte vanno in scena monologhi per un pubblico che non riesce a stare sempre attento (l'insegnante parla, gli alunni ascoltano), belle e importanti parole che però non riescono a scaldare i cuori di chi ascolta; in altre la regia dell'insegnante garantisce una messa in scena puntuale, ognuno sa il fatto suo e chi non vuole stare "dentro" sta "fuori gioco"; in altre ancora si condivide il lavoro che andrà sviluppato, si accettano idee e proposte da parte di tutti, ognuno espone il proprio talento e chi ne è sprovvisto (non ha ancora trovato una vocazione), nello scambio con gli altri e nella costruzione sociale del pensiero e della conoscenza, ha possibilità di definire se stesso.
Nei laboratori, si sa, si crea, si produce qualcosa che non c'era prima, si dà forma alla materia, si trovano diverse modalità di espressione; non si può essere spettatori ma solo protagonisti; il risultato è spesso il lavoro di tutti, ognuno con quello che sa fare meglio, ognuno come può. Nelle classi, allora, la sfida quotidiana è mettere tutti dentro, agganciare ognuno là dove sta, accompagnare, affiancare gli alunni affinché davvero si riesca a dar vita e consapevolezza al grande PROGETTO della SCUOLA: ogni alunno va accompagnato e sostenuto per definire sempre meglio il proprio PROGETTO di VITA, che si arricchirà strada facendo ma che nella scuola (e in famiglia) mette le gambe e man mano si definisce.
Tutto ciò vi pare un progetto da poco?
"... l'obiettivo della scuola non può essere soprattutto quello di inseguire lo sviluppo di singole tecniche e competenze; piuttosto, è quello di formare saldamente ogni persona sul piano cognitivo e culturale, affinché possa affrontare positivamente l'incertezza e la mutevolezza degli scenari sociali e professionali, presenti e futuri. Le trasmissioni standardizzate e normative delle conoscenze, che comunicano contenuti invarianti pensati per individui medi, non sono più adeguate. Al contrario, la scuola è chiamata a realizzare percorsi formativi sempre più rispondenti alle inclinazioni personali degli studenti, nella prospettiva di valorizzare gli aspetti peculiari della personalità di ognuno". (Indicazioni nazionali, pag 8 -La scuola nel nuovo scenario)
"Particolare cura è necessario dedicare alla formazione della classe come gruppo, alla promozione dei legami cooperativi fra i suoi componenti, alla gestione degli inevitabili conflitti indotti dalla socializzazione. La scuola si deve costruire come luogo accogliente, coinvolgendo in questo compito gli studenti stessi. Sono, infatti, importanti le condizioni che favoriscono lo star bene a scuola, al fine di ottenere la partecipazione più ampia dei bambini e degli adolescenti a un progetto educativo condiviso. La formazione di importanti legami di gruppo non contraddice la scelta di porre la persona al centro dell'azione educativa, ma è al contrario condizione indispensabile per lo sviluppo della personalità di ognuno. La scuola deve porre le basi del percorso formativo dei bambini e degli adolescenti sapendo che esso proseguirà in tutte le fasi successive della vita." (Indicazioni nazionali, pag 9 - Centralità della persona).

Tornando allora alla Giornata Mondiale degli Insegnanti, la scelta di sottolineare l'importanza della nostra professione può/deve ricondurre l'opinione pubblica a vedere la Scuola come luogo straordinario, dove avvengono davvero avvenimenti importanti e fondamentali per la vita delle persone, conditi con la giusta dose di condivisione, costruzione, creatività, impegno, realizzazione. Lo spettacolo che hanno così donato i diversi protagonisti intervenuti il 5 ottobre è stato ricco: bambine e bambine, ragazzi e ragazze -grazie all'accompagnamento dei loro insegnanti nel percorso scolastico- hanno intrattenuto il pubblico con cori multietnici, bande musicali, orchestre, assoli di violino, spot contro il bullismo e tanto altro.

Certo, questo potrebbe dare adito alla giornalista di pensare che la scuola va in mostra proprio attraverso "il progetto" presentato. Mi piace pensare, tuttavia, che le manifestazioni siano i luoghi in cui le esibizioni dei lavori preparati non siano legati al singolo progetto, o meglio siano il COMPITO SIGNIFICATIVO che sintetizza il lavoro intenzionalmente svolto dalla comunità scolastica per SVILUPPARE COMPETENZE PER LA VITA.
Buona quotidianità a tutti!


Manuela Rosci
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Sono presenti 4 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito domenica 05/11/2017 ore 22:31 da Giovanna Santirocchi
"La scuola è chiamata a realizzare percorsi formativi sempre più rispondenti alle inclinazioni personali degli studenti, nella prospettiva di valorizzare gli aspetti peculiari della personalità di ognuno". Le condizioni che favoriscono lo "stare bene a scuola" sono fondamentali per un "progetto educativo condiviso". Nel progetto della scuola ogni alunno viene accompagnato verso il proprio progetto di vita.
inserito domenica 29/10/2017 ore 16:47 da Alessandra Gallitelli
Il progetto scuola,per avere successo, deve aderire e rispondere sempre al progetto di vita di ogni singolo alunno altrimenti non sarà mai proficuo. La progettazione scolastica deve garantire l' acquisizione delle competenze da parte dell'alunno che attraverso qualsiasi attività progettuale impara a "saper fare",per imparare a "saper vivere"!
inserito sabato 28/10/2017 ore 19:16 da Alessandra Gallitelli
Il Progetto scuola deve aderire e cercare di rispondere sempre ai bisogni e alle esigenze di ogni singolo alunno altrimenti non avrà successo nella sua interezza. La progettualità scolastica deve rispondere all'acquisizione delle competenza degli alunni che nell'attività progettuale devono imparare a Saper fare"per poter imparare a "saper vivere" nel quotidiano.
inserito sabato 28/10/2017 ore 18:57 da Alessandra Gallitelli
il Progetto Scuola deve aderire e rispondere sempre a quello di Vita del singolo alunno altrimenti non sarà mai proficuo.Deve rispondere all'acquisizione delle competenze dell'alunno che nell'attività progettuale della scuola deve imparare a "saper fare" per poter imparare a vivere!
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