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n. 79 gennaio 2018
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Valutazione e certificazione delle competenze nel Primo ciclo di Istruzione
Una lettura del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62
di Presutti Serenella - Orizzonte scuola
La Legge 107/2015 ha portato a compimento alcuni processi di cambiamento in atto nel decennio dell'Autonomia scolastica; nel primo ciclo di istruzione, per quanto riguarda la Valutazione, con l'entrata in vigore del DECRETO LEGISLATIVO 13 APRILE 2017, N. 62 (Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di stato, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), si porta a termine una delle Deleghe più importanti rimaste in sospeso dal 2015, nonostante la promulgazione della Legge di Riforma.
I riferimenti più forti sono indubbiamente quelli sulla VALUTAZIONE E LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE, capitolo insoluto delle Nuove Indicazioni per il curriculo nazionale del Primo ciclo, e si adottano i modelli in uso nelle ultime sperimentazioni in materia.

Più di un passo avanti, dunque, in termini di chiarezza, anche se l'entrata in vigore e l'adozione di modelli comuni non basteranno da soli per decretare il reale compimento di una Riforma; saranno necessarie modifiche sostanziali alla modalità di pensare e ripensare la didattica e la valutazione degli apprendimenti degli alunni 6-14 anni.
A mio avviso, è necessario però conoscere i passaggi salienti di questo percorso, per capire non solo come applicare al meglio la legge e assolvere all'adempimento, ma per iniziare davvero un processo di cambiamento, soprattutto di miglioramento, e comprendere quali "zone" rimangano in ombra e dove dirigere il maggiore impegno nei diversi contesti scolastici.
Cercherò di fare qui di seguito una sintesi con questo spirito "critico" e di osservazione, costruttivo e teso al miglioramento, prendendo come riferimento la "Fonte" Invalsi che, durante i primi mesi di attività dell'anno scolastico in corso, ha incontrato i Dirigenti scolastici in apposite conferenze di servizio, per illustrare le maggiori novità introdotte nel nuovo Sistema di Valutazione. I primi sei riferimenti illustreranno i punti in comune in tutto il Primo ciclo di istruzione; nel prossimo articolo, illustrerò i cambiamenti dell'Esame di Stato (sempre per il Primo ciclo) in vigore a partire dall'a.s. 2017/18.

(Fonte Invalsi- 2017)

1)Primo riferimento: l'iter normativo
-LEGGE 13 LUGLIO, N. 107: Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti;
-DECRETO LEGISLATIVO 13 APRILE 2017, N. 62: Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di stato, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107;
-D.M. 3 OTTOBRE 2017, N. 741: Regolamenta l'esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione;
-D.M. 3 OTTOBRE 2017, N. 742: Regolamenta le modalità per la certificazione delle competenze nel primo ciclo di istruzione ed adotta gli allegati modelli nazionali per la certificazione al termine della scuola primaria e al termine della scuola secondaria di primo grado;
-CIRCOLARE MIUR 10 OTTOBRE 2017, N. 1865: Indicazioni in merito a valutazione, certificazione delle competenze ed Esame di Stato nelle scuole del primo ciclo di istruzione.


2)Secondo riferimento: il profilo dello studente (secondo le N.I.) che si delinea secondo i seguenti princìpi cardine:

-Approccio pedagogico e antropologico che cura la centralità della persona che apprende;
-attenzione alla relazione educativa;
-metodi didattici capaci di attivare pienamente le energie e le potenzialità di ogni bambino e ragazzo;
-riconoscimento e valorizzazione di apprendimenti diffusi;
-attenzione ai nuovi media.

Questi primi due riferimenti sono strettamente connessi, anzi imprescindibili l'uno con l'altro, per impostare un percorso di valutazione coerente che si riferisca ad una didattica che abbia come obiettivo la costruzione delle competenze dei giovani cittadini.
In questo quadro diventa fondamentale il riconoscimento dell'importanza della costruzione delle "soft-skills", competenze valevoli per la vita privata e professionale delle persone, di cui ho scritto ripetutamente in queste pagine (vedi numeri anno 2016/17).
La costruzione e l'esercizio della cittadinanza dei nostri ragazzi passano attraverso l'acquisizione delle competenze di base, che superano di gran lunga i confini europei (peraltro così labili negli ultimi anni) per diventare cittadinanza "mondiale", necessarie per vivere e navigare nel carattere di forte flessibilità e di cambiamento repentino e continuo, generalizzato negli odierni contesti socio-culturali, in primis in quelli occidentali e/o occidentalizzati.

3)Terzo riferimento: la scuola come "ambiente di apprendimento", comunità educante e professionale
La costruzione delle competenze secondo il quadro di riferimento descritto nelle N.I. non sarebbe possibile senza una scuola intesa come comunità educativa, dove ognuno educa al senso di appartenenza e di responsabilità diffuso, dove si valorizzano le diverse professionalità e le risorse interne, nonché sia favorito l'apprendimento da diversi punti di vista e con diverse prospettive di applicazione, in un clima di collaborazione diffusa.

La Valutazione assume il senso prioritario di miglioramento e di crescita personale e collettiva, inclusiva e costruttiva e non discriminante. In questa ottica sembrano pensare gli estensori del Decreto attuativo n. 62, ed in questa ottica ci auspichiamo si dirigano le azioni dei Collegi Docenti nelle scuole.

4) Quarto riferimento: le finalità della Valutazione nelle Nuove Indicazioni e "cosa" valutare (oggetti della valutazione)

La valutazione precede, accompagna e segue i percorsi curricolari; funge da motore di attivazione delle azioni da intraprendere e da funzione regolatrice di quelle avviate, promuovendo il bilancio critico su quelle condotte a termine. Assume una preminente funzione formativa, di accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo al miglioramento continuo.
Cosa si valuta prioritariamente? Il processo formativo e i risultati di apprendimento: mentre la certificazione descrive lo sviluppo dei livelli, le votazioni in decimi e il giudizio descrittivo indicano differenti livelli di apprendimento.

La valutazione compete ai Docenti, nelle condizioni di collegialità e di contitolarità, e a tutti i docenti che svolgono attività e insegnamenti finalizzati all'ampliamento e all'arricchimento dell'offerta formativa.

5) Quinto riferimento: la valutazione del comportamento
Questa valutazione si riferisce allo sviluppo delle competenze di cittadinanza.
I Documenti di riferimento per le scuole sono:
-lo Statuto delle studentesse e degli studenti;
-il Patto educativo di corresponsabilità;
-i regolamenti approvati dalle istituzioni scolastiche;
La valutazione del comportamento viene espressa collegialmente dai docenti attraverso un giudizio sintetico riportato nel documento di valutazione (L'art. 26 del d.lgs. 62/17 ha abrogato l'art. 7 del DPR 122/09 <<Valutazione del comportamento>> che faceva riferimento alla valutazione in decimi).
Il collegio dei docenti definisce i criteri per la valutazione del comportamento, determinando anche le modalità di espressione del giudizio.

6)Sesto riferimento: la validità dell'anno scolastico (nella scuola secondaria di primo grado)
I Collegi Docenti debbono individuare e concordare, nei termini di legge, alcuni elementi salienti:
-Requisiti per La Validità;
-deroghe;
-casi di mancata validità dell'anno scolastico.

Nella Scuola Primaria, l'Ammissione alla classe successiva avviene anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione; la non ammissione è possibile se deliberata all'unanimità in sede di scrutinio e solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione. I collegi dei docenti sono tenuti a deliberare i criteri generali per la non ammissione alla classe successiva.

Nella Scuola secondaria di primo grado, l'Ammissione alla classe successiva avviene anche nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline; la non ammissione è possibile con delibera e adeguata motivazione del consiglio di classe (anche se si può incorrere in invasione di campo delle competenze di Consiglio di istituto).
La partecipazione alle prove nazionali predisposte dall'INVALSI diventa un requisito per l'ammissione all'Esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione.

Cosa debbono fare i Collegi Docenti per cominciare "a mettersi in regola" con la normativa vigente? Quali sono i passaggi irrinunciabili per avviare davvero un percorso di cambiamento teso al miglioramento?
Se non precedentemente affrontato, a mio avviso, è di vitale importanza lavorare su livelli "paralleli", tra gruppi di lavoro di docenti riuniti in Dipartimenti o Aree disciplinari oltre che a livello di Consiglio di classe: una visione condivisa e ragionata con modalità collegiali è fondamentale per la costruzione di rubriche di indicatori validi e coerenti con il proprio PTOF e con il contesto educativo di riferimento nel quale si opera. Diventa importante, dunque, delineare il percorso secondo una linea di "steps" conseguenti e progressivi che possono essere validi per tutti i gradi scolastici: OSSERVARE- INDIVIDUARE- INTERVENIRE DIDATTICAMENTE- VERIFICARE/TESTARE-VALUTARE-VALIDARE-INDIVIDUARE I PERCORSI DI MIGLIORAMENTO.

Non è sufficiente prendere atto degli adempimenti richiesti, soprattutto per quanto riguarda le competenze di cittadinanza, chiave di volta per una lettura corretta dei percorsi di apprendimento dei nostri alunni, ma diventa necessario valutare il percorso intrapreso per intero per dare il giusto valore alle azioni messe in campo.


Serenella Presutti, psicopedagogista, counsellor della Gestalt psicosociale, Dirigente scolastica dell' I.C. "VIA PADRE SEMERIA" di Roma- reggente dell' I.C. "POGGIALI-SPIZZICHINO" di Roma.
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