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n. 84 giugno 2018
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Braccio destro e sinistro del Dirigente Scolastico
Il ruolo del Collaboratore di Direzione
di Riccardi Barbara - L'intervista
Francesca Vetrugno
Francesca Vetrugno
Si parla sempre del docente, del Dirigente scolastico, degli ATA, dello Staff di direzione, ma poi in modo specifico non ci si trova a parlare del ruolo di chi segue passo passo le "cose" belle e brutte di scuola e della parte organizzativa a quattro mani e a quattro occhi con il DS: il collaboratore. Un ruolo fondamentale è il suo, fa da collante tra la Direzione e i docenti, tra il mondo delle famiglie e la scuola, tra gli ATA e tutto ciò che ruota intorno.

Quando sono scorporati dal loro ruolo, che assolvono con dovizia e passione, li vedi sempre davanti ad un pc, a risolvere vari problemi, instancabili, senza orari.

E' inevitabile che ponga delle domande alla "Vice Preside" della mia scuola, Francesca Vetrugno.

Francesca, la tua decisione di fare il Collaboratore di Direzione quando nasce e perché?
Non sono mai riuscita a stare nella scuola facendo solo l'insegnante, già dal secondo anno di ruolo ho ricoperto l'incarico di Funzione Obiettivo. Il lavoro con i bambini mi ha sempre appassionato ma ho sentito subito il bisogno di implementare, rendendo più efficace l'organizzazione scolastica in cui erano inseriti. Credo che un contesto di apprendimento stimolante ed inclusivo faciliti il percorso di apprendimento dell'alunno e migliori il lavoro degli insegnanti. Dal 2008 sono Collaboratore di Direzione, in particolare dal 2014 con esonero dal servizio a seguito del dimensionamento. Ho traghettato la mia scuola in un percorso difficile, mantenendo viva la sua identità ma crescendo nel cambiamento.

Ci puoi raccontare come la tua scuola si attiva nel fare rete con il proprio territorio prodigandosi per trasmettere cultura ai ragazzi, con iniziative e progettualità?
Credo che la scuola dovrebbe divenire un luogo di integrazione socio-culturale e dovrebbe aprirsi all'ascolto delle differenze; tuttavia non può essere l'unico soggetto che accoglie su di sé la responsabilità di orientare i minori verso spazi di crescita simbolica e culturale. È l'intero territorio che deve responsabilizzarsi. In tal senso ho cercato di portare avanti il concetto di "Welfare community" attraverso la promozione di servizi, iniziative ed eventi in collaborazione con associazioni territoriali e contribuendo alla nascita dell'associazione genitori e insegnanti "Tana libera tutti". La nostra scuola per il secondo anno è diventata luogo di cultura per tutto il territorio ospitando la "Festa per la Cultura" a cura dell'Associazione "ControChiave" all'interno del Plesso "Principe di Piemonte".
La festa nasce a Roma nel giugno del 1994 dove erano coinvolte le piazze e le strade del quartiere Garbatella: tre giorni di musica, teatro, performance e arti per adulti e bambini.
Come Istituzione scolastica abbiamo accettato di far parte integrante della Festa per la Cultura per valorizzare il buono che si realizza sul nostro territorio a livello culturale, con iniziative sociali ed eventi. La Festa per la Cultura rappresenta un esempio dell'importanza di fare rete nel creare relazioni di scambio, l'incontro tra la progettualità culturale di musicisti, attori, danzatori ma anche di operatori sociali e dell'Associazione genitori e insegnanti, inclusi veri e propri professionisti tra cui alcuni docenti della scuola.
La XXV Edizione della Festa per la Cultura fa parte della programmazione dell'Estate Romana, organizzata con il supporto di Roma Capitale. E' un evento aperto a tutti nella condivisione di spazi e abilità artistiche creative. La nostra scuola è una comunità accogliente culturalmente
.

Come nasce l'idea delle sezioni musicali della scuola media?
Andavo sempre al saggio individuale di pianoforte di mio figlio; un giorno mi sono fermata ad ascoltare un gruppo di musica d'insieme e ho osservato, da persona che di musica capiva ben poco, come si sforzassero di ascoltarsi reciprocamente, come il loro sforzo individuale fosse finalizzato alla riuscita del gruppo e soprattutto come facessero questo divertendosi. Quello che vedevo era un valore enorme che doveva assolutamente entrare nella mia scuola. Non è stato facile, siamo partiti con diciotto ragazzi, oggi ne abbiamo centoventi, ma evidentemente ho saputo raccogliere un bisogno e dare voce ad un'esigenza educativa.

Quale può essere un consiglio per tutti i genitori che devono affrontare la scelta della scuola "giusta" per i loro i figli?
Sentirsi parte di essa.

Una soddisfazione che ti ha dato la scuola?
Un ragazzino disabile venuto all'Open day musicale mi ha detto: "In questa scuola siete "sbomballati" ma mi sono sentito proprio a mio agio".

L'Articolo 25, comma 5, del decreto legislativo n. 165/2001 afferma: "Nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e amministrative il Dirigente puo' avvalersi di docenti da lui individuati, ai quali possono essere delegati specifici compiti..."
Vivendo la scuola in tutta la sua pienezza posso dire che o si crede in quello che si fa, con passione, altrimenti il lavoro all'interno delle comunità scolastiche non ha senso. Lavorare nelle scuole è un donarsi, uno scambio di punti di vista dove l'"IO" lascia il posto al "NOI", nella costruzione sapiente di percorsi di crescita a tutti i livelli. La scuola è l'opera d'arte dove ogni membro è parte del capolavoro, nessuno escluso.
I Collaboratori del DS hanno la visione a 360° di una scuola, sanno e vedono, agiscono prendendo decisioni tutto il giorno, interloquendo, relazionandosi ad ampio spettro. L'agenda è piena e l'orologio non arriva mai all'ora del tramonto, il lavoro va oltre i confini della scuola. Il Collaboratore del DS è il primo con cui si entra in contatto per risolvere, decidere, organizzare e programmare per poi comunicare, confrontarsi e realizzare con il "grande Capo".
Le armi a disposizione di un Collaboratore sono l'ironia, un cervello aperto e capace, unito alla parte umana, che sa condividere interagendo e costruendo insieme a tutti gli attori del mondo scuola.

Grazie Francesca per averci permesso di comprendere meglio il vostro ruolo di "affiancatori" del Dirigente Scolastico, che lo supportano e sopportano e a volte fanno anche da muro di protezione contro attacchi ed accuse, capaci di essere respingenti alle provocazioni. Non siete eroi ma umani capaci.


Barbara Riccardi, docente IC "Padre Semeria" di Roma, Global Teacher Prize, Counsellor della Gestalt Psicosociale e Giornalista pubblicista
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