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n. 90 febbraio 2019
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Articolo 'La radice quadrata della vita'... >>>
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La radice quadrata della vita
Un romanzo sulla possibilità di risolvere i problemi della vita attraverso i numeri
di Riccardi Barbara - L'intervista
Copertina del libro di Lorella Carimali
Copertina del libro di Lorella Carimali "La radice quadrata della vita"
Continuiamo la piacevole chiacchierata con Lorella Carimali, docente di matematica e fisica nelle scuole superiori e finalista del Global Teacher Prize del 2018. In questa seconda parte dell'intervista (la prima risale al mese precedente) parliamo di Lorella scrittrice e autrice del libro "La radice quadrata della vita", edito da Rizzoli. Sulla copertina è riportata la frase "Nel mondo dei numeri c'è la chiave della felicità"; data la singolarità dell'affermazione, ho chiesto direttamente a Lorella di spiegarci come si possono combinare i termini felicità e matematica, vista la risaputa idiosincrasia per la materia nutrita da buona parte degli studenti.

Il tuo libro è la testimonianza di come le cose possono accadere se c'è la volontà: come nasce l'idea di scriverlo e a cosa è dovuto già tanto successo?

E' un libro che ha vari piani di lettura e che si può leggere tante volte. Ho scritto questo romanzo, principalmente, per rimettere la Scuola al centro del dibattito pubblico, perché la Scuola può cambiare il mondo e questo ce lo siamo dimenticati. Rimetterla al centro significa prima di tutto farla conoscere per quella che è, come luogo di relazioni, in modo da poterne progettare il rilancio e la trasformazione in un mondo che è profondamente cambiato.
Queste relazioni si intrecciano e vivono nella scuola, ambiente vitale, luogo di partecipazione, condivisione e crescita collettiva. Volevo anche sottolineare l'importanza della figura dell'insegnante, come punto di riferimento autorevole per conferire una "prospettiva di senso" alla vita, non solo per i discenti ma anche per la società nel suo complesso; ho utilizzato la finzione letteraria, ma attraverso questa ho proposto chiaramente un modello didattico applicabile ogni giorno e basato su relazioni autentiche con gli studenti.
Davanti ai dati allarmanti sulla dispersione scolastica, sui Neet, sull'analfabetismo funzionale non potevo stare a guardare. Ho deciso di portare la Scuola e la matematica oltre le aule scolastiche per arrivare a tutte e tutti, anche a chi non avrebbe mai letto un manuale di matematica: per questo è sorta l'idea del romanzo di formazione e di educazione.
Il romanzo permette di sviluppare, grazie alla lettura e alla matematica, la creatività e la capacità di andare oltre schemi e stereotipi. Ho voluto far scoprire la dimensione esistenziale della matematica e farla vedere non come disciplina scolastica ma come approccio conoscitivo, problematico, efficace ai problemi della vita: da quelli più semplici a quelli più complessi. Come ci dice George Polya, "risolvere un problema è un'impresa specifica dell'intelligenza umana; avere un problema significa cercare coscientemente un'azione appropriata per ottenere uno scopo chiaramente concepito, ma non immediatamente ottenibile".
Uno degli scopi del romanzo è stato quello di descrivere il lavoro instancabile di colleghe e colleghi, il loro e il mio amore per il sapere e per la disciplina insegnata, unite ad una buona dose di incosciente ottimismo. Ho sentito, dopo trent'anni di insegnamento, il desiderio di raccontare la loro e la mia opera di costruzione di situazioni di apprendimento basate sulla fiducia per gli alunni e per i colleghi, sulla confidenza reciproca, sul rispetto del proprio e dell'altrui lavoro, sulla valorizzazione, sulla pazienza e sulla consapevolezza di partecipare ad un progetto comune di sviluppo umano, con l'obiettivo di creare un confronto positivo, consapevole e propositivo intorno alla Scuola.
Il secondo motivo della scrittura sono gli studenti e le studentesse, il futuro della nostra società, a cui ho voluto trasmettere la forza necessaria per non mollare mai e per volare alti. Vorrei che vivessero la Scuola pienamente con ottimismo e dedizione poiché la conoscenza è una delle chiavi fondamentali per sciogliere le paure e i dubbi tipici della loro età: i giovani devono sentirsi in grado di parlare di sé con insegnanti e genitori.
Infine, ma non per ultima, mi ha spinto la passione per la matematica. Quante volte ho sentito dire queste parole: "No, lascio perdere, non capisco niente di matematica!". È proprio da qui che sono partita, da questa frase che ormai è diventata un luogo comune e che molte persone pronunciano in modo frettoloso e automatico proprio come quando viene chiesto loro il nome. Io vorrei fortemente che non fosse così, non può e non deve essere così. La matematica è bellezza, è energia, è armonia, un modo per semplificare i problemi che ogni persona può far diventare parte di sé.


La tua mente creativa a 360 gradi cosa sta meditando? Quali progetti hai in cantiere?

Intendo far circolare il romanzo e costruire una rete intorno alle idee espresse. Vorrei che questa storia diventasse il libro di tutte e tutti e che ognuno/a lo diffondesse come proprio; rendere "La radice quadrata della vita" un best seller, un caso editoriale, in modo da far vedere che siamo tante e tanti, e non solo insegnanti e studenti. Vorrei che diventasse una sorta di nostro manifesto "politico". Ho anche altri obiettivi che provo a sintetizzare: a gennaio, fondare un'associazione di cui ho già parlato qualche mese fa che si chiamerà ®evolution, cioè Revolution per l'Evoluzione, che pian piano si collegherà anche ad associazioni di altre Nazioni grazie al gruppo degli ambasciatori/delle ambasciatrici del Global Teacher Prize; diffondere, condividere e perfezionare il modello di insegnamento della matematica che mi è valso la candidatura al Global teacher Prize 2018; insegnare all'università (questo è un sogno perché in Italia è difficilissimo insegnare matematica alle matricole di Scienze della formazione, per abbattere gli stereotipi che la materia sia per pochi e soprattutto non per donne); provare a dar vita ad una nuova collana di "libri di testo" che seguissero lo schema della "Radice Quadrata della Vita"; fare proposte, con l'associazione, per il rilancio della Scuola, a partire dal riconoscimento della professione docente, perché oggi l'insegnante viene considerato o un missionario/una missionaria o un impiegato/una impiegata, mentre deve essere "sancito" che è un/una professionista di alto livello: "Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo" (Malala); incidere sulla politica in modo da trovare forme per questo riconoscimento di idee concrete e fattibili; rilanciare l'Italia perché con una Scuola al centro dell'azione politica e con i ragazzi e le ragazze motore del cambiamento non si potrà che avere il rilancio, permettendo anche il rientro di chi se ne è andato e vorrebbe rientrare.
A chi mi dice che tutto ciò è utopia rispondo con le parole di Adriano Olivetti: "Spesso il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia a lavorarci. E allora può diventare qualcosa di infinitamente più grande"
.

Puoi dedicare un consiglio ai ragazzi, ai genitori e ai docenti?

A tutti dico di leggere il romanzo così otteniamo già due degli obiettivi precedenti. Battute a parte, nel libro c'è un pensiero e ciascuno/a potrà trovare i consigli che ritiene facciano al caso proprio. Non sono nessuno per consigliare qualcosa di specifico, posso solo dire che desidererei che in questo momento dove tutti urlano ci fossero toni pacati, che si valorizzasse ciò che funziona, che ci fosse attenzione alle relazioni autentiche e all'altro, che tutti ci considerassimo diversi/e e valorizzassimo le differenze, che la Scuola fosse una comunità (genitori, insegnanti e studenti) coesa dove tutti/e siamo impegnati/e per la formazione dei giovani e delle giovani perché l'obiettivo è comune. Vorrei che la Scuola, in sintesi, fosse non solo presidio di legalità ma anche di speranza e fiducia. Vorrei dire ai ragazzi e alle ragazze di volare alto e non arrendersi mai, alle colleghe e ai colleghi di non avere paura di sperimentare e di innovare e di trovare un proprio modello di riferimento, ai genitori di fidarsi e di sostenere il lavoro dei/delle docenti.

Grazie Lorella per la tua energetica passione, per la condivisione delle tue idee, per aver diffuso il tuo modello di insegnamento a sostegno di quei giovani che vogliono seguire la carriera nell'insegnamento della matematica. Siamo tanti, tutti appassionati e consapevoli dell'importanza del nostro ruolo non solo professionale ma sociale: uniti, possiamo dare una svolta di cambiamento vero al mondo della scuola, per una crescita che vede i giovani capaci e consapevoli del loro valore.


Barbara Riccardi
Docente dell' IC "Padre Semeria" di Roma, Global Teacher Prize, counsellor della Gestalt Psicosociale e Giornalista pubblicista
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