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n. 90 febbraio 2019
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Leggere ad alta voce
Strategie per far nascere e crescere il piacere e la pratica della lettura
di Ansuini Cristina - Didattica Laboratoriale
"Quando leggo un libro, desidero che anche tu lo stia leggendo.
Voglio sapere cosa ne pensi. Non è forse amore, questo?"

Gabrielle Zevin

Da più parti arrivano istanze relative all'importanza della lettura, come arricchimento globale dell'individuo e del suo essere sociale e, d'altra parte, l'osservazione di alcune dinamiche sociali, come la frammentazione dell'attenzione, la difficoltà di ascoltare e rielaborare, l'analfabetismo di ritorno, ci dice che è assolutamente importante favorire questa attività, non nella sua essenza strumentale o funzionale ad altro, ma nel suo puro e semplice godimento.
Da dove partire? Quali libri leggere? Come impostare l'attività in modo sistematico?
Una possibile risposta arriva dal prof. Federico Batini, Professore Associato di Pedagogia Sperimentale presso l'Università degli Studi di Perugia, che da anni si occupa di lettura ad alta voce e che cura il Progetto "Leggimi ancora" sotto l'egida di "Giuntiscuola".
Seguendo le sue lezioni e leggendo i suoi report, ci si lascia facilmente entusiasmare, intravedendo le grandi possibilità che sono insite in un'attività di facile realizzazione come la lettura ad alta voce.
In realtà sappiamo che non è per niente scontato riuscire a ricavare costantemente dei momenti da dedicare al godimento gratuito di libri diversi, non solo per le difficoltà pratiche che tutti possiamo immaginare, ma soprattutto perché la lettura non è un'attività naturale, istintiva, ma richiede l'acquisizione di una tecnica che deve via via raffinarsi. Sono proprio questi problemi che fanno sì che molte iniziative, pur supportate da ottime intenzioni, si avvitino su se stesse e finiscano per fallire.
Si può partire quindi da un'attività più naturale, quella dell' ascolto, per nulla banale, che consente ai bambini di conseguire una crescita non solo cognitiva, ma anche emotiva e sociale.
Secondo il prof. Batini, infatti, la lettura quotidiana da parte dell'insegnante consente di ottenere risultati a tutto tondo, competenze indispensabili per la vita, non solo per la scuola.

Per la riuscita dell'esperienza, e per far sì che il momento della lettura ad alta voce diventi irrinunciabile e atteso con entusiasmo, occorre tenere presenti alcuni punti:
-creare un setting adatto, curare lo spazio, che consenta almeno la circolarità degli sguardi e la posizione comoda;
-iniziare con pochi minuti per poi aumentare via via il tempo da dedicare a questa attività;
-leggere in modo partecipato, così da coinvolgere i bambini e catturare la loro attenzione entrando nelle storie, vivendole tutti insieme;
-assicurarsi che tutti abbiano ben chiaro il contenuto del testo, facendo domande, favorendo e valorizzando la partecipazione, ma astenendosi dal giudizio;
-sforzarsi di essere costanti nel proporre letture ad alta voce, nonostante le difficoltà pratiche, organizzative;
-puntare sulla gratuità dell'esperienza: i bambini devono essere certi che dietro l'esperienza non ci sarà un trabocchetto, cioè un compito tipo schedatura del libro o recensione e neanche analisi grammaticale o logica, divisione in sequenze o riassunto;
-dopo qualche settimana, quando l'abitudine è pressoché consolidata, si può iniziare invece a proporre attività che facilitino il racconto e la progettazione di sé, l'espressione di ricordi autobiografici, supportate da illustrazioni o frasi evocative estrapolate dal libro che si sta leggendo;
-fare in modo che i bambini possano vedere/manipolare molti libri, utilizzando per questo la biblioteca scolastica ma anche quella pubblica (le Biblioteche del Comune di Roma, ad esempio, consentono il prestito di classe);
-coinvolgere i genitori, invitandoli alla lettura ad alta voce a casa e suggerendo titoli, librerie, laboratori, manifestazioni librarie...;
-documentare l'esperienza con un diario di bordo, in modo da poterla rivedere, rielaborare e riproporre in altre circostanze o tempi diversi.

A questo punto la domanda cruciale è: quali libri proporre?
Federico Badini "utilizza" nel progetto "Leggimi ancora" i libri della collana "Colibrì" della Giunti, scritti da autori di qualità e con una veste grafica molto curata, ma possiamo trovare consigli di lettura e bibliografie adatte in molti siti e blog (alcuni tra i più interessanti sono indicati nella colonna a destra dell'articolo, negli indirizzi Web), senza disdegnare i classici.
L'importante è scegliere libri che siano pensati per bambini più grandi di quelli ai quali ci rivolgiamo: la lettura ad alta voce consente una prima metabolizzazione della storia, nonché la possibilità di chiedere, dialogare, rielaborare tutti insieme.
Con i più piccoli si può iniziare con libri di filastrocche e conte - vanno benissimo autori come Piumini, Bordiglioni, Tognolini o l'irrinunciabile Rodari - per giocare con i suoni che stanno imparando a trasformare in segni, o con raccolte di racconti popolari, per poi passare a libri più lunghi e con argomenti vari che vadano dalla quotidianità al fantastico, dal classico Il giardino segreto di Burnett a Giò denti di ferro di Janna Carioli.

L'esperienza della lettura ad alta voce è un'occasione preziosa di riflessione e di messa in gioco dei principi base dello "stare bene a scuola" ed anche quella di fare il gesto rivoluzionario di prendersi del tempo per delle cose che piacciono, senza farsi trascinare da scadenze, relazioni, commissioni, tutte quelle incombenze che, a detta di Massimo Recalcati, tolgono agli insegnanti la possibilità di occuparsi dell'essenza vera del loro lavoro, cioè l'arte dell'incontro con la parola.

Bibliografia essenziale
Badini, F. (2018). Leggimi ancora. Firenze: Giunti Scuola.
Badini, F. (2019). Leggere ad alta voce. Firenze: Giunti.
Blezza Picherle, S. (2013). Formare lettori, promuovere la lettura. Milano: Franco Angeli.


Cristina Ansuini
Dottore in Psicologia ed in Scienze dell'Educazione, docente presso la scuola "San Francesco d'Assisi", I.C. "Piazza Borgoncini Duca", Roma
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