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n.95 settembre 2019
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Il modello SAMR per integrare le nuove tecnologie
Idee e suggerimenti per creare contesti di apprendimento coinvolgenti e motivanti
di Rago Giuseppe - Tecnologia e didattica innovativa
Immagine di Sylvia Duckworth
Immagine di Sylvia Duckworth
Negli anni più recenti il dibattito sulla programmazione didattica ha cambiato orizzonti e si è spostato, grazie a studi, ricerche e indicazioni ministeriali, sempre di più sui temi legati all'innovazione metodologica (inclusiva e cooperativa).
Il rischio che l'insegnante corre è quello di dedicare troppe energie alla dimensione tecnica, alla strumentazione materiale attraverso cui gestire i processi di insegnamento-apprendimento, a svantaggio della necessaria dose di orientamento pedagogico, sempre necessaria per raggiungere il successo formativo.
Serve, dunque, una sorta di competenza interconnessa che porti al "bilancio tecno-pedagogico", indispensabile per valutare la natura, l'affidabilità, le strategie dell'agire didattico con le nuove tecnologie.
Il tema, chiaramente, non può che essere affrontato in chiave diacronica. Ed è per questo che dobbiamo guardare a teorie, modelli e prassi che vengono seguite da chi già da tempo, indagando, sta cercando di coglierne le dinamiche reali e le linee di tendenza prospettiche per una proposta di contesto di apprendimento coinvolgente e motivante.

Merita attenzione, in questo campo, il modello SAMR (acronimo per l'inglese Substitution, Augmentation, Modification, Redefinition), il framework di "ridefinizione, modifica, aggiornamento e sostituzione" teorizzato e offerto dal pedagogista spagnolo Ruben Puentedura (è possibile approfondire cliccando sui link suggeriti - colonna a destra dell'articolo).
Si tratta di un modello "nuovo" ed interessante che mette al cento il buon coinvolgimento degli studenti in classe e non il semplice tecnicismo dell'impiego di nuovi strumenti tecnologici.
Sotto esame ci sono i quattro livelli di impatto della tecnologia sull'apprendimento, da cui derivano quattro ordini diversi (in progressione) di possibile integrazione del digitale nella didattica.
Questa l'analisi esemplificativa del SAMR declinato con una riflessione metodologica sulla produzione di una "relazione" da parte degli studenti:

Sostituzione: la tecnologia è un supporto alternativo ad uno già in uso (ad esempio, una relazione scritta al computer anziché su un foglio a penna);
Ampliamento: le potenzialità offerte dalla tecnologia portano ad un ampliamento funzionale e ad un miglioramento dell'esperienza di apprendimento (nel testo digitale, ad esempio, si possono inserire collegamenti ipertestuali, immagini, si può utilizzare il text-to speech);
Modificazione: attività e compiti vengono ripensati in funzione delle opportunità offerte dalla tecnologia (il testo può essere condiviso in cloud e completato con l'apporto di tutte le persone coinvolte, utilizzando anche le funzionalità di commenta e correzione peer to peer);
Ridefinizione: tutta l'esperienza di apprendimento viene riprogettata per arrivare a realizzare creazioni multimediali che comportano l'accesso e l'uso degli strumenti e delle risorse digitali, sfruttando appieno le potenzialità delle tecnologie educative (il testo elaborato collettivamente viene condiviso con altre classi, commentato, confrontato, rielaborato utilizzando chat, commenti vocali, infografiche, mappe, video, e poi pubblicato sul web).

L'applicazione del modello orienta ad uno spostamento dall'approccio tradizionale, centrato sull'insegnamento, ad uno centrato sugli studenti e sull'apprendimento integrato.
Il SAMR è dunque una valida "guida operativa" per pensare correttamente, sin d'ora, il processo di integrazione delle tecnologie nella didattica, evitando soprattutto di ridurre - senza volerlo - la didattica alla tecnologia.


Giuseppe Rago
Docente INF/01 incaricato UniBa - UniFg, pedagogista, formatore ed esperto di didattica digitale
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