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n.95 settembre 2019
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Oggi è il giorno:15 Dicembre 2019 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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E tu che talento hai?
Una giornata per la festa dei nonni
di Melchiorre Simonetta - Didattica per competenze
Invito corale 1
Invito corale 1
Il 2 ottobre si celebra la festa dei nonni e per l'occasione ho progettato un primo compito significativo legato alla realizzazione di un evento in cui gli alunni hanno mostrato i propri talenti ad un pubblico di nonni.

La sollecitazione l'ho avuta durante un percorso di formazione sulle competenze condotto da Manuela Rosci per la Sysform, l'ente accreditato di cui faccio parte come formatore e tutor. Ogni volta da queste esperienze "mi porto a casa" qualcosa: una riflessione, un'idea, un'emozione, un convincimento saldato o rimosso che comunque contaminano positivamente la mia professionalità, arricchendomi e spostandomi sempre un po' più in là: "Dopo un serio percorso di formazione non sono più la stessa di quando ho iniziato".

L'idea di riflettere con i bambini sul significato di talento, e accompagnarli alla ricerca del proprio, mi ha entusiasmato da subito. Diamo per scontato che sia naturale conoscere i propri punti di forza, i propri aspetti speciali, le unicità che ci caratterizzano ma non lo è affatto neanche per un adulto, ancora meno lo è per un bambino. Eppure è così importante perché è su ciò che già c'è che possiamo costruire ciò che ancora manca e perché la strada della propria realizzazione personale, della propria serenità e completezza come essere umano passa per l'individuazione del proprio posto nel mondo.

Come posso comprendere come realizzarmi se non conosco me stessa?

Così già dai primissimi giorni di scuola ho lanciato la proposta ai miei alunni; come sempre comunico l'idea di un'attività, condivido i traguardi che desidero raggiungere e insieme decidiamo come realizzarli, insieme confezioniamo e cuciamo su di noi il percorso. L'immagine è sempre quella del viaggio: indico alla classe la meta e insieme decidiamo quali mezzi utilizzare per raggiungerla e cosa mettere in valigia.
Questa attività si è dimostrata perfetta per i primissimi giorni di scuola: ha permesso un riscaldamento graduale, consentito a noi tutti di riprendere contatto con ritmi e impegni più serrati rispetto a quelli delle vacanze appena concluse, ci ha rimesso "in moto" attivando entusiasmo e motivazione.

Così ho progettato un compito significativo: ho deciso quali competenze chiave promuovere e quali traguardi trasversali e disciplinari mettere in campo e tra questi quali evidenze osservare per valutare il raggiungimento o meno delle competenze scelte, quale prodotto realizzare e in quali tempi.
Di seguito elencherò brevemente i passaggi pensati per la realizzazione di questa attività.

1) Dopo aver comunicato con chiarezza e precisione la mia idea ai bambini, ho verificato la loro conoscenza del termine talento, che non è semplicemente una passione, un hobby oppure una capacità ma un punto vivo e naturale presente in ognuno di noi e che, se opportunamente sollecitato e allenato, cresce, si sviluppa e si esprime permettendoci di trovare il nostro personalissimo e specialissimo posto nel mondo.

Questo passaggio è importante, qualunque sia l'attività, dobbiamo sempre verificare la presenza di conoscenze pregresse, perché tutti siano coinvolti è necessario che tutti sappiano di cosa si sta parlando.

Questa fase si è conclusa con una definizione di talento che abbiamo fatto nostra.

2) Siamo andati alla ricerca di personaggi famosi nel campo della cultura, dello sport, della musica... abbiamo letto alcune brevi biografie e ragionato insieme su quali aspetti li abbiano resi così speciali e concluso che un talento, per essere tale, deve essere messo a disposizione di una realtà più grande di noi; il talento, per così dire, deve "portare frutto".

3) Ho chiesto ai bambini di realizzare un invito personale contenente non solo le informazioni circa il dove e il quando dell'evento ma anche una descrizione breve delle motivazioni che lo sottendono: l'invito "invitante", appunto. Al termine ho chiesto loro di confrontarsi e negoziare, arrivando alla decisione di un unico invito uguale per tutti, prima in coppia poi in piccoli gruppi e infine nel grande gruppo, oppure di tenere il proprio; al termine della discussione hanno concordato di unire tutti i disegni e le frasi in un collage che rappresentasse l' "anima" di tutti.

4) Nel frattempo ho chiesto loro di individuare il proprio talento e la forma con cui condividerlo durante la festa. Ad esempio Benedetta ha deciso di introdurre la danza con un breve testo e di ballare una coreografia realizzata da lei.
Invito corale 2
Invito corale 2

L'osservazione di questo momento è stata interessante perché mi ha permesso di cogliere aspetti preziosi dei miei alunni: il loro modo di funzionare, di rappresentare se stessi, di immaginarsi, la creatività e la capacità metacognitiva. In questo passaggio il nostro sostegno rispettoso risulta fondamentale.

5) Abbiamo realizzato una poesia corale: ognuno ha potuto descrivere, con una frase che offrisse un'immagine o una sensazione, la propria idea di talento. Successivamente ho proposto di aprire la nostra festa rappresentando la poesia attraverso la mìmesis e il risultato è stato sorprendente!

6) Infine abbiamo ragionato sul nostro talento come gruppo ed è emerso che ci contraddistingue la capacità di stare insieme, di sostenerci nella realizzazione dei nostri progetti, di lavorare in modo corale. Così ho proposto come attività di chiusura il coinvolgimento dei nonni per darne dimostrazione. Abbiamo deciso di condurre un brevissimo laboratorio di Photolangage, attività svolta più volte all'interno della classe: ogni nonno guidato da un tutor-bambino ha scelto una foto per rappresentare il proprio talento; al termine di questo momento poteva condividere la propria scelta in una delle tre forme in cui si sentiva di più a proprio agio (mostrandola in silenzio, dicendo semplicemente il nome del proprio talento, argomentando il motivo della scelta).
Questa parte mi ha convinta sempre di più dell'importanza di una didattica laboratoriale, metacognitiva e dell'educazione emotiva; infatti nel progettare l'attività i miei alunni hanno saputo mettersi nei panni dei partecipanti cercando di coinvolgerli ma anche di farli sentire al sicuro e rispettati nei loro bisogni.

Questo è il risultato più prezioso che io potessi desiderare di osservare.

In allegato (file nella colonna a destra dell'articolo)
La poesia corale sui talenti
Il talento di Benedetta
Le autobiografie cognitive di alcuni alunni

Link (siti web nella colonna a destra dell'articolo)
Un articolo del prof. Gilberto Scaramuzzo docente di "Teorie Moderne dell'Educazione e Pedagogia dell'Espressione" all'Università degli Studi di Roma Tre, per approfondire il coinvolgimento della mìmesis in campo educativo


Simonetta Melchiorre
Docente presso l'I.C. "Maria Montessori" di Roma, dottore in Scienze dell'Educazione, art-counselor e formatrice per l'Associazione Sysform (ente accreditato dal MIUR)
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