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n.96 ottobre 2019
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Oggi è il giorno:13 Dicembre 2019 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Funziono dunque sono
Il sistema integrato di progettazione dei percorsi inclusivi
di Pellegrino Marco - Inclusione Scolastica
Le novità sull'Inclusione hanno messo in moto, nei diversi settori interessati, la macchina in/formativa sui punti entrati in regime e che dovranno diventare operativi nel giro di poco tempo.
Oltre ai cambiamenti nelle procedure di individuazione e certificazione della condizione di disabilità, a meritare l'attenzione è l'elaborazione del Piano Educativo Individualizzato sulla base del Profilo di funzionamento (ex Diagnosi funzionale e Profilo dinamico funzionale), formulato tenendo conto dell'ICF-CY, nato nel 2007 dalla costola dell'ICF del 2001, strumento di classificazione dell'OMS che pone al centro il "funzionamento" dell'individuo, inteso in modo globale e sistemico.
Disabilità, disagi, difficoltà, ma anche talenti, potenzialità, doti o capacità sono considerati all'interno dei contesti, delle relazioni, dei luoghi e delle situazioni di cui la persona è parte integrante e in cui gioca il proprio ruolo; i fattori "esterni" sono elementi del "problema": lo possono determinare, mitigare, acuire o estinguere, totalmente o in parte.

Il termine "Inclusione" ha oramai sostituito quello di integrazione e le parole che si sono avvicendate nei decenni (disabilità, handicap, menomazione, diversabilità, ecc.) conservano il loro significato specifico e la loro collocazione storico-sociale ma sono confluite nel macro-vocabolo già espresso sopra, cioè nel "funzionamento", che neutralizza la dicotomia tra persone in difficoltà e "il resto del mondo", tra disabili e normodotati: ognuno di noi funziona in un certo modo perché ha determinate strutture e perché vive in un dato ambiente, più o meno inclusivo e accogliente.
E' stringente il bisogno di fare chiarezza, a partire dal lessico e dai documenti di riferimento, sulle procedure di elaborazione del progetto scolastico individuale che trova sostanza nel PEI; il GLOI (ex GLHO), gruppo di lavoro per l'inclusione, composto dalle persone che vivono da vicino la situazione dell'alunno o dell'alunna (famiglia, insegnanti, specialisti, operatori sanitari, assistenti educativi, e lo studente, se maggiorenne) entro la fine di novembre, orientativamente, formula il Piano, proprio a partire dal Profilo di funzionamento acquisito.
Ciò comporta la conoscenza di base, da parte del personale coinvolto nella progettazione, dei principi e delle caratteristiche dell'ICF-CY, per comprendere al meglio le indicazioni del PdF e tramutare i contenuti descrittivi e informativi in scelte didattiche coerenti e utili.

Un Piano educativo aggiornato e completo, inoltre, deve essere impostato sulla didattica per competenze, da certificare al termine dei cicli di studio, e da valutare annualmente. Ogni alunno, al di là della diagnosi e del quadro clinico di partenza, ha il diritto di seguire il proprio percorso di apprendimento, in un contesto educativo adattato, dunque agevolante e performante, che lo facilita e lo mette in grado di raggiungere le competenze stabilite.
Il rischio che si corre nelle scuole, nonostante la formazione che c'è stata e che ci sarà, potrebbe consistere nel non riuscire a tradurre in termini pratici ed operativi quanto dichiarato e descritto in documenti, manuali, leggi, che negli anni si sono alternati, accumulati, si rinnovano e che spesso si stratificano senza permearsi e permeare il terreno concreto della didattica agita: più confusione che fusione.

Con un semplice schema (vedi immagine di presentazione dell'articolo), provo a riassumere il quadro dei documenti da tenere presenti per l'elaborazione del PEI (della progettazione di classe e degli altri piani didattici personalizzati).
Lo sfondo comune è rappresentato dall'ICF su cui si costruisce il Profilo di funzionamento e si orienta la lettura delle Indicazioni Nazionali e delle Linee Guida, (dipendentemente dai diversi cicli di studi), che esprimono già a chiare lettere il valore e la centralità dell'individuo nel processo educativo.
Dal Profilo di funzionamento e dalle Indicazioni Nazionali (o Linee guida) si attingono le informazioni, i dati e i contenuti per la progettazione del Piano individualizzato rispettoso della singola situazione.
La partita significativa, e anche più impegnativa, per i docenti si gioca proprio nella ricerca del dialogo tra PdF e certificazione delle competenze, perché i due ambiti, pur avendo un substrato comune, fatto di principi e valori condivisi, possiedono linguaggi propri e sistemi di organizzazione dei concetti specifici.
Nell'ICF si parla di Strutture e Funzioni corporee, di Attività personali e Partecipazione sociale, di Fattori contestuali, ambientali e personali, con codici alfanumerici e voci all'interno delle parti; nelle Indicazioni Nazionali (o Linee guida) si fa riferimento ai traguardi di sviluppo, ad obiettivi di apprendimento, a nuclei fondanti che poi terminano nella certificazione di competenze, che contempla profili dello studente e livelli di valutazione.

La formazione è indispensabile ma è opportuno fare proprie le conoscenze perché l'obiettivo principale è riuscire ad adattare al caso quanto è stato esaustivamente descritto e declinato ma che non è mai totalmente rappresentativo della situazione concreta e reale che ogni giorno si palesa e dipana nelle aule, e non solo.
In questo ultimo periodo, sto lavorando proprio all'impianto generale della pianificazione integrata, mista, esplorando i due campi di azione e provando a creare uno spazio di intesa, per scongiurare una pura sommatoria e configurare così un quadro composito che capitalizzi l'immane lavoro operato dalle Istituzioni nazionali ed europee.

Lascio ai lettori della rivista il mio umile e spassionato consiglio di consultare e leggere il manuale dell'ICF-CY, almeno nelle parti che più possono essere utili a svolgere il proprio lavoro, e nell'ottica di combinare al meglio le informazioni, in attesa di partecipare ad iniziative formative illuminanti e dirimenti.
Buon lavoro!


Marco Pellegrino
Docente di sostegno dell'IC "Maria Montessori" di Roma e formatore nella didattica inclusiva e per competenze
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