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+ bambini in classe - ore di lezione = + difficoltà e - competenze!
I risultati dei tagli alla scuola: stiamo davvero risparmiando?
di Melchiorre Antonia - Orizzonte scuola
Anno dopo anno noi insegnanti abbiamo visto scomparire le ore di compresenza, che per i non addetti ai lavori (e per quelli che fanno leggi contro la scuola) sono ore sprecate, ore in cui si devono pagare due insegnanti che contemporaneamente si trovano in classe! Invece, per le insegnanti che hanno voglia di investire sulla formazione dei bambini, le ore di compresenza sono una risorsa da metterle a frutto nel migliore dei modi, per esempio organizzando gruppi di potenziamento e di recupero, per mettere in atto quello che tutti i genitori dovrebbero pretendere dalla scuola: arrivare il più vicino possibile a realizzare ciò che serve al singolo bambino.

Questo risultato è sempre più difficile da raggiunge! Come potrebbe essere diversamente se nelle classi lavoriamo con gruppi di bambini che normalmente oscillano tra i 20e i 25 alunni, e in questi gruppi così numerosi sono inseriti anche i bambini diversamente abili e nel quotidiano si può arrivare anche a 30!
Come è possibile arrivare a queste cifre? Facile! Il numero degli alunni nelle classi è aumentato (così impieghiamo meno insegnanti) e ogni giorno, specialmente in questo periodo in cui le insegnanti si assentano più facilmente (causa influenza), le classi vengono divise per non chiamare le supplenti (per risparmiare soldi!) e gli alunni "divisi" si sommano a quelli che sono già in classe. Le aule spesso non possono nemmeno contenere un numero così alto di alunni ma non puoi rifiutare di accoglierli, dimenticando che in questo modo non si rispettano neppure le leggi sulla sicurezza!
Riuscite a immaginare cosa accade in queste aule?
Come puoi, in una tale situazione, tenere conto delle singole esigenze degli alunni?!
Tutti quei bambini che richiedono un'attenzione particolare, come seguirli? Come aiutarli?


C'è chi crede che la soluzione per risparmiare sulla scuola pubblica sia quella di avere un solo maestro in una classe numerosa, commentando: ai miei tempi era così e ce l'abbiamo fatta! Costui non si rende conto dell'assurdità di questa affermazione! Intanto ... quanti davvero ce la facevano? Nelle classi, inoltre, non erano presenti i bambini certificati, con bisogni speciali; probabilmente c'erano alunni con DSA ma gli insegnanti non lo sapevano!
Il maestro/a doveva fare in modo che i propri scolari imparassero a leggere, a scrivere e a fare di conto, certamente in classe numerose ma all' inizio Novecento il 54% della popolazione italiana era analfabeta. E ancora, quanti erano i maestri che 50 anni fa rallentavano la lezione per poter aspettare chi non riusciva a seguire? Quanti bambini si sono sentiti chiamare "asino" solo perché non riuscivano ad andare al passo con gli altri?
Insomma quello che vogliono è farci tornare indietro...e ci stanno riuscendo!!

Ciò che è incoerente con tutto quello che abbiamo appena detto è che, a fine di ogni ciclo scolastico ci attende la certificazione delle competenze raggiunte che non sono proprio quelle di una volta: leggere, scrivere e fare di conto!! Anche qui come conciliare il raggiungimento di tali competenze, del singolo alunno, con la mancanza di ore da dedicare a tale scopo?! Quando parliamo di diritto allo studio non ci riferiamo alla "classe" ma al "singolo" alunno! Come posso far conciliare la necessità di quei bambini curiosi e "veloci", con gli altri che invece vanno spronati, supportati, seguiti con un'attenzione diversa?! Da soli è difficile!

E così la scuola italiana si ritrova a scendere di graduatoria rispetto al rendimento delle altre scuole europee perché è stato deciso di non investire più sul futuro dei nostri ragazzi. Gli alunni in difficoltà sono spesso demotivati perchè fanno fatica, per lo più sono quei ragazzi che abbandonano la scuola appena possono, sono quelli ai quali non viene poi offerta una possibilità lavorativa soddisfacente. Che posto allora occuperanno nella società?
Non investire oggi nell'istruzione vuol dire pagarla cara in futuro! Non è così difficile da capire!
Invece di risparmiare sul numero delle insegnanti impegniamoci a far entrare nelle scuole sempre più docenti qualificati e competenti!

Impegniamoci per una scuola pubblica di qualità, perché è qui che si formano la maggior parte dei futuri cittadini!
Il nuovo governo dovrà tenerne conto.

Antonia Melchiorre, docente di sostegno scuola primaria IC V.le Adriatico - Roma
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