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n. 77 novembre 2017
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Oggi è il giorno:17 Dicembre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Essere gentile è contagioso'  >>>
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Essere gentile è contagioso
Compito significativo a partire dalla "Giornata mondiale della gentilezza"
di Parravani Emanuela - Didattica Laboratoriale

Care lettrici e lettori, quest'anno scolastico sono partita alla grande con una bella classe prima numerosa, con ventisei alunni; è la prima volta che inizio un nuovo ciclo scolastico che porterò sino alla quinta e questo a dire il vero, fino al "suono della campanella", mi esaltava e spaventava, ma ero convinta che sarebbe stato un anno ricco di emozioni.
Quindi, dopo i primi giorni di conoscenza, io e la mia collega di team, siamo partite proprio dalle emozioni e abbiamo pensato la nostra prima UdA, finalizzandola alla formazione del GRUPPO, presupposto fondamentale per la costituzione di un buon lavoro di classe e che si è concretizzata il 13 novembre nel suo primo compito significativo, ovvero festeggiare la "Giornata mondiale della gentilezza".
Abbiamo proposto ai bambini il tema, con l'intento di condividere con loro il fatto che "essere gentili" vuol dire uscire da se stessi, dall'individualismo quotidiano e aprirsi al resto del mondo.
La gentilezza infatti è per molti "un piccolo gesto di attenzione", un gesto reciproco e più di un solo pensiero...
Essere gentili vuol dire essere tolleranti, empatici; la frase "Io ti capisco" è accettazione delle differenze, è lo strumento migliore per insegnare ai bambini di oggi a difendersi dalla presunzione e dalla solitudine.
Con naturalezza e senza difficoltà i bambini hanno risposto entusiasti ai nostri input formativi e alla proposta di festeggiare la "Giornata della gentilezza" il consenso è stato corale.
Mille domande hanno stimolato la loro curiosità: Come festeggiare?, Cosa organizzare per la festa?, Chi invitare?, convinte che proprio la curiosità fosse l'elemento fondamentale per accendere la motivazione ad apprendere.
Abbiamo quindi progettato la nostra UdA in quattro fasi, siamo partite nei primi giorni di ottobre, presentando agli alunni il percorso da intraprendere ed il progetto finale che avrebbero dovuto elaborare.
Orientando la nostra prima fase di lavoro alla ricerca di parole gentili e alla spiegazione del loro "significato profondo", siamo passate poi alla scrittura sul quaderno e alla loro lettura.
Tutte le parole trovate venivano di volta in volta riscritte dalle insegnanti per essere depositate nei "barattoli delle parole gentili", per poi essere riutilizzate in un secondo momento.
I bambini erano così entusiasti da portarci ogni giorno liste di parole gentili che pensavano e scrivevano con mamme e papà, divertiti e complici.
Poi è stato il momento della filastrocca della gentilezza che gli alunni hanno memorizzato rapidamente e che gioiosi ripetono senza imbarazzo dinanzi a qualsiasi platea disposta ad ascoltare.
In una seconda fase noi docenti abbiamo organizzato i gruppi di lavoro, impegnando tutti i bambini a preparare gli allestimenti per la festa, realizzando le singole parti materiali, dal manifesto pubblicitario che sponsorizza l' evento del 13 novembre, ai biglietti con le parole gentili pensate da loro e custodite fino a quel momento nei barattoli.
Ma per una festa che si rispetti non potevano mancare degli ospiti, quindi quale migliore scelta dei nostri vicini e ormai "veterani" di scuola della II E che nel primo giorno d'entrata nella scuola primaria avevano accompagnato mano nella mano i "piccoli pionieri", incoraggiandoli e allontanando le loro paure? Era necessario un invito ufficiale per i nostri ospiti, che è stato realizzato alternando il lavoro di piccoli gruppi; "I postini della gentilezza" hanno poi dispensato nel giorno dell'evento a tutte le classi del plesso biglietti con parole gentili.
La terza fase ha previsto quindi anche un'uscita sul territorio al supermercato,tappa fondamentale per la manifestazione. I bambini sono stati infatti stimolati a pensare a cosa serve per una festa e preparare con le insegnanti una lista dell'occorrente: ciò ha misurato le loro capacità grafiche su suoni nuovi e "difficili".
La loro prima uscita, emozionante e impegnativa, ha messo alla prova inoltre competenze sull' autonomia, l'attenzione e l'ascolto e li ha visti tutti "stare dentro la situazione" in maniera responsabile, come solo un gruppo sa fare e che giorno dopo giorno prende vita e si consolida.
Nella giornata dell'evento, prima dell'arrivo degli ospiti, tutti gli alunni sono stati impegnati nella preparazione di macedonia e dolcetti per deliziare gli invitati e testare abilità organizzative e di collaborazione tra pari.
Nell'ultima fase, i bambini hanno dunque allestito la festa vera e propria, presentando verbalmente e graficamente il lavoro svolto, recitando le filastrocche imparate e festeggiando allegramente tutti insieme una giornata così importante.
In conclusione tutta la progettazione è stata pensata per esaltare ogni bambino nella sua peculiarità, motivarlo al fare attivo e all'apprendimento autentico, attraverso un compito di realtà che parte dalla cultura della cortesia in tutte le sue forme e fa della gentilezza non solo il tema per una festa come tante, ma una regola per vivere bene sempre.
E con le parole di Annie Lennox "Fai della gentilezza un'abitudine e cambierai il mondo", insegniamo prima di tutto ad ascoltare gli altri, a riflettere sulle parole e i pensieri dell'altro, rispettandone la sua opinione ed il suo punto di vista, perché praticare la gentilezza può essere contagioso!


Emanuela Parravani, docente I.C. Casalbianco - Roma
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