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n 67 novembre 2016
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Oggi è il giorno:24 Giugno 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo '"Annunciaziò annunciaziò"'  >>>
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"Annunciaziò annunciaziò"
Università & Scuola alleati nel cambiamento socio-culturale
di Riccardi Barbara - L'intervista
Chi non ricorda 'La smorfia', famoso trio comico in una clamorosa parodia in cui Lello Arena, nei panni dell'Angelo Gabriele, portava la buona novella a Massimo Troisi che vestiva quelli di Maria, la mamma di Gesù: "Annunciaziò, annunciaziò", l'incalzare ripetuto di detta parola mi fa pensare ai tanti corsi, master che "inondano" noi "attori" del mondo della scuola e mi spinge al motto: 'Formaziò, formaziò!' Aggiornamento sì, per stare al passo con i tempi ed entrare nell'ottica di una didattica innovativa, per catturare l'attenzione, diversificare le lezioni, ecc.; così noi insegnanti stiamo scoprendo i Mooc - Massive Online Open Courses - corsi universitari online, a libero accesso (open) ad un numero illimitato di iscritti (massive), corsi sul web e in presenza, video e podcast, insomma di tutto e di più.

Finalmente il mondo universitario apre le porte al mondo della scuola; le due dimensioni interagiscono tra loro, si mettono a comunicare attraverso forum, quiz ed esercizi in tempo reale sulle più variegate piattaforme: Khan Academy o Future Learn. I due pilastri dell'educazione si mettono a confronto per costruire insieme percorsi di aggiornamento nello scambio di risorse, modalità e strategie, in una visione unitaria per la crescita sociale condivisa, partendo dal formare personale sempre più adeguato e qualificato. Si sente in questo momento storico la voglia di cambiamento, lo si nota ancora più predominante nell'interesse di far diventare le scuole delle vere e proprie palestre dove i futuri laureati possono impratichirsi, sperimentare ipotesi progettuali di ricerca, scambiare punti di vista con chi è già allenato ma che non deve perdere il ritmo; l'obiettivo è creare sempre nuove modalità di interazione con i ragazzi, di confronto attivo e costruttivo, dove i due pilastri dell'educazione rappresentano un unico motore di crescita per il bene comune.
Attualmente, in questo nuovo anno scolastico ricco di tante occasioni, veramente stimolante e preziosa per noi docenti dell'I.C. Padre Semeria è la proposta di attività di formazione - il Piano di miglioramento degli apprendimenti relativi all'ambito della lettura e comprensione del testo scritto - tenuta dalla Prof.ssa Margherita Orsolini dell'Università "La Sapienza", della Facoltà di Medicina e Psicologia dei processi di sviluppo e socializzazione - Area Didattica Pedagogica e Scienze dell'Educazione e della Formazione.

1) L'Università che entra nella scuola, come nasce questa sua proposta progettuale?
Sono coordinatrice di un corso di laurea che forma psicologi dello sviluppo, persone in grado di occuparsi di bambini con bisogni educativi speciali. Per imparare a prendersi cura di loro è importante conoscere da vicino il contesto scuola, le sue richieste, le opportunità di didattica inclusiva che offre. Anche imparare a progettare e realizzare azioni innovative che coinvolgano insegnanti e genitori a scuola.

2) State per avviare un progetto per sperimentare un potenziamento della comprensione dei testi scritti nei bambini. Perché vi sembra necessario curare in modo particolare quest'abilità?
Comprendere testi scritti è un'abilità complessa, centrale per l'acquisizione della cultura nel mondo occidentale. Capire un testo narrativo, ad esempio, può significare rispondere a domande del tipo: come si chiama il protagonista della storia? Che cosa gli è successo? Che cosa ha fatto per risolvere il suo problema? I bambini che crescono in famiglie di classe media occidentali sono precocemente introdotti a questa esperienza del capire i testi. Hanno già fatto pratica del rispondere a questo tipo di domande nelle situazioni in cui un adulto ha letto ad alta voce un libro e ha cercato di condividere con loro un'interpretazione delle immagini e della situazione narrata. Hanno così imparato che capire un testo è qualcosa di simile al ricordare e al narrare. Questo modo di capire i testi non è tuttavia l'unico possibile. Ci sono comunità in cui capire i testi, significa essenzialmente ascoltare e saper recitare il testo parola per parola. O comunità in cui, viceversa, capire testi significa ricollegare immediatamente ciò che si è letto alle esperienze personali dei partecipanti, senza passare per una preliminare appropriazione (e ricordo) degli eventi narrati.

3) A che cosa mira il vostro lavoro?
Sperimenteremo due tipi di interventi e cercheremo di chiarire quale di essi sia più efficace per stimolare la comprensione di testi scritti.

4) Perché alcuni bambini hanno difficoltà nella comprensione di testi scritti?
Possono esserci tanti fattori che conducono alcuni bambini a diventare lettori "superficiali". Per trarre da un testo i significati centrali che il testo stesso suggerisce è necessaria un'elaborazione cognitiva che permette di interpretare parole e frasi, integrandone i significati in una sorta di modello mentale. Le difficoltà più comuni che ostacolano la comprensione di testi scritti sono di natura linguistica e in particolare semantica. Anche una fragilità della memoria verbale ha un ruolo molto importante.

5) Come si può rivalorizzare il ruolo docente nella nostra società e come rimodellarlo in base all'evoluzione e ai bisogni dei bambini per catturare la loro attenzione verso il fare cultura?
Insegnanti aperti all'innovazione e alla ricerca, motivati a comprendere i molteplici fattori che rendono un'azione educativa più o meno efficace, sistematici nel monitorare la propria attività, appassionati nel cercare di rispondere ad una domanda fondamentale "Come si forma l'essere umano?". Credo che insegnanti con queste qualità possano trasmettere ai bambini il valore della conoscenza, la consapevolezza che ogni ricerca parte dal riconoscimento del "non sapere", e che il sapere si costruisce a partire dalle domande che poniamo al mondo, ai libri, a noi stessi in dialogo continuo con gli altri.

Il cambiamento nell'essere docenti investiti da un ruolo professionale e sociale sempre più adeguato deve partire prima di tutto da noi stessi, dall'importanza del nostro ruolo non solo come formatori, ma artefici del futuro della nostra società, trampolini di lancio dei ragazzi nel mondo del lavoro. L'innovazione deve investire tutti i livelli della scuola affinché sia possibile, partendo dai Dirigenti Scolastici con l'ottimizzazione del personale, tra cui i collaboratori, primi ad aprire le porte al mattino, ad accogliere ed ascoltare. Siamo noi stessi il biglietto da visita, noi 'i mezzi' per poter brevettare e consolidare le capacità e le abilità degli studenti. Mi piace auspicare una visione positiva, in un'ottica di appartenenza, dove ognuno INVESTE il proprio bagaglio esperienziale di capacità e competenze, il proprio essere e saper dare/darsi per crescere INSIEME.
Fare 'RETE' significa muovere insieme il cambiamento con il sorriso che contamina, con la consapevolezza dell'importanza delle piccole cose: VALORI ED AFFETTI DA DIFENDERE E TENERE STRETTI!!


Barbara Riccardi, docente I.C. Padre Semeria - Roma, Counselor della Gestalt Psicosociale e Giornalista pubblicista
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