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n.1 marzo 2010
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 21 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Editore

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Articolo '"Big fish, storie di una vita ... >>>
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"Big fish, storie di una vita incredibile"
Abbasso le ampolle di vetro, viva lo scorrere dei fiumi di passioni!!!
di Riccardi Barbara - Organizzazione Scolastica >>> Parliamo di...
"...tenuto in un piccolo vaso, il pesce rosso rimarrà piccolo, in uno spazio maggiore esso raddoppia, triplica o quadruplica la sua grandezza". Ora mi spiego perché il mio pesce rosso, Occhietti Neri, vinto con il fatidico lancio delle palline al Luna Park, traslocato poi in una bellissima ma piccola ampolla di vetro accessoriata di tutto punto con variegate piante finte e grotta, faceva dei guizzi enormi per riuscire ad evadere dalla sua "casa" troppo stretta alle sue esigenze di crescita. Ogni volta che rientravamo a casa, era caccia grossa...ritrovare Occhietti Neri.

Una volta mia mamma si trasformò in ER medici in prima linea, come un vero medico praticando un massaggio cardiaco al saltatore di ampolla, tenendolo sott'acqua, riuscì nuovamente a farlo respirare. Un'altra volta era finito sotto il frigorifero, la sua pinna caudale si era attaccata al pavimento, per prenderlo parte di essa si lacerò, così da quel giorno la sua nuotata era buffissima, tutta deviata da una parte. Anche un se un po' "claudicante", Occhietti Neri visse con noi ben sette anni. Riflettendo sulla frase del film "Big fish", il confronto nasce spontaneo. Le dimensioni del mio pesciolino con quelle dei pesci rossi di Villa Celimontana, cui portavo il pane secco insieme a nonno Antonio per la nostra passeggiata, erano abissali. La loro grandezza era fuori misura rispetto a Occhietti Neri e agli altri abitanti del Luna Park. Possiamo dire che si cresce in base allo spazio che uno ha e che soprattutto uno si riesce a conquistare nel corso del tempo...

Tutto questo per arrivare a dire che la stessa cosa capita anche per la nostra fantasia, per la nostra voglia di fare. Più esercitiamo le nostre attitudini e capacità, più possibilità abbiamo di migliorarle, per non atrofizzarle o addirittura dimenticarcene. Come atleti in una palestra di vita dovremmo usare le nostre potenzialità/doti e abilità per dare il meglio di noi. La nostra famiglia è il contenitore che ci fornisce il giusto spazio per muovere i primi passi, per cimentarci, per poi crescere e imparare pian piano a migliorarci, allargando sempre più i nostri confini e orizzonti, per seguire le passioni. Grazie all'iniziativa del Cineforum nel nostro Circolo Didattico il 143° "Spinaceto" e grazie ad Elvira, mi è stato dato modo di ricevere in dono l'incontro con la famosa pittrice, scenografa e costumista Antonella Cappuccio. Donna, moglie, mamma e "nonna" speciale. Le sue opere sono frutto di amorevole dedizione, il materializzarsi dei suoi pensieri, dei suoi sentimenti in qualcosa che supera le cose comuni, LAVORI D'ANIMA che ammaliano. Queste sue "creature" sono fuori dalla normalità, sgorgano dalla sua passione per la vita, per il bello. In una conversazione con semplici e chiare parole ha "rimbastito" una mia affermazione: "Il nostro modo di fare, il modo aperto e diretto, giocoso e allegro/sorridente, è pura follia. Non è affatto folle è solo il nostro modo di comunicare, comunicare con passione l'amore per la vita, per il bello in modo giocherellone e leggero. Siamo una nicchia che usa l'arte per trasmettere e comunicare con gli altri. Se non fossi stata "così", non avrei avuto dei figli altrettanto creativi e artisti. Siamo quindi il frutto dei nostri genitori. Raccogliamo i frutti di quello che abbiamo seminato come tali, diamo e avremo." Trasmettiamo, infondiamo e trarremo gioie per i nostri cuori e saremo sempre di più. E' vero allora che ci si riconosce e ci si ritrova come preannunciato nell'articolo dello scorso mese? Ecco il famoso virus che contagia, che trascina al fare per imparare a fare con il cuore. Questo è il nostro segreto.

Mentre si continuava a conversare, Antonella ultimò la sua ennesima creatura, una stupenda marionetta/bambola per sua nipote, regalo per la notte della Befana. La sua passione per l'arte infatti cominciò a manifestarsi prima come costumista, scenografa per arrivare a essere una pittrice eccezionale. Oltre a far suoi colori, cornici, tele e specchi, con le stoffe crea delle bambole viventi con un'anima e un cuore. Questo fa la differenza, ogni cosa che crea, la fa con sentimento e amore. Cosa che ha sicuramente trasmesso ai suoi figli.

Come una persona saggia disse ai suoi magnifici tre figli, Gabriele, Silvio e Laura, al momento di spiccare il volo verso le loro scelte lavorative: " Non è importante quello che farete e sceglierete, ma che sia qualcosa, qualunque cosa che vi renda felici". Questo suo pensiero così libero, così ampio e non costrittivo in stereotipi di vita prefabbricata, ha permesso alle menti e ai cuori dei tre giovani di spaziare liberamente e felicemente verso mete da loro auspicate e desiderate. Mete dove riversare le loro doti, le loro abilità, la loro passione, la loro storia vissuta al fianco di una saggia mamma che non si è risparmiata nel dare, nel trasmettere l'arte di "guardare con il cuore".

Tutto ciò ha permesso a Gabriele e Silvio di trasportare tali visioni in immagini, regalate a noi, sul grande schermo. Già, se ancora non ci siete arrivati, stiamo parlando della mamma dei geniali fratelli Muccino. Dietro la bravura di registi e attori, c'è appunto lo zampino di mamma Antonella. Una volta conosciuta si può comprendere la specialità della sua anima, la sua bellissima anima che guida i suoi figli. La sua parte ludica, l'amore per l'arte giocando è la sua forza. Giocare è vita!!! Chi entra nel suo laboratorio, si sente avvolto in uno spazio capace di accogliere l'anima, con stupore si "entra" nei suoi lavori con il massimo rispetto, dove tatto e vista sono catturati, come bambini incuriositi ci incamminiamo alla scoperta di tanta bellezza.
Vorrei invitarvi a conoscerla, incontrarla per capire quanto è importante avere delle radici genitoriali che siano la linfa per dar vita alla curiosità, alla scoperta, alla caparbietà di perseguire i nostri ideali, i nostri progetti, i nostri sogni, le nostre passioni. Genitori non si nasce, non esistono manuali, solo amore, amore per l'altro, amore nel dare, per prove ed errori, dare senza chiedere nulla in cambio, dare quello che sappiamo, che conosciamo, che ci piace. Una mamma come Antonella è una FORTUNA/TESORO, tutti i genitori hanno passioni, interessi da trasmettere. Più ci esercitiamo in piena libertà più rafforziamo le capacità, meno diamo loro spazio più perdiamo l'elasticità per attuarle e utilizzarle.

Questa è l'opportunità che vorremmo regalare ai ragazzi, genitori, e docenti del nostro C.D. il 143° "Spinaceto" per creare tanti momenti d'incontro/scambio, per approfondire e rafforzare talenti e passioni tramite l'arte in ogni sua forma. Una grande opportunità ci è stata offerta in occasione di una delle aperture del Cineforum "Ciak si gira":ha guidato l'incontro la nostra Dirigente Scolastica e psicopedagogista dott.ssa Serenella Presutti, ospite d'onore la pittrice A. Cappucio, insieme al Prof. C. Casula dell'Università di Roma Tre Cattedra di Storia Moderna e la psicologa-psicoterapeuta dott.ssa A. Gogosi. Insieme abbiamo parlato dell'importanza del tempo, un tempo di "qualità" che i genitori dedicano ai propri figli, dell'arte del gioco e come imparare dai piccoli e delle paure nell'affrontare il mestiere di genitori.
Il film in visione non poteva che essere "Come te nessuno mai", dove troviamo all'opera Gabriele come regista e Silvio come attore alle loro prime armi. Trama: L'educazione sentimentale di Silvio, sedicenne la cui vita viene travolta nel momento in cui inizia l'occupazione del liceo nel quale studia. Più interessato alle ragazze che alla politica dei comitati studenteschi, Silvio sogna il grande amore. Nonostante cariche della polizia, genitori ex sessantottini poco comprensivi e compagni troppo pettegoli, Silvio riuscirà a trovare la ragazza che si innamorerà di lui. Il mondo visto dagli occhi di un adolescente, in lotta con se stesso, con l'amore e la famiglia. Sullo sfondo una delle tante occupazioni di un liceo romano.
Qui entra in campo la bravura e la competenza del Prof. Casula nel trattare argomenti "importanti" con maestria, catturando l'attenzione di tutti, impartendo piccole pillole di cultura storica e sociale di quel periodo tanto vicino a noi e che molti hanno vissuto direttamente.

Antonella poi ci ha svelato i retroscena, i trucchi e l'arte di scenografa/costumista, il dietro le quinte dell'esperienza di essere una mamma di successo con figli di successo. Le sue passioni, il suo continuo voler giocare che tanto mi accomuna, la sua voglia di divertirsi e far divertire e far sentire tutti a loro agio. Abbiamo colto l'occasione per allargare i nostri orizzonti mente/cuore in un viaggio tra fantasia e realtà con la nostra ospite/amica e tutti noi. Siamo stati lieti di avervi al nostro fianco, vicini di sedia, e vedervi tornare a casa tronfi di tanto incontro, facendone Tesoro, un incontro fuori dal comune, come lo siamo noi, fuori dalle normali regole d'insegnamento, Dirigente Scolastico e docenti che con amore danno per passione.

Questo è il club della Scuola Possibile! Grazie a Voi per l'opportunità data, grazie ad Antonella per il bello che ci regala, grazie al Prof. Casula per la Sua cultura, grazie alla mia D.S. e ad Anna per credere in me! baci.

Barbara Riccardi Docente 143°C.D. "Spinaceto"- Roma
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