Torna nella homepage
 
n.70 febbraio 2017
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:24 Ottobre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo '"Capovolgiamo" la didattica'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Didattica Laboratoriale 2 Didattica Laboratoriale

Ricerca avanzata >>>
"Capovolgiamo" la didattica
Cosa accade nelle classi quando si "Flippa"
di Proietti Michela - Didattica Laboratoriale
La didattica capovolta, ormai conosciuta come flipped classroom, è un nuovo approccio all'attività di insegnamento/apprendimento che consente di modificare, invertendoli, gli ambienti di apprendimento; capovolge letteralmente le normali dinamiche offrendo ai ragazzi nuove situazioni apprendimentali significative, motivanti e cooperative, grazie all'uso delle tecnologie multimediali, perché non possiamo dimenticare che i nostri alunni sono "nativi digitali". La Flipped Classroom ben si coordina con questo nuovo modo di conoscere e imparare e permette agli alunni di sfruttare al meglio le innate capacità e allo stesso tempo di indurre una riflessione ed un approfondimento.
La classe diventa così una vera comunità che riflette sui problemi e cerca una soluzione, riuscendo con facilità ad affrontare tematiche complesse e, soprattutto, a non arrendersi di fronte a richieste "alte", sviluppando le proprie capacità di problem solving. Capovolgere la didattica è coinvolgente, sfidante, significativo e inclusivo per gli alunni, come ci ricordano i due professori statunitensi, ideatori di questo approccio e scrittori del pionieristico e fondamentale saggio sulla didattica capovolta, J. Bergmann e A. Sams, disponibile in Italia per Giunti Scuola.

Quali sono i punti di forza della "Flipped Classroom"? L'idea è quella, per l'appunto, del capovolgimento degli ambienti di apprendimento: quello che prima tradizionalmente veniva fatto a scuola, ora viene fatto a casa e viceversa.


"Se ci aveste spiegato di meno, avremmo capito di più".

Per quanto possa sembrare paradossale, questa frase scritta da alcuni alunni sui muri di una scuola, rimanda alla realtà di molte lezioni, incentrate sulla sola trasmissione di conoscenze e non sull'acquisizione di competenze. In media gli insegnanti impiegano il settanta percento del tempo in classe per le spiegazioni, mentre nel Fliplearning avviene un "salto". In questo contesto l'insegnante fornisce ai ragazzi tutti i materiali utili all'esplorazione autonoma dell'argomento di studio; questi possono includere libri, presentazioni, siti web, video-lezioni e simili. I video tutorial, in particolare, rappresentano un mezzo privilegiato per l'apprendimento, proprio per la loro dinamicità e immediatezza.
È fuori dalle mura scolastiche, quindi, che gli studenti, da soli o in gruppo, e ognuno nel rispetto dei propri tempi e delle proprie abilità, hanno modo di realizzare delle prime esperienze di apprendimento attivo, che verranno poi continuate con compagni e docente in classe.
Tutto il tempo che rimane è libero per sviluppare attività coinvolgenti, motivanti e sfidanti. La classe diventa un'arena di confronto e dibattito, e l'insegnante veste i panni di moderatore e motivatore.
È proprio la motivazione ad essere la chiave di volta e la garanzia di successo di questo innovativo approccio didattico: quando lo studente sa perché sta studiando ed è libero di affrontare lo studio coi propri tempi e modi, si sentirà spinto ad esprimere le proprie idee, nella consapevolezza di stare facendo un lavoro utile per sé e per gli altri.
Al contempo il docente ha la preziosissima opportunità di applicare una didattica per competenze, di valutare il lavoro degli studenti con osservazioni mirate e di registrare il raggiungimento delle varie competenze in rubriche valutative, nonché di promuovere la metacognizione e l'autovalutazione degli alunni.
La sperimentazione di questa metodologia, in Italia e all'Estero, ha portato ad una gestione più efficace e virtuosa anche del rapporto scuola-famiglia, poiché i genitori possono "stare al fianco" dei propri figli, capire i loro punti di forza e di debolezza, "entrare" in una scuola che diventa più trasparente e coinvolgente e può confrontarsi con i docenti sul livello di maturazione delle diverse dimensioni delle competenze, chiamate in gioco dai vari percorsi affrontati.
E' un modello didattico sviluppato in America per la scuola secondaria di secondo grado, ma è possibile utilizzare la didattica capovolta alla primaria?
Ebbene sì, è possibile! A condizione, però, che si tengano in conto alcuni aspetti, in particolare l'età degli alunni e la tipologia dei contenuti da affrontare e che si rispettino dei passi graduali che accompagnino i bambini nello sviluppo delle competenze, soprattutto quelle digitali e sociali.
La scelta di adottare la didattica capovolta trova il suo fondamento proprio nella necessità di conciliare la didattica per competenze con il tempo scuola sempre più ristretto. La Flipped Classroom consente di utilizzare il tempo scuola proprio per questo tipo di didattica.
I bambini fruiscono a casa del materiale multimediale predisposto dai docenti, magari su una piattaforma di classe, acquisendo quel corredo di conoscenze che poi nel lavoro in aula si evolverà in competenze attraverso i compiti di realtà proposti.
Allora, siete pronti a "FLIPPARE"?!


Michela Proietti, insegnante dell' I.C. Fara Sabina (Rieti)
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional