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n.74 giugno 2017
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Oggi è il giorno:20 Agosto 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo '"I numeri felici"'  >>>
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"I numeri felici"
Il racconto di sé come ponte tra scuola e vita
di Pellegrino Marco - L'intervista
In occasione della fine dell'anno scolastico e in previsione dell'inizio del nuovo, approfitto, in questo ultimo articolo della stagione, per raccontare e condividere una proposta di lavoro che racchiude i seguenti aspetti:

-Collaborazione tra agenzie educative;
-continuità tra classi di frequenza;
-valore della lettura e del racconto personale;
-funzionalità dei compiti per le vacanze;
-progettazione per il futuro;
-interdisciplinarità.

Attorno al libro "I numeri felici" di Susanna Mattiangeli, edito da Vanvere, ruotano tanti argomenti che mi stanno a cuore e che mi hanno coinvolto direttamente. Prima di descrivere una situazione concreta di lavoro svolto a scuola, a partire dal testo in questione, sono state poste delle domande all'autrice:

Come è nata l'idea di scrivere il racconto?
Ho ricevuto dalla casa editrice Vànvere la proposta di scrivere un libro in cui fossero presenti dei numeri sparsi nel testo, numeri che raccontassero storie: questa prima idea ha intercettato un mio personale interesse, anzi più che altro un groviglio di ricordi e frustrazioni legati ai numeri, a mio padre e al modo caotico in cui mi spiegava le caratteristiche dei numeri. Ho sempre pensato alla matematica come a quell'ordine che cerco e mi sfugge, perciò ho pensato che potevo essere adatta per raccontare una storia in cui i numeri rappresentassero allo stesso tempo l'incontro casuale, il pensiero magico ma anche il bisogno di ragionare, la gioia pignola di fare i conti. Così, dopo vari confronti abbiamo deciso per la forma diario ed è nato il personaggio di Tina con il suo quaderno pre-estivo in cui ogni pagina, ogni capitoletto si apre di volta in volta con un numero importante della sua vita oppure un numero incontrato per caso che assume un significato particolare o uno che abbia delle proprietà matematiche interessanti.

A che età dei ragazzi si rivolge?
Fin dall'inizio avevamo scelto i dieci anni perché è un'età carica di un'importanza particolare nella vita di un bambino, in cui si comincia a fare il conto delle cose fatte, ad avere un piccolo bagaglio di esperienze che possono essere enumerate. Cercando le proprietà del numero 10 mi sono imbattuta nei numeri felici che in matematica non hanno un utilizzo paragonabile ad esempio a quello dei numeri primi ma che certamente hanno un nome suggestivo e tutto sommato si comportano in modo interessante e non terribilmente difficile da capire. Ovviamente non è nulla che si studi a scuola ma mi piaceva che nel libro ci fossero dei riferimenti insoliti, perché è così che succede spesso nella vita dei bambini e non solo: si fa lo slalom tra cose facili e difficili, tra cose più o meno adatte e si gioca ad interpretarle.

Quali spunti di lavoro si possono cogliere leggendo il racconto?
Questo libro ha anche l'intento di invitare i bambini a creare delle proprie piccole liste di numeri preferiti, di esperienze fatte, di numeri della propria vita e a partire da quelli, da queste liste, raccontarsi. Io ho esperienza di laboratori finalizzati alla narrazione e vedo che di fronte alla difficoltà di intrecciare una trama basta suggerire una forma e allora la storia esce fuori. In effetti una forma antinarrativa come la lista può invece raccontare molto. Pensiamo alla lista delle cose che ci fanno paura, o alle cose che non siamo capaci di fare, alla lista di regali brutti ricevuti, ecco, sono tutti elenchi che però possono corrispondere a interi capitoli della nostra vita o di quella di altri.
Con Vànvere abbiamo deciso di rendere esplicito questo intento del libro inserendo delle schede nelle doppie pagine centrali, dove insieme all'illustrazione di Marco Corona ci sono dei suggerimenti di liste da compilare che ovviamente sono solo alcune di tutte quelle possibili che si possono scrivere e che sono in continuo aggiornamento, man mano che il tempo passa e le esperienze si accumulano.
Un altro gioco che faccio durante le presentazioni è quello di immaginare cosa pensano i passanti incontrati per strada, perché Tina ci parla molto di questo e la vicenda che viene raccontata è proprio legata all'osservazione delle persone, alle storie racchiuse negli incontri quotidiani. Di solito propongo delle foto di gente di ogni tipo che cammina per la via e insieme ai bambini proviamo ad immaginare chi siano, cosa stiano andando a fare. E' un esercizio di creatività ma anche di compassione, un tentativo di pensare storie e finali alternativi a quelli che per pigrizia o abitudine siamo tentati di attribuire a chi ci troviamo davanti.
L'osservazione di se stessi procede insieme all'osservazione degli altri, i nostri giorni sono come una folla di persone che possiamo ignorare oppure decidere di guardare attentamente. Perciò oltre al gioco proposto dalle schede, un altro esercizio potrebbe essere quello di cercare immagini di passanti, di gente che parla e inventare dei dialoghi, delle storie, degli intrecci possibili, realistici o anche fantastici
.

Nel ruolo di promotore della lettura e di curatore degli spazi scolastici adibiti ad essa, ho avuto occasione di conoscere persone, ognuna con il proprio ruolo specifico, che hanno intrecciato rapporti al fine di sensibilizzare i gruppi classe all'approfondimento di alcuni temi, a partire dalla lettura collettiva e animata del testo: genitori, docenti, autore, editore e bibliotecari, stretti in un' unica rete virtuosa.
Gli alunni delle classi quarte del plesso "Angeli della città" di Roma (IC "Maria Montessori") sono stati guidati nella lettura del libro "I numeri felici", a cui ha fatto seguito l'uscita didattica alla Biblioteca Centrale per Ragazzi, dove è avvenuto l'incontro con l'autore.
Nel libro si parla di numeri felici, quelli che corrispondono ad eventi significativi, che hanno lasciato traccia nella vita degli studenti, che sono entrati a far parte della memoria episodica, dove dimorano le emozioni imperiture.
I numeri si incontrano con le lettere, lungo i binari della Storia; l'italiano e la matematica si sposano dando vita ad un processo cognitivo, di ricerca personale, di ricostruzione autobiografica, di riflessione sul vissuto. Durante le vacanze estive, gli alunni avranno modo di soffermarsi sui momenti trascorsi e di individuare i loro numeri felici, corrispondenti ai giorni più importanti, emotivamente rilevanti e creare dunque un datario da riportare in aula a settembre e da condividere con docenti e compagni di classe. L'attività, non fine a stessa, impegnerà gli studenti in modo personale, originale, significativo, consentirà un passaggio naturale verso la quinta e porrà le basi per un progetto che continuerà fino alla fine del ciclo. Ciò rappresenta, per i docenti, una possibilità di ottimizzazione dei tempi e di organizzazione a lungo termine che attribuisce maggior senso a tutto il percorso educativo. Le vacanze meritano di essere vissute in quanto tali, cioè come occasioni di apparente ma funzionale vuoto, in cui trovano spazio divertimento, distensione, evasione ma senza rinunciare alla riflessione e alla partecipazione emotiva. La speranza, insita nel "compito", è che ogni giorno dell'estate possa corrispondere ad un numero felice, anche perché la felicità si annida anche nei momenti di sconforto e di disagio e in tutte quelle cose a cui abbiamo bisogno di assegnare un nome e un numero ma in realtà hanno l'identità che ognuno attribuisce, in base alle emozioni e alle sensazioni vissute.


Marco Pellegrino, docente di sostegno e formatore, I.C. "Maria Montessori", Roma
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