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n.33 maggio 2013
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:18 Novembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo '"Il Dio delle piccole cose"'  >>>
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"Il Dio delle piccole cose"
"Il Dio delle piccole cose"...ovvero la priorità del quotidiano...
di Presutti Serenella - Orizzonte scuola
...il dio delle piccole cose...
...il dio delle piccole cose...
All'inizio di quest'anno scolastico, il mio impegno umano e professionale si è speso completamente nella gestione del dimensionamento scolastico;
la scuola da me diretta fino al 31 agosto 2012 stava scomparendo per trasformarsi da circolo didattico in un istituto comprensivo...operazione complessa ed articolata, molto di più che semplice sequela di adempimenti amministrativi.
La complicata operazione è poi avvenuta sotto l'egida dello "spending review", l'ormai arcinoto decreto governativo di luglio 2012 sulle misure drastiche di risparmio nazionale e di programmazione della spesa pubblica...

Risultato: è sembrato e sembra si sia aperto un processo assimilabile, almeno nella percezione comune, ma anche nelle azioni dei "centri" decisionali, ad un dopo-guerra, una guerra strisciante, senza spari, direi più simile ad una guerra "chimica"...i cui effetti devastanti ancora non sono tutti noti.
Nonostante la speranza di molti docenti abbia trovato albergo, dopo anni di precariato, concorsi vinti e graduatorie infinite, la scuola italiana affronta la fine della stagione estiva, e l'avanzare dell'autunno, impoverita di risorse interne...fondamentalmente gli organici del personale non corrispondono ai reali bisogni, rappresentati e richiesti per una corretta erogazione del Diritto allo studio.

Arrivati a maggio 2013, dopo il passaggio di consegne da un Ministro ad un altro, in fase di conteggi e di comunicazione di Organico (vale a dire le risorse umane ...) la sensazione dello smantellamento di un Sistema è diventata certezza... con alcune aggravanti, a mio avviso, introdotte a causa della profonda crisi economica globale.
Le Politiche governative non scelgono di investire sulla Formazione e sul Sistema (pubblico) scolastico ormai da atavica era; forse dovremmo davvero guardare al dopoguerra e al ventennio 1960/1980 per poter discutere sulle decisioni prese a quei tempi...mi spiego meglio...Dalla ricostruzione sociale e politica successiva al secondo conflitto mondiale del XX sec. fino alla fine degli anni '90 alcune decisioni ed investimenti, sui quali almeno discutere, sono stati certamente messi in atto.

Il fenomeno inedito a cui stiamo assistendo (quasi in silenzio) nella realtà odierna nel nostro paese consiste nella soppressione, costante ed incessante, del sistema costruito faticosamente come "Modello" di Istruzione Italiano, senza contrapporre in cambio nessuna alternativa.
Parlo del "modello" in termini di struttura e di modalità degli interventi che possano essere identificati come "servizio di istruzione", che, in nessun modo onestamente credo, possano essere contrabbandati con (pseudo) campagne di modernizzazione a vario titolo...una per tutte, per esempio, l'inserimento massiccio dell'informatica e dell'informatizzazione.... Purtroppo gli effetti devastanti che si ravvedono da tanta e reiterata "cecità" politica e l'assenza di una seria e progressiva programmazione, stanno velocemente e violentemente venendo alla luce sottoforma sostanzialmente di due modalità di approccio diametralmente opposte, ma egualmente pericolose e perniciose per il futuro del nostro Sistema scolastico, del nostro Paese e delle nostre giovani generazioni.

Da una parte la "DERIVA CENTRALISTICA", che ha investito in pieno l'intera P.A., che, di fatto dall'introduzione della famigerata "Legge Brunetta" (L.150/ 2009) in poi, ha smantellato alcune importanti premesse introdotte nella Scuola italiana con il D.P.R. 275/'99, cioè l'Autonomia scolastica e con essa tutte le forme di autogoverno e contestualizzazione, dalle "reti" alle collaborazioni interistituzionali.

Dall'altra la "DERIVA OPPOSITIVA" oltranzista e del conservatorismo "tout court", che inneggiando "ai bei tempi che furono" , non riesce a proporre nessuna alternativa diversa che sia in grado di leggere i nuovi bisogni anche (soprattutto anzi...) attraverso un'onesta analisi ed individuazione delle priorità...in attesa di tempi (non solo economici) migliori.

COME SI FA IN "TEMPI DI GUERRA" A TROVARE BUONI MOTIVI PER ANDARE AVANTI, ANZI PER RICOMINCIARE?.....SOPRATTUTTO.....COME SI FA A CONVINCERE GLI ALTRI INTORNO A TE A FARLO!?!

La metafora non è poi così lontana dalla realtà....in "tempi di guerra", di "mala tempora", si dovrebbe rivolgere lo sguardo alle PRIORITA', cioè alle cose essenziali di cui non possiamo e non vogliamo fare a meno....
Mi viene in mente allora un bellissimo libro di Arundhati Roy, Il Dio delle piccole cose, dove vengono narrate le vicessitudini di una donna e dei suoi due figli, storie di profonde privazioni materiali e morali dove "....il mondo è fatto di piccoli eventi e di cose ordinarie che sembrano di nessuna importanza, ma che sono cariche di un significato più profondo..."
Mi viene in mente per ricominciare a pensare "in grande" si dovrebbe forse rivolgere e vegliare una sorta di Dio delle piccole cose anche per la nostra Scuola....
Quando si è in condizioni "estreme" si è portati ad identificare l'essenziale, quello che davvero vale ed importa..., possiamo dire di poterla e volerla assumere in pieno, con tutto il suo carico di non facili e digeribili metafore...
Provo ad immaginare alcuni propositi "di base":

I Proposito: identificare cosa davvero importa....meglio è se è fatto in condivisione. Quindi, se applichiamo il proposito alla scuola, cosa davvero è importante non può che essere l'alunno, gli alunni e il perché sono lì. Se siamo d'accordo sul senso profondo del dover "fare" scuola, lo dobbiamo fare con quello che abbiamo, anche se diminuiscono risorse umane e finanziarie...e non vuol dire soccombere, piuttosto resistere...

II Proposito: programmare le risorse reali...cosa esiste di più reale come risorsa se non i Docenti, che la Scuola la fanno tutti i giorni?...insieme al personale Ata, i Dirigenti e tutti gli altri operatori scolastici? Abbiamo bisogno, quasi estremo direi, di far conto su chi questo lavoro vuole farlo davvero, pensando soprattutto all'obiettivo "ultimo", cioè insegnare ai bambini...e imparare secondo le proprie competenze, esperienze ed aspirazioni, sia personali che professionali....mettendo in risalto il proprio "talento"...

III Proposito : la condivisione delle risorse e la programmazione di piani educativi territoriali... dopo anni di esperienze, anche molto probanti, di "reti di scuole" e di interventi "interistituzionali", i tempi sarebbero ben maturi per la condivisione di piani di intervento realmente progettati e co-gestiti in rete, con la prioritaria gestione di "governo locale" delle risorse....

IV Proposito: ridefinire la priorità della formazione e dell'aggiornamento ....contestualizzando le scelte e le modalità, nei contenuti e nelle modalità, lasciando rivestire il ruolo da protagonisti soprattutto ai Docenti, chiarendone anche le responsabilità e le ricadute sulla propria professionalità, e ritrovando uno stretto contatto con il mondo della Ricerca e delle Università, con i Tirocini e il tutoraggio....

V Proposito : ridefinire la centralità dei rapporti con le famiglie e con le realtà sociali del territorio di appartenenza , per identificare obiettivi comuni in un progetto di collaborazione educativa sostenibile, coerente e congruente con i bisogni reali dei bambini, dei ragazzi e delle loro famiglie .....

La scuola, in particolare il segmento dell'obbligo, non dovrebbe mai dimenticare la sua "mission" prioritaria, ovvero appunto la sua obbligatorietà, la sua identità e il suo ruolo di alfabetizzazione culturale e di istruzione di base delle giovani generazioni.
Il fare quotidiano, costante ed incessante delle "piccole" cose penetra fortemente nella mente e nell'anima delle persone, ne forgia i caratteri e le coscienze, performando non sudditi ma cittadini autodiretti e capaci di pensare "in grande" per un grande Paese.

La speranza e l'impegno che intendo assumere come cittadina e come professionista della Scuola è proprio quello di impegnarmi nel mio lavoro "quotidiano", senza ricette miracolose né programmi straordinari...."sfortunato è il paese che ha bisogno di eroi", diceva B. Brecth..... a meno che gli eroi non siano "quotidiani"?.... A noi tutti l'ardua sentenza.


...e l'Aria era piena di Pensieri e di Cose da Dire. Ma in momenti simili vengono sempre dette solo le Piccole Cose. Le grandi cose si acquattano dentro, non dette. Arundhati Roy, Il Dio delle Piccole Cose

Serenella Presutti, dirigente scolastico, counsellor professionale, psicopedagogista
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