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n.35 settembre 2013
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"L'amico immaginario" di Matthew Dicks
Nessuno è mai realmente e totalmente solo
di Melchiorre Simonetta - Dedicato a te
Questo l'incipit (nel riquadro) de "L'amico immaginario" di Matthew Dicks, scrittore e insegnante di sostegno, un libro che ho trovato straordinario, commuovente e ricco di spunti di riflessione.

La voce narrante è quella di Budo, l'amico immaginario da cinque anni di Max, un bambino speciale affetto dalla sindrome di Asperger.

Budo narra in modo diretto, chiaro e coinvolgente e, raccontando le drammatiche vicende che coinvolgeranno Max, ci mostra il suo universo interiore, le sue paure, i suoi percorsi, la sua "straordinaria eccezionalità", la sua solitudine, permettendoci, in qualche modo, di affacciarci sul mondo in cui il bambino si rifugia per proteggersi da una realtà considerata minacciosa.

Contemporaneamente Budo, come un magnifico tour operator, ci accompagna a scoprire il fantastico mondo degli amici immaginari, alcuni durano un attimo, giusto il tempo di aiutare un bambino a risolvere un problema o a superare un momento difficile, altri durano giorni o mesi ... solo Budo ha una vita molto lunga, cinque anni sono tanti per un amico immaginario.

Grazie a lui scopriamo che anche gli adulti hanno amici immaginari, non tutti però, solo quelli speciali come Max, quelli che non hanno dimenticato il bambino che è in loro, quelli che ancora hanno bisogno della fantasia per vivere, quelli che sono piccoli e grandi contemporaneamente.

Sporgermi da questa finestra spalancata sul mondo di Max mi ha dato le vertigini, ho potuto vedere quanto sia complicata la vita per bambini come lui, un bimbo che trova difficile scegliere tra due colori, cosa indossare, cosa mangiare, mi ha fatto contattare la mia di difficoltà e mi ha reso più cosciente e attenta nei confronti di tutti i miei bambini.

Nessuno è mai realmente e totalmente solo, nella solitudine la fantasia accorre in nostro aiuto e ci permette di affrontare l'angoscia, la sofferenza, lo smarrimento nel sentirci incompresi, Max (e molti altri con lui) vive nel mondo in una modalità diversa da tutti gli altri, cerca un canale per arrivare al mondo e alla vita che non assomiglia a nessun altro corso e, per questo, viene considerato incomprensibile, inavvicinabile.


Ho potuto anche riflettere, però, sui percorsi che la vita e le persone che amano Max attraversano per tentare di arrivare sino a lui e ho sentito profondamente quanto amore e quanta sofferenza tale esperienza comporta ...

E' un libro sulla crescita, sul "viaggio" che ognuno di noi deve fare per arrivare ad incontrare l'altro ma soprattutto se stessi, per conoscersi, sperimentarsi, superare delle prove, anche terribili, per scoprire che solo attraverso quelle prove sperimentiamo le nostre capacità, la nostra forza, le nostre risorse.

E' un libro sulla crescita, dicevo, perché al termine dell'avventura Max dovrà "salire di livello", come in un videogioco, e per fare questo dovrà abbandonare parti che gli appartengono.

Questa separazione, dolorosa e straziante, l'abbiamo vissuta tutti più o meno consapevolmente, ne è rimasto il ricordo in un fondo impolverato della nostra anima e leggere questo libro mi ha permesso di salutare e ringraziare tutto ciò che ho dovuto lasciare per crescere ed arrivare fin a questo punto della mia vita; l'ho fatto piangendo, l'ho fatto ridendo, perché immergermi nelle parole di Budo e conoscere Max mi ha permesso di chiamare a raccolta un po' tutte le mie emozioni e farci i conti.

"L'amico immaginario" è un libro che giudico UNIVERSALE, in grado di "parlare" ai ragazzi ma soprattutto agli adulti, forse a livelli differenti ma ad entrambi comunica coraggio.

La vista di questo "libro-panorama" mi ha tolto il fiato in molti suoi passaggi, mi ha coinvolta e, perché no, ha cominciato a lavorare in me così profondamente che ho deciso di dedicare questo anno scolastico, appena iniziato, a tutti gli amici immaginari passati e presenti nella mia vita e in quella dei miei alunni.

Mi piacerebbe guidare il percorso didattico di quest'anno avendo come punto di riferimento l'amico immaginario, come filo rosso, come Budo ha fatto con me, vorrei accompagnare le mie proposte didattiche con questa delicata e tenera figura.

Ci sto lavorando.... vi farò sapere.

Buon lavoro anche a voi.

Simonetta Melchiorre, docente IC Viale Adriatico - Roma


Leggi il primo capitolo L'Amico Immaginario di Matthew Dicks

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