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n 36 ottobre 2013
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Oggi è il giorno:18 Novembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo '"L'amico immaginario"'  >>>
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"L'amico immaginario"
Esperienza di scrittura creativa
di Melchiorre Simonetta - Didattica Laboratoriale
Nel numero precedente avevo scritto le mie considerazioni sul libro di Matthew Dicks "L'amico immaginario"
Per leggere l'articolo, clicca qui

Avevo anche condiviso con voi il mio desiderio di utilizzare la magia di questo libro, cogliendone alcuni spunti, per avviare un lavoro di scrittura creativa con i miei alunni.

Primo Passo.

Ho cominciato a lavorare nella mia classe partendo dall'incipit, ovvero dalla voce di Budo che presentando se stesso, e il suo amico umano, ci introduce nella storia. Lo fa in un modo che mi ha colpito subito, frasi brevi, in cui si va a capo al termine di ogni frase, con un linguaggio semplice, diretto saggio e bambino insieme.

Ho presentato ai miei alunni Budo, ho fotocopiato le sue prime parole e le abbiamo lette insieme.

"Ecco quello che so:

Mi chiamo Budo.
  Esisto da cinque anni.
  Cinque anni è una vita lunghissima per uno come me.
  È stato Max a darmi questo nome.
  Max è l'unico essere umano che riesce a vedermi.
  I genitori di Max mi chiamano l'amico immaginario.

  Voglio molto bene alla signore Gosk, la maestra di Max.

Invece l'altra maestra, la signora Patterson, non mi piace per niente.

Non sono immaginario".


I miei alunni hanno già avuto modo di riflettere sull'importanza dell'incipit, esso ha il compito di catturare, incuriosire, quasi incatenare il lettore e "trascinarlo" nella storia. Ho chiesto loro di cercare e trascrivere alcuni incipit da libri diversi per vedere quali e quanti modi ci sono per iniziare una storia e riflettere sulla capacità di coinvolgere di una modalità piuttosto che un'altra.

L'incipit di questo libro, per esempio, mi/ci ha catturato subito.



Dopo questo momento di riflessione, ciascun bambino ha potuto condividere con i compagni la propria esperienza con il loro eventuale amico immaginario.

Al termine del confronto, attraverso alcune domande guida, i bambini hanno scritto un breve testo.

Le domande hanno fornito un ottimo punto di partenza per avviare un'appassionata discussione in classe sui loro vissuti emozionali rispetto agli amici immaginari che hanno "incontrato" nella loro vita e sono state molto utili per accompagnarli nella stesura di un testo:

Cosa vi colpisce di più in questa presentazione? (Le frasi sono brevi, dopo il punto si va a capo, secondo te cosa significa questo? E' una scelta stilistica? Quale impressione suscita, in te lettore, questa presentazione così scritta?) Hai mai avuto un amico immaginario?

Se hai RISPOSTO di SI:
- come si chiamava?

- come lo immaginavi fisicamente e caratterialmente?

- per quanto tempo è stato il tuo amico immaginario?

- ricordi il primo giorno trascorso con lui? (Dove ti trovavi? Era accaduto qualche avvenimento particolare? Cosa avete fatto insieme?)

- se è andato via, ricordi come è accaduto?

- ricordi un gioco o un'attività che facevate spesso insieme?

- a cosa pensi ti sia servito avere un amico immaginario?

- qualcuno era a conoscenza della sua esistenza?

- quali sono state le sue reazioni? (Hai sentito che l'altro era incuriosito dal tuo amico immaginario? Ti sei sentito compreso, ascoltato? Ti sei sentito deriso? Cosa hai provato?

Se hai RISPOSTO di NO:

- conosci qualcuno che ha avuto un amico immaginario?

- Cosa hai pensato mentre te ne parlava?

-A cosa pensi possa servire un amico immaginario?

Perché proprio i bambini secondo te hanno amici immaginari?

Conosci qualche adulto che possiede un amico immaginario?

Perché secondo questo adulto ha un amico immaginario?

Al termine del dibattito, i bambini hanno scritto un testo aiutati dalle domande guida. E' stato un lavoro davvero entusiasmante, è stato interessante osservarli mentre scrivevano con desiderio e passione ed anche i loro elaborati sono risultati decisamente più belli nel contenuto e nella forma. Erano coinvolti e questo ha permesso loro di provare il desiderio di comunicare, raccontarsi. Erano tutti concentrati...è stato un momento magico!

Successivamente, al termine del lavoro, abbiamo letto i loro testi, la condivisione è sempre un momento importante in cui si costruisce e si facilita la relazione, un momento di grande intimità.

Secondo passo.

Seguendo l'esempio di Budo (lo stile, le frasi brevi, andare sempre a capo dopo il punto...), presenta il tuo amico immaginario facendo parlare direttamente lui: "Mi chiamo... e sono l'amico immaginario di...".

Anche al termine di questo lavoro abbiamo condiviso le presentazioni di tutti i bambini, vedrete, dai loro testi (in allegato ne troverete alcuni), quanto sono stati bravi!

Terzo passo.

Ho dato ai bambini la fotocopia delle prime pagine del romanzo, le pagine 8 e 9. (vedi allegato).

Abbiamo letto insieme le parole con cui Budo racconta di essere molto fortunato perché esiste da molto tempo rispetto ad altri amici immaginari che vivono anche meno di una settimana. Inoltre, specifica di essere fortunato anche perché Max, il suo amico umano, ha molta immaginazione e quindi lo ha creato con molti più particolari rispetto ad altri amici immaginari e li descrive.

Al termine della lettura abbiamo avviato il dibattito con l'aiuto di altre domande guida:
Quale amico immaginario descritto ti piace di più'? Sai dire il motivo?
Qualcuno di quelli descritti da Budo assomiglia al tuo amico immaginario?
Secondo te da dove arrivano? E dove vanno?

A termine del dibattito ho chiesto loro di descrivere il mondo degli amici immaginari così come lo ipotizzano. Ho messo a disposizione carte colorate, fili, riviste, materiale e colori di vario genere e hanno cominciato a creare.
I bambini hanno firmato con il loro nome d'arte, quello che utilizzano per siglare le loro storie, dato dall'anagramma del loro nome.
Il lavoro non è concluso, questo libro offre davvero molti spunti e non vedo l'ora di continuare, insieme alla mia classe, in questa avventura alla scoperta del mondo degli amici immaginari.

Simonetta Melchiorre, counselor, docente IC Viale Adriatico 140 - Roma
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Sono presenti 3 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito domenica 03/11/2013 ore 09:36 da Lucia Paci
Sono d'accordissimo con chi si chiede se dal preside alle famiglie, dai colleghi ai ragazzi, ci si renda conto quanti sono fortunati! Mi sarebbe piaciuto che tu mettessi in evidenza anche il tempo che ci è voluto per fare questo lavoro, perché sembra sempre così importante "il programma", in nome del quale si corre, senza fissare niente. Che bello, invece, questo modo di procedere, quqnto scende in profondità e si radica nei bambini, che imparano un metodo e diventano critici e quanto amore e fede traspaiono da queste modalità e questi approcci! Brava Simonetta e grazie a nome di tutti!
inserito giovedì 31/10/2013 ore 09:27 da cristina ansuini
Quanto mi è piaciuto questo percorso!!! Dà proprio il senso dell'entusiasmo e dell'amore per il proprio lavoro e ne racchiude tutta la bellezza! "L'amico immaginario" sarà il mio prossimo libro!...
inserito mercoledì 30/10/2013 ore 21:02 da B
...la tua preside, le famiglie dei tuoi ragazzi, i tuoi colleghi hanno capito a quanto sono fortunati???...
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