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Numero: 10- giugno 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 18 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Articolo '"L'Isola che c'è"'  >>>
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"L'Isola che c'è"
Biografia di un progetto
di Sabatini Roberto - Oltre a noi...
Il 20 settembre del 2003 a Nazzano a pochi chilometri da Roma un gruppo di persone di varie professionalità, riunite e coordinate dalla Dott.ssa Maria Grazia Angrisani, medico operante in Africa da diversi anni presso alcune ONG, decidono di dare vita ad un progetto di solidarietà in Guinea Bissau (uno dei 5 paesi più poveri del mondo).
La circostanza che la dottoressa Angrisani stia già da qualche tempo operando in loco costituisce il punto di forza di questa iniziativa e garantisce la sua immediata fattibilità.

Infatti, nel giro di pochi giorni si reperiscono sostenitori e finanziamenti e si interviene con grande rapidità ed efficacia in una delle più remote isole dell'arcipelago delle Bijagos (antistante le coste della Guinea Bissau), con l'intento di costruire una scuola-ambulatorio, per dare un'alfabetizzazione e una sensibilizzazione sanitaria soprattutto nella lotta contro l'AIDS.
Si presenta il progetto alla gente del villaggio di Binto, l'insediamento principale dell'isola di Karache; il progetto viene approvato e la popolazione si assume il compito di costruire l'edificio che ospiterà la scuola. La mano d'opera è fornita dagli abitanti secondo la formula, del Programma Alimentare Mondiale, "food for work", cibo in cambio di lavoro: i costi di questa operazione sono a carico del progetto stesso.

E' stato così che su questa isola abbiamo potuto costruire una scuola -di tre locali: 2 aule e una sala multifunzione- formare due maestri locali e fornire assistenza sanitaria nel villaggio principale.

L'edificio costruito con l'edilizia locale tradizionale è però ricoperto, per resistere alla stagione delle piogge (il clima è monsonico), con un tetto di lamiera zincata su un'orditura di legno. Il lavoro didattico è stato assicurato da due membri della comunità locale appositamente istruiti attraverso uno specifico e preliminare periodo di formazione presso una istituzione educativa della capitale Bissau, riconosciuta dal governo guinense e autorizzata alla verifica finale dell'istruzione che verrà poi impartita: si intende che alle competenti autorità scolastiche viene chiesto il riconoscimento di questi corsi.





















La popolazione studentesca ha un ampio spettro di età ed è di circa 200 giovani che si alternano in tre turni giornalieri e che riceveranno una formazione tesa a realizzare un'alfabetizzazione primaria, indispensabile soprattutto ai fini della prevenzione e della tutela dall'AIDS in termini di conoscenza delle cause e dei comportamenti a rischio di trasmissione del contagio (soprattutto quelli sessuali).
Il successo di questa operazione ha quindi dato il nome all'Associazione stessa: parafrasando la più famosa "Isola che non c'è" , ci siamo detti: no, l'isola l'abbiamo trovata! Da qui il nostro "logo" "L'isola che c'è".

Nei mesi che seguono l'avvio del progetto iniziale ci si rende conto che quello non può essere che l'inizio di un impegno auspicabilmente sempre maggiore e si avverte la necessità di ampliare e consolidare il gruppo propulsore. E' così che nel giugno del 2004, sempre in Nazzano, viene considerata la sede di riferimento del gruppo promotore, quest'ultimo delibera l'atto costitutivo, ai sensi della Legge 266/91, dell'Associazione di volontariato denominata "L'isola che c'è - Onlus ", redigendo un apposito Statuto ed eleggendo gli organi rappresentativi.
Si procede subito ad ottemperare all'iter giuridico indispensabile per poter ottenere, dall'Agenzia delle Entrate, lo status effettivo di ONLUS, anche perché, in questi stessi mesi l'attenzione è concentrata su un secondo progetto, assai più impegnativo del primo, sia in termini finanziari che operativi: la costruzione di un Centro di Accoglienza in grado di ospitare circa cento bambini di stada, spesso orfani e/o malati di AIDS. L'iter giuridico si conclude felicemente circa un anno più tardi e mette l'Associazione in grado di far meglio fronte alle esigenze finanziarie dei suoi progetti .
A settembre 2005 tra il Governo della Guinea Bissau e la nostra Associazione viene siglato un "Protocollo di Cooperazione" che stabilisce una collaborazione nel campo dell'Educazione e della Salute e determina l'assegnazione di un terreno, di circa quattro ettari, presso il villaggio di Ondame, nella regione di Biombo, a pochi chilometri dalla capitale Bissau. I lavori iniziano quasi subito poiché nel frattempo si era già elaborato un dettagliato progetto, sia in termini culturali e sociali, sia in termini tecnici e strutturali.

La necessità di un Centro di Accoglienza per bambini e madri infette dall'AIDS è motivata sia dall'attuale aumento della diffusione dell'AIDS, spesso associato alla tubercolosi, sia dalla circostanza che proprio questa pandemia sta mettendo in crisi la tradizionale famiglia africana, allargata e solidale.
La paura di un "male sconosciuto e diabolico" porta i familiari a cacciare dalle case le donne malate con i loro figli causando il fenomeno dei bambini di strada, finora sconosciuto in Guinea Bissau. L'abbandono dei bambini espone gli stessi ad una precocizzazione dei rapporti sessuali, spesso prostitutori e, comunque, rischiosi (sorvolando sui traumi psichici!) per le enormi potenzialità di contagio, ossia un temibile ed esponenziale aumento della già disastrosa situazione sanitaria in un paese privo di efficaci risorse profilattiche e curative.
Il centro prevede l'attivazione di attività economiche tipiche (pesca, panificazione, allevamento,) che permetteranno, una volta a regime, l'autosostentamento del centro e, quindi, dei futuri giovani ospiti, ovviando alla pratica endemica dell'elemosina e della prostituzione precoce.

Dai primi mesi del 2006 è stato realizzato un sito Internet (www.lisolacheceonlus.org) nel quale viene riportata una ricca documentazione sulle iniziative svolte e in corso, il tutto corredato da una bella galleria fotografica. Sul sito è anche spiegato come partecipare al sostentamento finanziario dell'associazione, sia effettuando versamenti sull'aposito C/C postale, sia con il versamento del 5 per mille: un'opportunità in più per contribuire al raggiungimento dei nostri obiettivi umanitari.
Non meno importante, in tal senso, è segnalare la "mission" de "L'isola che c'è" a chiunque possa concretamente dare una mano e segnalare a noi, enti, istituzioni, soggetti pubblici e privati che potrebbero intervenire al nostro fianco.

Il progetto di Ondame viene presentato al Collegio dei Docenti dell'Istituto di Istruzione Statale "Via Asmara 28" di Roma e ne viene approvata la diffusione come iniziativa da sponsorizzare.
A metà luglio del 2005 si tiene a Nazzano la prima festa dell'associazione con la partecipazione e il supporto di numerosi soggetti: il Comune, la Pro-loco, il gruppo musicale I Mediterranti, aziende che offrono i loro prodotti per organizzare riffe. Si sperimenta così una forma di presenza attiva e propositiva sul territorio: si vendono prodotti artigianali acquistati in Guinea Bissau, si distribuiscono bollettini per il finanziamento e depliant informativi sulle nostre attività e finalità, si raccolgono i proventi della festa stessa. Nell'insieme un incoraggiante partecipazione di pubblico, un non trascurabile rientro economico e una promettente soddisfazione per l'impegno profuso.
Questa buona riuscita spinge a perfezionare questo genere di eventi e l'originario e improvvisato "banchetto" diventa un gazebo con una via via più attrezzata capacità espositiva di prodotti, foto e informazioni. Sulla base di questa nuova attrezzatura da quel momento e fino al presente si succedono una quantità di inziative di autofinanziamento: sagre, feste, eventi culturali.
Da un paio d'anni a questa parte si apre una nuova prospettiva di solidarietà: l'adozione a distanza di bambini allievi della scuola di Karache, mentre si cercano ulteriori finanziamenti presso Istituzioni, Aziende, Istituti di Credito ed EE.LL. Il tempo continua a passare, noi continuiamo a solidarizzare, il progetto a Biombo continua a crescere, continuiamo ad essere presenti nei luoghi e nei momenti in cui la gente può conoscerci e aiutarci: non resta che continuare!

Roberto Sabatini insegna Scienze Sociali al Liceo di Via Asmara - Roma

Vedi il link dell'associazione www.lisolacheceonlus.org
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