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Numero: 2-ottobre 2008- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 18 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Articolo '... ma il bambino?'  >>>
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... ma il bambino?
Vedo un'aula chiusa e nient'altro.
di Nacci Consiglia - Emergenza scuola
In questo particolare spaccato socio-politico, che vede la scuola al centro di polemiche e bufere, le mie riflessioni non possono non concentrarsi su quello che è la scuola oggi e su quello che potrebbe essere tra qualche mese.
Con difficoltà la mia mente si sposta verso un tempo futuro?! (sarebbe meglio parlare di passato!) ad immaginare un nuovo contesto scolastico, un modo diverso di fare scuola, di vivere la scuola.
L'immagine è rigorosamente in bianco e nero; gli alunni sembrano tutti uguali, dietro quelle divise anonime, che non lasciano trapelare alcuna differenza. Regna il silenzio assoluto; né un pianto, una risata, un urlo; nessuna richiesta comunicata e ascoltata.
Vedo un'aula chiusa e nient'altro.
Vedo solo gruppi, classi indifferenziate, collettività spersonalizzate, dove non si distingue nessuno e dove nessuno viene riconosciuto e può riconoscersi.
In questo quadro (così come nel decreto del ministro Gelmini), mi chiedo, dov'è il bambino?

Con le sue difficoltà, con i suoi bisogni, con le sue esigenze, con le sue potenzialità! Stiamo andando verso una scuola incapace di PENSARE IL BAMBINO, di rappresentarselo come un INDIVIDUO UNICO!
Sulla base della mia breve esperienza, in qualità di insegnante, posso sostenere che la forza della nostra scuola elementare è data proprio dalla presenza di più docenti che, confrontandosi tra loro, durante le riunioni, le programmazioni, PENSANO CIASCUN ALUNNO e progettano un percorso di crescita ad hoc. Nella scuola del maestro unico tutto ciò non sarà possibile, perché non ci sarà il tempo e la predisposizione ad entrare nel mondo di ciascun alunno. Il maestro diventerà solo un dispensatore di informazioni; la scuola solo un luogo dove apprendere le abilità di base, leggere, scrivere e far di conto.
Si potrà ancora parlare di autoformazione?
Nella scuola odierna gli alunni hanno la possibilità di vivere esperienze significative (visite guidate, visione di spettacoli teatrali, esperimenti in classe, redazione di un giornalino...), dalle quali trarre autonomamente abilità e competenze.
E alla crescita socio-affettiva, ci penserà qualcuno?
Nella nostra scuola i bambini, grazie ai laboratori, ai vari progetti che coinvolgono il territorio extra scuola, acquisiscono competenze sociali; imparano a muoversi in diverse reti relazionali; prendono maggiore consapevolezza di sé e imparano a gestire la relazione con l'altro. Il rapportarsi con più insegnanti, lungi dall'essere un'esperienza disorientante e disgregante, si configura come una grande risorsa: il bambino ha la possibilità di interiorizzare diversi modelli; di potersi esprimere nella relazione che più lo fa sentire a proprio agio; di sperimentare strategie relazionali diversificate e altrettanto adattive.

La nuova riforma rischia di cagionare uno spostamento eccessivo sull'asse dell'istruzione, a scapito dell'auspicabile processo di umanizzazione. Mi chiedo, ne vale la pena?

Consiglia Nacci Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma
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