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n. 62 aprile 2016
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Oggi è il giorno:21 Novembre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo '"Roma che legge"'  >>>
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"Roma che legge"
Una settimana - e non solo - dedicata alla lettura
di Ansuini Cristina - Didattica Laboratoriale
I libri ci danno un diletto che va in profondità,
discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una sorta di familiarità attiva e penetrante.
Fernando Pessoa


Si è appena svolta la prima edizione di "Roma che legge", una festa della lettura nella capitale, realizzata dal Forum del Libro in collaborazione con Biblioteche di Roma.
Nella settimana dal 18 al 23 aprile, si sono svolti eventi e iniziative che hanno animato la città, dal centro alle periferie, con il coinvolgimento di circa 200 soggetti, tra pubblici e privati, molti dei quali in rete tra loro.
Ricco e vario il programma di questa prima edizione con numerose iniziative legate a William Shakespeare, nel quattrocentesimo anniversario dalla morte: reading, proiezioni di film, spettacoli e itinerari ispirati alle sue opere sia per adulti sia per ragazzi.
Oltre alle attività che in modo diffuso hanno interessato 50 scuole, 20 biblioteche, 13 bibliopoint e diversi altri luoghi, ci sono stati alcuni grandi appuntamenti che hanno scandito la settimana.
Grande è stato il proliferare di iniziative e la contaminazione tra enti diversi per progettare, ripensare, informare e realizzare iniziative legate alla narrazione e alle storie in genere.
L'atmosfera preparatoria ha ricordato da vicino il fermento di idee e la voglia di condivisione della scuola più viva e creativa.
Mettere attorno allo stesso tavolo università, biblioteche, scuole... ha significato scambio e riconoscimento, informazione ed empatia, ricerca e buone pratiche.
Questa circolazione di idee è quella che mette nell'ottica giusta, che porta all'apertura e al coinvolgimento fattivo.
Spesso, nonostante l'immersione in un'epoca di informazione veloce, si è distanti e non si è capaci di creare occasioni di incontro e condivisione.
La lettura è sì considerata un'attività importante, ma spesso "di contorno", strumentale ma non sostanziale: spazi inadeguati e tempi frammentati non consentono di sviluppare attività legate esclusivamente ad una lettura personale e piacevole, così come tanti scrittori-pedagogisti-pensatori dagli anni 70 in poi, ci hanno portato a considerare.
Bichsel, Pennac, Rodari, Pontremoli... ci hanno portato a pensare alla lettura come a un esercizio di libertà, di scelta, di capacità di costruirsi una propria modalità di approccio alla realtà, interna o esterna che sia.
Scegliere vuol dire conoscere, testare, sperimentare ed in questo il ruolo di guida dell'insegnante è fondamentale: occorre proporre, diversificare, conoscere, aggiornarsi... in un'ottica ampia e curiosa.
Molti sono gli insegnanti che si dedicano con passione a queste attività e la prova ne è stata la mobilitazione per questa settimana di eventi che si pone sulla scia di "Torino che legge", ormai alla seconda edizione, ma che rivela tutta la sua originalità e specificità.

Punto di di raccordo e di contaminazione è stato il ciclo di incontri organizzato dalla prof.ssa Luisa Marquardt dell'Università Roma Tre con il contributo di molti altri professori come il prof. Gino Roncaglia (Università della Tuscia) o il prof. Massimiliano Fiorucci (Roma Tre).
Nell'ambito di tale corso è stato possibile non solo mettere in comune idee e punti di vista, ma anche essere aggiornati su ricerca e iniziative a livello nazionale e internazionale.
Momenti di riflessione come questi sono decisamente salutari per l'attività a scuola: non basta constatare e lamentarsi che non si legga abbastanza - con tutto ciò che ne consegue - ma occorre attuare strategie che "educhino", nel senso etimologico del termine, portino cioè "fuori", a conoscere mondi nuovi, con gli strumenti adeguati al proprio stile, fare in modo che la scuola possa diventare un laboratorio, improntato alla ricerca e allo scambio comunicativo di esperienze, soprattutto di quelle "libresche".

Avere un fine, come l'organizzazione di una settimana di iniziative dedicate alla lettura ma che alla narrazione in genere, dà sicuramente una spinta in più ed aiuta a focalizzare attenzioni e cure che potranno poi essere incentivate e completate nelle attività di routine.
Non si tratta di pensare qualcosa di staccato dal corso di studi, ma di modellare la quotidianità in modo che sia funzionale e piacevole per l'apprendimento ed anche per la crescita personale.

Porre attenzione alla lettura e alle storie tout cour, dà la possibilità di avvicinarci a mondi nuovi e di scoprire - e far scoprire ai nostri alunni - realtà tutte da esplorare.
Nell'ambito di "Roma che legge" è stato possibile partecipare a circoli letterari, tornei e maratone di lettura, letture itineranti con il coinvolgimento di interi quartieri, notti bianche... con una riscoperta ed una valorizzazione di luoghi, ma anche di tempi e di relazioni.

Il successo dell'iniziativa fa riflettere su come questa "sete di storie" sia tanto presente nelle realtà in cui viviamo e su come tali istanze non chiedano che di essere soddisfatte.
Non è vero che i bambini e i ragazzi non leggono: sono molto presi invece dalle letture frammentarie ed episodiche di messaggi e brevi comunicazioni su smartphone e tablet.

Quello che ci si propone è reimpostare una linearità della lettura, una voglia di scoprire ed anche una voglia di conoscere il mondo e se stessi, con linguaggi che sembrano inesplorati, ma che nascono dalla nostra entità più profonda.
Cogliamo le occasioni per leggere, proponiamo, cerchiamo il coraggio di tentare e le risposte arriveranno ricche e piene e porteranno gioie, stupori e nuove passioni.


di Cristina Ansuini,
Dottore in Psicologia, Docente presso la scuola " 2 ottobre 1870", I.C. Piazza Borgoncini Duca, Roma.

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