Torna nella homepage
 
n.12 aprile 2011
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:23 Settembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Vero "maé"?'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Didattica Laboratoriale 4 Didattica Laboratoriale
Pagina Dalla redazione 9 Dalla redazione
Pagina Scuola & Tecnologia 10 Scuola & Tecnologia
Pagina e-book novità 11 e-book novità
Per visualizzare le sottoaree clicca sull'icona
Dalla redazione Dalla redazione
Dedicato a te Dedicato a te
e-book novità e-book novità
Long Life Learning Long Life Learning
Oltre a noi... Oltre a noi...
Scuola & Tecnologia Scuola & Tecnologia
Editoriali Editoriali
Emergenza scuola Emergenza scuola
Organizzazione Scolastica Organizzazione Scolastica
Integrazione Scolastica Integrazione Scolastica
Didattica Laboratoriale Didattica Laboratoriale

Ricerca avanzata >>>
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Vero "maé"?
Quando i piccoli diventano grandi
di Fioravanti Loredana - Integrazione Scolastica
Siamo alla fine della ricreazione, c'è ancora qualcuno che chiacchiera, qualcun'altro che si scambia gli adesivi, fino a che all'improvviso quelle parole: "Io sarò bocciato...vero maé?".

Per un istante "lunghissimo" il silenzio, poi tutti gli occhi sono puntati su di me, tutti si aspettano da me una risposta, una spiegazione... e io la devo dare.
In quel momento penso: ma perchè proprio adesso? Ma perchè proprio a me?

Comunque non posso attardarmi a riflettere, ora è il momento di agire. Io e le mie colleghe ne avevamo già discusso: dobbiamo preparare i bambini, dobbiamo preparare C. La decisione è stata sofferta e improvvisa anche per noi.

Per lui il percorso scolastico è stato difficile da subito, troppi gli ostacoli, troppe le difficoltà; tuttavia si è arrampicato, ha lottato, piano piano l'ha percorso, ma purtroppo i risultati sono stati spesso deludenti. A Novembre comincia un altro tragitto, inizia la sospirata logopedia e tutto ad un tratto la svolta: comincia a fare progressi impensabili, inaspettati e tutti siamo basiti, a partire da noi insegnanti che da cinque anni lo accompagnamo, ai genitori, alla psicopedagogista della scuola.
Tutti entusiasti affrontiamo l'anno scolastico, sempre più contenti, sempre più motivati, sempre più rinfrancati.

Ma ancora una volta si cambia direzione: arriva la logopedista che vedendo margini di progresso, fa delle considerazioni, presenta i lavori del bambino, le sue conquiste didattiche e noi insegnanti non possiamo che confermare.
Arriva la proposta: fermiamolo in quinta.
Come, proprio adesso che va tutto bene ... lo fermiamo?

A nessuno ovviamente viene in mente che si possa trattare di una bocciatura ... solo un tempo in più.
Noi adulti, tutti d'accordo, decidiamo di dare il tempo necessario al bambino per rafforzare le sue capacità, di offrire lui la possibilità di sperimentare e consolidare le conquiste che sta assaporando "proteggendolo" ancora nella scuola primaria, non esponendolo a delle richieste "più alte" che gli verrebbero dal passare alla scuola media.
Non ora perché rischierebbe di cadere.

Inizialmente per noi insegnanti è stata una "doccia fredda", ci siamo trovate a disagio a pensare di lasciare in quinta un nostro alunno, proprio lui, con tutte le sue difficoltà, proprio ora che le cose si stavano muovendo per il verso giusto. Tante domande senza risposta hanno cominciano ad essere protagoniste dei nostri incontri di programmazione. Poi abbiamo maturato "dentro" la decisione presa, l'abbiamo "sentita giusta" e ragionando più a mente fredda, abbiamo cominciamo a riflettere non più sull'opportunità del fermo... ma come dirlo al bambino!? Come fargli capire che proprio adesso che sta facendo dei passi da gigante deve fermarsi e non potrà seguire i suoi compagni alla scuola media? E poi i compagni, quelli che da cinque anni vivono gomito a gomito (in tutti i sensi, ve lo assicuro!) con C, che sono cresciuti insieme, saranno pronti a capire?

Ma non basta: la famiglia come reagirà!? Saremo in grado di far capire che quello che un tempo era considerata una punizione ("la bocciatura"), ora sarà per loro figlio una opportunità-risorsa-salvezza?

Per prima cosa parliamo con i genitori e loro si affidano alla scuola, condividono (più mamma che papà!) la situazione perchè finalmente vedono per il figlio uno spiraglio. Tutto ok.
Insieme alla famiglia stabiliamo come informare il bambino di questa decisione, chi dirà e cosa dirà.
Naturalmente C all'inizio si oppone, non ne vuole sapere, poi aiutato a riflettere capisce e si convince. E' pronto! Sa di potercela fare, finalmente si sente all'altezza, vuole a tutti i costi riuscire a dimostrare chi è veramente, che anche lui può!
Ci sembrava di aver fatto quasi tutto, per lo meno la parte più difficile, tutto pensato, tutto programmato, tutto previsto fino a quella domanda fatidica: "Vero maè?".

La classe aspetta e allora ci mettiamo a chiacchierare, come al solito tutti insieme, ad esprimere ognuno le proprie opinioni e lì c'è stata la meraviglia, perché niente è stato previsto, nessuna "tattica", nessuna strategia ma tanta maturità da parte dei nostri ragazzi. In quel momento capisco che sono cresciuti, e sono capaci di affrontare un argomento così scottante. Nessuno lo ha deriso, nessuno ha parlato di punizione, ma le parole che vengono fuori sono: coraggio e forza di volontà.
C'è stupore ma anche ammirazione, perchè lui ha saputo fare la scelta giusta, nonostante fosse quella più difficile. Guardando i loro occhi ho visto che erano sinceri, che le loro parole volevano arrivare al cuore del loro compagno per incoraggiarlo. Come quelle di J. che per primo usa i termini coraggio e stima; quelle di C che dice che lei non avrebbe mai avuto la forza di prendere questa decisione, perchè avrebbe avuto bisogno di troppa forza che lei sicuramente non ha e che invece il suo compagno ha dimostrato; quelle di V che incita il compagno ad andare avanti per la sua strada, senza pensare a quello che, chi non lo conosce, potrebbe pensare di lui perchè invece chi gli vuole bene e sa quanto vale, non prova altro che AMMIRAZIONE.

Questa sfida è stata superata e seguendo il consiglio di V continuiamo per la nostra strada a fare il nostro mestiere con passione, perchè altre volte ci capiterà di sentire "Vero maè?"e non avremo paura di ispondere: "Si!".

Loredana Fioravanti, Docente I.C. Perazzi - Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional