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Numero: 4 -Marzo 2008 -Anno I   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 20 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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14 marzo 2008: Inaugurazione del Museo Didattico.
Bilancio di un'esperienza
di Rinaldi Rita - Didattica Laboratoriale >>> Percorsi laboratoriali
E così anche quest'anno l'avventura è finita: una giornata lunga, calda e affollata, ma motivo di grande soddisfazione per i bambini e i ragazzi, per i genitori e i docenti, gli organizzatori, i dirigenti e noi tutti; un'esperienza ricca di prospettive interessanti e che riserva sempre delle sorprese, sebbene sia già il terzo anno di partecipazione da parte del nostro Istituto.
Anche quest'anno lo spazio museale si è rivelato spazio di comunicazione, non di conservazione.
E' stato un saluto conviviale e festoso in un contesto suggestivo e variegato: un mosaico luminoso di colori, materiali di ogni tipo, oggetti multiformi che sembravano animati sopra le nostre teste, un ambiente confortevole e funzionale in cui ogni area espositiva aveva un'immediata visibilità e fruibilità, una girandola di persone in movimento che sprigionavano un fluido di energia creativa...tutti insieme per scoprire e sfruttare le potenzialità di quest'esperienza: ogni prodotto rispecchiava la filosofia del metodo utilizzato (centrato sul compito reale) in un "open space" di lavori realizzati e valorizzati dagli stessi autori con un'espressione orgogliosa e fiera sul volto, che sembrava dire "questo l'abbiamo fatto noi ed ora vi diciamo come".

Tutti gli alunni sono stati capaci di sintetizzare e approfondire in base alle esigenze e ai tempi a disposizione, usando termini tecnici e non semplicistici, cambiando registro con interlocutori di diverse età, andando incontro alle richieste che venivano loro rivolte (chi chiedeva di toccare, di osservare più da vicino, di annusare lo scrigno degli odori, di pescare l'animale misterioso nelle scatole degli ambienti, chi voleva capire di più e chi, con lo sguardo indifferente, era impaziente di passare ad altro...) e non facendosi trovare impreparati o sorprendere dall'imprevisto...il bello della diretta.
Tutto questo senza reti di protezione (non avevano nulla di scritto).
All'inizio sono arrivati accompagnati dai genitori, timorosi ed esitanti: "Maestra se non so qualcosa ti guardo e me la suggerisci"...dopo le prime presentazioni erano ormai lanciatissimi, si sono messi alla prova, misurandosi con le loro abilità di memoria e di soluzione dei problemi; non si trattava di una prestazione meccanica, un puro esercizio di memoria in un'atmosfera da recita un po' artefatta, di spiegazioni sulla base di un copione scritto dall'insegnante, ma chiunque poteva verificare e apprezzare la loro spontaneità e la loro disinvoltura, la loro competenza nel fornire spiegazioni anche complesse, al di là di esercitazioni prettamente scolastiche e convenzionali.
Sono stati capaci di indirizzare le loro abilità e conoscenze in direzioni nuove, spiegando le tecniche e le azioni su materiali, rispettando l'ordine sequenziale senza perdersi, ma trovando modalità diverse per veicolare ed esporre le informazioni in modo fluido.
Solo sul campo si testano e si migliorano le capacità di comunicazione: alunni con disturbi dell'attenzione sono stati capaci di concentrarsi per tutto il tempo della spiegazione e hanno ricevuto un feedback sociale positivo da un ambiente nuovo e oltretutto sofisticato e formale: è una conferma psicologica e una sicurezza emotiva che non proviene né dai genitori, né dalla maestra, né dagli amici.

In quest'ottica il ruolo di ciascuno è fondamentale ed è il gruppo che vince. Anche la strategia di diffusione ha funzionato perché c'era un'affluenza incontenibile di gente. Un'insegnante delle Superiori che si è fermata ad ascoltare, si è poi rivolta ad un'alunna chiedendole come fosse possibile che bambini così piccoli avessero fatto lavori così grandi...
Ho invitato all'inaugurazione alcune mie amiche completamente al di fuori del mondo della scuola; questo il loro commento, dopo che le avevo perse di vista per un bel po': "Non immaginavo assolutamente che nelle scuole di oggi si facesse "anche" questo"... Così ho spiegato loro che non si tratta di un di più, non è didattica separata e segregata dalle normali attività della classe, ma didattica laboratoriale...capivo le espressioni smarrite dei loro volti: "Laboratori a scuola (!?!)", ma il Museo nasce, tra le altre cose, anche con l'esigenza di avvicinare le persone al nostro mondo, portando il "fare scuola" al di fuori delle pareti delle aule, in una funzione di scambio culturale.

Ormai il Museo ha una tradizione consolidata e resta il punto di riferimento per molti professionisti del settore: i lavori testimoniano un approccio innovativo con caratteristiche e peculiarità originali che li rendono unici e irripetibili, aprendo nuovi approcci di esperienza su concetti differenti e combinandoli insieme (nel nostro caso il Regno Vegetale e Animale).
E' una mostra che racconta e ripercorre la vita scolastica di quasi un anno di lavoro, dove qualunque osservatore curioso e attento può trarre fonte di ispirazione e riflessione dal materiale esposto (alcuni lavori erano vere e proprie forme d'arte, secondo il mio parere).

Il percorso prendeva vita proprio dal nostro spazio espositivo: i nostri tutor erano davvero i più piccoli, si spaziava da un'età che andava dai 6 ai 19 anni. Gli alunni ad un certo punto accusavano segni di stanchezza, ma rimanevano immobili davanti ai loro prodotti. I genitori avevano con sé i figli più piccoli, manifestavano segni di disagio e di insofferenza, si aspettavano sicuramente qualche capriccio da parte dei figli... chi aveva fame, sete, aveva necessità del bagno ecc..., ma nonostante le occhiate dei genitori sfiniti, loro volevano restare lì.
Ho detto ad un papà:" E' quasi tutto finito, sono quasi le 20, se volete potete andare" e lui" Provi lei a smuoverla; non vuole venire via, mi ha detto che se arriva qualcuno in ritardo, poi non trova nessuno che gli spiega..." Il papà era disarmato di fronte alla risposta della figlia di sei anni. In questo però i nostri alunni ci hanno dato un esempio e una lezione: al di là di tutta la fatica, delle scuse, dei motivi reali o pretestuosi che possiamo accampare, se fai qualcosa che ti piace davvero, la fai con passione e sai di farla bene, se la senti veramente tua, la porti avanti fino alla fine e nessuno può farti cambiare idea e noi sappiamo bene quanto sono testardi i bambini.
Hanno trovato da soli la fonte di automotivazione, sicurezza e gratificazione in un compito che li ha appassionati.
Anche questo fa parte del nostro lavoro, anche questi sono i risultati del nostro lavoro, se si condividono gli stessi valori, se ci si impegna nel progredire, se c'è una comunicazione efficace e una chiara ripartizione dei compiti, insomma, in breve se c'è... una buona intesa tra colleghe. Ed anche qui è la squadra che condivide un successo, per quanto piccolo possa essere.

Rita Rinaldi Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma

In allegato
Il fotogallery con i lavori esposti dai bambini al Museo Didattico
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