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n. 54 giugno 2015
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BES e ancora BES 2
Nuovi (e seminuovi) strumenti possibili
di Ruggiero Patrizia - Inclusione Scolastica
A volte mi sembra di stare su un'altalena che mi porta su e giù.
Ero sconfortata e delusa da un recente confronto "poco costruttivo" quando, passando nel corridoio, ho visto dei quadri, con i personaggi di Snoopy, che hanno attirato la mia attenzione.
Erano disegni bellissimi!
Ho saputo, poi, che sono stati realizzati dai ragazzi delle quarte e delle quinte, con la guida delle colleghe Paola Ciampani e Angela Lucchese.
In ognuno era rappresentata una regola e .....la mia piacevole sorpresa....tutte in positivo!!!
Il cambiamento si realizza!! A piccoli passi, quando meno te l'aspetti, ma arriva.

Quello delle regole è stato il mio "pallino" in questi ultimi due anni, e l'ho giocato anche nel corso di formazione sui BES.

Nell'ambito di quanto previsto dal D.M. 821 dell'11 ottobre 2013, art. 3 comma 1 lettera h, l'USR per il Lazio ha attivato un corso di formazione volto al potenziamento delle competenze dei docenti nell'ambito dell'intervento educativo-didattico rivolto agli alunni con Bisogni Educativi Speciali. Il progetto è stato affidato al CTS Leonori di Roma in collaborazione con il Gruppo di Lavoro dell'USR per il Lazio.

Sono fermamente convinta che, per una scuola inclusiva, bisogna lavorare sullo sfondo e sull'implicito e mi ci sono confrontata con i colleghi.
Ho cercato di uscire fuori dagli schemi -normativa, confronto tra PDP, analisi di un caso o situazione problematica, che ritengo abbastanza fuorviante e "superficiale"- e ho provato ad affondare le mani nel terreno, per lavorare sulle radici: il contesto, l'aiuto reciproco, la diversità.

Molti i dubbi e gli scrupoli che mi sono fatta nel proporre una strada alternativa, ma alla fine, mi sembra che qualcosa si è smosso e sia stato ben accolto.
Anche se fosse stato solo "sconcerto" sarei abbastanza soddisfatta, perché non è poco "farsi colpire da idee che ti fanno pensare di tralasciare per ridefinire", far nascere domande che cercano di "conciliare, adattare" il dover essere uguale per tutti con a misura di ciascuno.
A proposito di "regolare le asticelle", stabilire traguardi proporzionati e raggiungibili in tutti gli ambiti scolastici e didattici, quello di "regolare le regole" è stata una breccia molto ostacolata.
Nei tre incontri in presenza, tenuti (a Fiumicino!!) insieme al collega Beppe Vito, che si è soffermato sulle risorse on line, e alla nostra tutor del CTS Patrizia Galtieri, che ha tenuto le fila organizzative, abbiamo cercato di lanciare spunti e proposto soluzioni nuove, nella ricerca costante di creare condizioni per uno scambio costruttivo.
Già dalle prime battute in piattaforma erano emersi dubbi rispetto alla individuazione di "criteri oggettivi" e confusione circa la reale utilità del PDP: "sembra a volte solo un documento dovuto, che nel concreto aiuta poco, senza parlare della standardizzazione dei contenuti e delle metodologie" scrive Elena stupenda allieva!


Allora che fare??!!!
Tra i materiali inseriti nell'area comune, ho selezionato l'intervento di Fogarolo al convegno della Erikson, anche per me una interessante conferma per quanto riguarda i principi base.



Lui parla chiaramente di valutare quando formalizzare la personalizzazione, cioè quando è necessario mettere per iscritto e condividere in modo, appunto, formale, con la famiglia e tra noi colleghi, misure "speciali" che intendiamo prendere. Invita a porre attenzione nel bilanciare i vantaggi e gli svantaggi che questo comporta, affinchè sia adottata questa misura laddove è nettamente conveniente. "Può essere più utile ad esempio in una scuola media dove i tempi di confronto tra 9 insegnanti sono molto ristretti, che in una scuola elementare dove le maestre si confrontano con continuità".
Soprattutto, dice sempre Fogarolo, "devo sapere cosa fare, solo allora potrò formalizzare". Non si tratta di certificare o semplicemente dichiarare una situazione di bisogno, ma di trovare azioni utili al soddisfacimento di quel bisogno!
Suggerisce di "non pensare di essere scientifici, oggettivi" in quanto l'individuazione di esigenze e misure particolari, dipende dal bisogno personale e dal contesto: "può essere che un alunno sia bes in una scuola e non in un'altra!"

Si tratta di uscire dal tentativo ossessivo e suffragante di stabilire categorie e ricercare cause, molto spesso così sommerse, da non essere reperibili in quel momento, ma al tempo stesso, così presenti da causare disagi tanto evidenti.
Prendere in considerazione qualunque alunno, quindi, faccia richiesta di aiuto, in modo fragoroso o silente, soffermarci sull'osservazione attenta della manifestazione del disagio e mettere in atto e verificare strategie utili.

Le proposte che ho portato al gruppo e che cercherò di sperimentare il prossimo anno nella mia scuola sono:

-La sostituzione del PDP con un portfolio, insieme diario di bordo e proposte progettuali, dinamico e flessibile (era previsto in effetti già nella riforma Moratti), aggiornato e curato da un insegnante tutor.

-La creazione di una piattaforma on line, distinta in una parte comune per tutti i docenti e una parte ad accesso limitato per i vari consigli di classe, per utilizzare una modalità di confronto e condivisione che si sta sempre più diffondendo, che ottimizzi i tempi e sia anche archivio di documenti, facilmente e comodamente fruibili.

-Rispolverare e rimodulare la relazione coordinata che dovrebbe essere un bagaglio di informazioni "posseduto" da tutti i docenti, mano a mano che vengono nominati o sostituiti, e uno strumento di indispensabile di condivisione. Così come i verbali dei consigli di classe, documenti preziosi, che nella mia esperienza, hanno solo una valenza formale e rimangono chiusi nei libroni, nascosti nell'ampio mucchio di parole inutili.

Come gli obiettivi, i compiti e gli strumenti, anche la regola può essere diversificata : non derogare sistematicamente o alzare muri, ma definire in termini chiari azioni possibili o tempi di attesa.

Anche la regola può essere un traguardo!!

Patrizia Ruggiero, docente di sostegno, IC Belforte del Chienti - Roma
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Sono presenti 1 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito lunedì 22/06/2015 ore 19:02 da Francesca Pellizzaro
Siamo tutti, adulti e ragazzi, soggetti BES: ognuno ha dei bisogni speciali e noi insegnanti dovremmo esserne consapevoli e capaci, di conseguenza, di rimetterci sempre in gioco (Invalsi docet!)
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