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n. 54 giugno 2015
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C'era una volta...No, c'è adesso: è l'Asilo nel bosco!
L'intervista all'educatore Paolo Mai
di Cattaruzza Mariella - L'intervista
Come premesso (e promesso) nell'articolo del mese di maggio u.s., trascrivo di seguito l'intervista che l'educatore Paolo Mai, ideatore e gestore dell'Asilo nel Bosco di Ostia Antica (Roma) assieme alla moglie Giordana Ronci, ci ha concesso con molto piacere.
L'Asilo nel Bosco è una realtà pedagogica mondiale che accoglie bambini degli ultimi anni del nido e della scuola dell'infanzia. Le attività educative si svolgono quasi completamente all'aperto per favorire la formazione di un sano rapporto con la natura. I bambini imparano facendo, in un contesto permeabile alla loro curiosità e alla loro immaginazione. Gli educatori accompagnano i piccoli a crescere secondo i principi dell'autonomia e della creatività. Flora e fauna, luce e sole, vento e pioggia sono i centri di interesse di una sperimentazione del mondo naturale nella quale la sostenibilità si chiama rispetto per le creature viventi. L'Asilo nel Bosco di Ostia (Roma) è partito nel 2014. In Italia gli Asili nel Bosco nascono per iniziativa di genitori, educatori, associazioni e sono gestiti privatamente.
http://comune-info.net/2015/02/asilo-nel-bosco/

Da quale esigenza, considerazione, pensiero ha preso avvio il progetto "L'Asilo nel bosco"?
L'asilo nel bosco nasce semplicemente nel cercare di rispondere al meglio ai bisogni dei bambini che vivono nel "qui ed ora". E' un passaggio del processo iniziato 15 anni fa quando abbiamo iniziato ad occuparci di educazione che non consideriamo un punto d'arrivo, ma un ottimo sentiero di ricerca e di approfondimento. Il movimento che, intorno a questo pensiero sta nascendo a livello nazionale, ha lo scopo di agire per modificare l'impianto ideologico che sta dietro alla scuola italiana che, a nostro parere, non ha come fine l'interesse del bambino ma le esigenze di un'élite ristretta di adulti.

In breve, ci fornisci una sintesi della storia del vostro progetto e l'attuale inquadramento normativo?
L'AnB nasce dall'incontro di due realtà territoriali del X Municipio di Roma: "L'Emilio" che gestisce un nido e una scuola dell'infanzia e "Manes" che si occupa di una scuola primaria, di una secondaria e di un progetto "Maestri di strada" contro l'abbandono scolastico. Le differenze tra le due anime, una formatasi dallo studio della pedagogia attiva e della ludopedagogia e l'altra formatasi nell'esperienza delle scuole Waldorf, costituiscono una ricchezza che ogni giorno stimola un lavoro di analisi e sintesi delle diverse idee. Non trascuriamo ovviamente l'apporto dei tanti pedagogisti e maestre che hanno contribuito ad elaborare teorie sicuramente valide. Ci piacciono molto Maria Montessori, Paulo Freire, Ivan Illich e Emmi Pikler.
La legge italiana che reputiamo anacronistica, le ultime leggi organiche sono del 1975 per la scuola dell'infanzia e del 1971 per il nido, non prevede la tipologia asilo nel bosco quindi siamo inquadrati come qualsiasi altro nido e scuola dell'infanzia
.

A quali esperienze europee e/o nazionali vi siete ispirati?
Oltre alle esperienze sopracitate, in questo momento ci stiamo interessando ai tanti progetti pedagogici che si stanno sviluppando principalmente in America Latina e che sono confluiti nel gruppo REEVO (www.reevo.org) una rete di esperienze alternative di qualità che lavora per garantire il necessario pluralismo educativo in tutti gli Stati.
Equilibri ed equilibrismi
Equilibri ed equilibrismi


Quali teorie pedagogiche sostengono il vostro progetto?
Tante persone che si sono occupate di educazione hanno sottolineato l'importanza dell'educazione all'aria aperta e dell'educazione emozionale che sono le basi del nostro modello educativo: Froebel, Rousseau, Montessori, la scuola Pizzigoni e tanti altri.

Quali sono i punti di forza del progetto e le eventuali criticità che si sono evidenziate?
I punti di forza sono sicuramente l'efficacia con cui le nostre proposte rispondono agli obiettivi dei cinque campi d'esperienza su cui il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca consiglia di lavorare. Inoltre, il riscontro maggiore che abbiamo si manifesta nella serenità e nella gioia dei bambini che frequentano la nostra scuola i quali attestano che avere una sana e amorevole relazione con gli adulti di riferimento e lavorare sulle emozioni debbano essere le basi su cui edificare la nuova scuola.
Le criticità emerse riguardano esclusivamente la difficoltà che incontriamo nell'interfacciarci col mondo politico per rendere pubblica questa esperienza.


A quale fascia d'età si rivolge la vostra proposta educativa?
L'asilo nel bosco lavora con la fascia d'età 2 - 6 anni e, dall'anno prossimo, si aggiungerà la primaria. Anche nel nostro nido "L'Emilio", seppur in maniera meno radicale, applichiamo i medesimi principi.

Come si svolge la giornata all'Asilo nel Bosco?
Non c'è una giornata uguale all'altra poiché le nostre proposte nascono dall'osservazione e dall'ascolto dei bambini. Lo schema che più frequentemente proponiamo prevede l'accoglienza fino alle 9.00 allorquando facciamo il primo cerchio per darci il buongiorno e lavorare sulle emozioni: chiediamo ai bambini di mettersi la mano sul cuore e raccontarci come si sentono e perché. Dalle 9.30 alle 10.30 facciamo diverse proposte legate ai diversi campi d'esperienza: si può dipingere, manipolare la creta, ascoltare una favola, fare un percorso motorio o occuparsi dell'orto e degli animali. In questa fase i bambini sono liberi di orientarsi verso l'attività che più interessa loro e noi educatori ci dividiamo nelle varie aree allestite. Alle 10.30 facciamo la merenda collettiva e la riunione, nella quale, passandoci il bastone della parola, decidiamo cosa fare. Il più delle volte si decide quale sarà la meta dell'escursione quotidiana : il fiume, il castello, gli scavi, la via dei tesori, quella degli aculei, andare dal contadino a comprare la frutta ecc. ecc. A volte, poche a dire il vero, i bambini decidono di restare alla base. Verso le 13.30 pranziamo: i bambini apparecchiano e si suddividono in diversi tavoli. Ognuno si serve autonomamente. Il pomeriggio è il tempo dedicato all'ozio inteso come spazio e tempo costruito e gestito da loro. Qualcuno va a fare le ninne, nel casale d'inverno, sulle amache quando fa caldo. Alle 15.30 i bambini aprono la bancarella della frutta dove per tre sassi e un abbraccio compri una pesca o con due sassi e un bacio puoi acquistare una carota.

Frottage sull'albero
Frottage sull'albero
Quanti educatori per quanti bambini?
Il nostro rapporto medio è 1 a 6, 1 a 7 nelle giornate di massima affluenza.

Quali sono le attività di gioco che i bambini prediligono? Perché?
Dipende molto dal periodo, dall'età dei bambini e, spesso, dal genere. Fanno molti giochi motori, parecchio gioco simbolico e lo fanno perché cosi rispondono ai loro bisogni. Ma soprattutto piace loro fare esperienze dirette perché sentono che così si attivano processi di apprendimento realmente efficaci e che li rendono felici.

Quali sono state le motivazioni dichiarate dai genitori per iscrivere i propri figli nella vostra scuola?
Sicuramente hanno inciso due fattori: l'affinità in termini di orientamenti educativi e la stima che nutrono nelle persone che compongono il gruppo di lavoro.

A tuo parere, quali sono gli aspetti più qualificanti di questo progetto?
Sono tanti, ma se devo sintetizzarli in una parola dico sicuramente: l'amore

Come i bambini potranno vivere ed affrontare il passaggio dalla vostra scuola dell'infanzia al sistema scolastico "tradizionale"?
Non siamo affatto preoccupati perché crediamo che un bambino che abbia acquisito autonomia, creatività, coraggio, fantasia e una sana autostima possieda le chiavi per aprire qualsiasi porta. Se poi mi chiedi se saranno contenti di starsene tutto il giorno seduti a sentire un adulto che li indottrina e che non tiene in considerazione il loro talento e le loro attitudini, penso che nella prima fase vivranno la situazione con un po' di rabbia ma che è la stessa di qualsiasi bambino che si approccia ad una scuola che non è a sua misura. Spesso mi chiedo che adulti saranno i bambini che escono da quindici anni di scuola convenzionale e la risposta non è rassicurante.

Quali sono le proposte rivolte ai genitori che affiancano l'attività educativa con i bambini?
Lavorare con i genitori per noi è fondamentale, vogliamo fare questo percorso abbracciati e per questo abbiamo con loro una relazione sincera e informale. Dedichiamo molto tempo alle riunioni di gruppo e agli incontri con le singole famiglie perché sappiamo bene che una scuola che voglia essere efficace deve essere un riferimento sicuro per le famiglie un po' spaesate come molte di quelle che vivono in quest'epoca.

Quali sono le collaborazioni con l'Università o con altri Centri di Studio e di Ricerca?
Stiamo studiando con l'Università Roma Tre un percorso di ricerca e lavoriamo alacremente anche sulla documentazione della nostra esperienza. Abbiamo fatto lezioni agli studenti di pedagogia e il 31 marzo c.a. abbiamo organizzato un convegno internazionale sul tema. Con alcuni docenti e ricercatori di diversi atenei stiamo lavorando alla costruzione di una rete accademica che sappia formare educatori sull'outdoor education.

Quale aspetto del vostro progetto vi rende maggiormente "orgogliosi" e perché?
Ci rende orgogliosi sapere che i bambini vorrebbero venire a scuola anche di sabato e constatare che le famiglie, quando ritornano a prenderli, si fermano spesso a giocare e a chiacchierare con noi. Siamo molto soddisfatti anche dei risultati delle nostre analisi e delle osservazioni che ci dicono che questi bambini hanno una ricca socialità, una buona autostima e una formidabile competenza motoria e artistica.

Avete in cantiere altri progetti a breve e a lungo termine?
A settembre p.v. partirà la primaria e stiamo lavorando a costruire una rete nazionale ed europea di asili nel bosco.

A cura di Mariella Cattaruzza, Educatrice - Comune di Roma
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