Torna nella homepage
 
n. 54 giugno 2015
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:21 Settembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'NESSUNO CI PUO' GIUDICARE!'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
  Pag Argomento
HomePage   HomePage

Ricerca avanzata >>>
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
NESSUNO CI PUO' GIUDICARE!
Valutare se valutare
di Pellegrino Marco - Orizzonte scuola
Non ci si poteva congedare da quest'anno scolastico senza aver provato a riflettere ancora un po' sul tanto dibattuto tema della valutazione degli insegnanti; questo punto, che da decenni accende gli animi e solleva polemiche e preoccupazioni, è quanto mai vivo e sentito perché il DDL sulla "Buona Scuola" lo tratta in modo chiaro adducendolo al miglioramento della categoria e quindi del sistema in generale.
Si sa che intorno all'istruzione italiana gravitano molte parole e idee all'avanguardia e di teorica inappuntabilità, ma il tema della valutazione rimane ancora spinoso sul piano applicativo.

D'altronde la valutazione è uno degli aspetti cardini dell'insegnamento; i docenti ogni giorno valutano ed esaminano, continuamente orientano il loro percorso e allo stesso tempo indirizzano l'apprendimento degli allievi.
Quello che gli insegnanti, e non solo, stanno operando in questa fase storico-politica della scuola è una valutazione dei contenuti del DDL, tanto che si è ritenuto opportuno intervenire e far sentire la voce facendo uso degli strumenti democratici dello sciopero e della manifestazione del dissenso e del pensiero, con lo scopo di sensibilizzare la classe politica a rivedere alcuni aspetti della Riforma in questione, proprio per migliorare e perfezionare quanto già esiste e si avvia a divenire legge. Nulla di nuovo sotto il sole, dato che, almeno negli ultimi vent'anni, non v'è stata Riforma che abbia riscosso consensi e che non abbia provocato malcontenti e dissapori.

Tutti i processi di valutazione, da non confondere con il giudizio, prevedono una fase di studio e di accertamento dell'esistenza di elementi idonei ad un processo che si voglia ritenere sano e che possa continuare a svilupparsi in modo corretto ed efficace.

Diventare insegnanti è sempre più difficile, sia perché le prove a cui si è sottoposti sono necessariamente selettive, sia perché il meccanismo di assunzione è sempre più farraginoso; dunque prima di entrare in aula si è sottoposti ad una valutazione che stabilisce il possesso di requisiti per l'esercizio di una professione complessa, che non può essere svolta da tutti, né da chiunque.

La questione sorge proprio nel momento in cui si è entrati nel circuito: durante la carriera di un insegnante è possibile prevedere delle procedure di "revisione" delle competenze? Oltre alle conoscenze della disciplina, il docente deve conoscere le tecniche per insegnarla, applicare strategie di gestione della classe funzionali e rispondenti alle esigenze reali, padroneggiare contenuti normativi e conoscere procedure amministrative, sapersi relazionare con gli alunni in modo equilibrato e sicuro, con i genitori in modo deciso e trasparente, con i colleghi in modo collaborativo e aperto, comunicare e utilizzare un linguaggio adeguato, pedagogicamente consapevole e tanto altro ancora.
Svincolando il discorso da scatti stipendiali e premi di qualità, è importante riconoscere la valenza della formazione e della valutazione degli insegnanti, a partire dall'auto-valutazione, perché il solo passare degli anni non può essere sinonimo di garanzia della qualità di quello che si riesce a mettere in campo.
Più che assegnare risorse da distribuire scegliendo solo alcune carte dal mazzo, utilizzando modalità di selezione opinabili, è importante programmare un piano di scelta che parte dall'inizio:

-Il reclutamento degli insegnanti deve avvenire attraverso una procedura articolata ma stabile e perentoria: non è possibile attivare nel giro di pochi anni svariate vie di ingresso, generando solo precariato e conflitti. Oggi nelle scuole coesistono insegnanti con diploma magistrale inseriti in graduatorie di istituto, insegnanti in possesso di laurea abilitante inseriti nelle graduatorie ad esaurimento (e l'esaurimento non è solo delle graduatorie), i "Sissini", i "Tieffini", i vincitori di concorso, gli eterni precari con anni di esperienza sul campo che sperano di raggiungere il "ruolo", arrivando ad ottenerlo, a volte, nell'età della pensione.
Sarebbe necessaria una selezione già nelle fasi di passaggio da un corso universitario all'altro e all'interno di questi programmare una consistente formazione didattica e psico-pedagogica, compresa quella speciale, per tutti i gradi di istruzione; tirocinio nelle scuole con progetti e interventi concreti in aula, con partecipazione a tutte le esperienze scolastiche, infine un esame con superamento di una batteria di prove che non contempli il test a risposta multipla che ha come mero obiettivo quello di sfoltire o illudere.

-Durante la carriera, oltre al primo anno cosiddetto di prova, bisognerebbe essere coinvolti in percorsi di formazione obbligatoria, annuali, su tematiche attuali o emergenti, in base alle esigenze del contesto di lavoro.

-Importanti sarebbero anche le figure dello psicologo scolastico e del consulente didattico specializzato, scelti magari all'interno dello stesso collegio docenti e retribuiti adeguatamente con i fondi di istituto, se in possesso dei titoli richiesti. Negli ultimi anni le casse dei singoli istituti sono state sempre meno rimpinguate, per cui chi si è reso disponibile a rivestire incarichi di collaborazione e di referenza si è trovato per lo più a svolgere attività di volontariato.

Eleggere l'insegnante migliore e ricompensarlo con pochi spiccioli, vuol dire che negli altri non sono state riconosciute alcune qualità, per cui esistono alunni potenzialmente migliori, perché affidati all'insegnante pluridecorato e alunni sfortunati perché i loro insegnanti non sono riusciti a salire sul podio dei vincitori. Inoltre i pochi spiccioli in più non incidono né sull'autostima né sulla volontà del prescelto, e, al contrario, la condizione di perenne stazionarietà degli altri contribuisce a creare attrito e astio.

Nei proclami che si lanciano, il diritto degli alunni a ricevere una formazione di qualità dovrebbe fare da monito proprio in merito a questa tesi: se tutti i discenti hanno diritto ad essere istruiti al meglio, perché dovrebbero sperare di avere un buon insegnante e non avere la certezza invece di averlo a prescindere? Così come non dovrebbero esistere alunni di serie A e alunni di serie B, non dovrebbero esistere insegnanti di serie A e insegnanti di serie B, soprattutto se hanno raggiunto la professione in modo corretto e trasparente.
Non può essere spronato l'insegnante ad essere il migliore tra tanti, così come in aula non si può andare alla ricerca dell'alunno migliore e premiarlo davanti agli altri. I valori della Scuola italiana non sono questi, almeno sulla Carta.

I docenti devono essere però consapevoli che quella intrapresa è una professione sottoposta a continua revisione e che ogni giorno è proprio l'aula a dare i responsi più significativi.

Una "buona scuola" è solo quella in cui tutte sono "buone scuole".

Marco Pellegrino - docente di sostegno - I.C. "Viale Adriatico, 140" Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 1 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito sabato 13/06/2015 ore 19:38 da Giuseppe
"Il reclutamento degli insegnanti deve avvenire attraverso una procedura articolata ma stabile e perentoria: non è possibile attivare nel giro di pochi anni svariate vie di ingresso, generando solo precariato e conflitti. Oggi nelle scuole coesistono insegnanti con diploma magistrale inseriti in graduatorie di istituto, insegnanti in possesso di laurea abilitante inseriti nelle graduatorie ad esaurimento (e l'esaurimento non è solo delle graduatorie), i "Sissini", i "Tieffini", i vincitori di concorso, gli eterni precari con anni di esperienza sul campo che sperano di raggiungere il "ruolo", arrivando ad ottenerlo, a volte, nell'età della pensione. Sarebbe necessaria una selezione già nelle fasi di passaggio da un corso universitario all'altro e all'interno di questi programmare una consistente formazione didattica e psico-pedagogica, compresa quella speciale, per tutti i gradi di istruzione; tirocinio nelle scuole con progetti e interventi concreti in aula, con partecipazione a tutte le esperienze scolastiche, infine un esame con superamento di una batteria di prove che non contempli il test a risposta multipla che ha come mero obiettivo quello di sfoltire o illudere. Entrando nel merito di questa premessa, che in teoria si condivide, vorrei chiedere, data la diversità formativa con cui opera ogni singolo docente nelle diverse realtà scolastica, come è possibile per i nuovi insegnanti di poter condurre dei percorsi formativi coerenti con le premesse riportate, visto che le pratiche didattiche utilizzate da molti insegnanti nella maggior parte dei contesti scolastici, sono ancorate a metodi di insegnamento/apprendimento che non hanno molto a che fare con quanto è necessario per attuare le nuove Indicazioni nazionali per il curricolo e la direzione educativa indicata dai "traguardi per lo sviluppo delle competenze": che vedono nella didattica individualizzata/personalizzata degli apprendimenti, da perseguire con il progetto strutturato delle unità didattiche (UD), la valutazione in ingresso, gli obiettivi didattici, i contenuti, le metodologie, le attività, gli strumenti, gli spazi e tempi, il presupposto per garantire "... il diritto di tutti di realizzare quelle competenze di base considerate irrinunciabili per la vita, ma anche per perseguire il diritto di ogni alunno di essere rispettato nei propri tempi, bisogni, stili e caratteristiche cognitive, con il costante monitoraggio e regolazione/autoregolazione del processo di insegnamento e di apprendimento".
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional