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N. 76 ottobre 2017
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:21 Novembre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'La capacità di ascolto'  >>>
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La capacità di ascolto
Coltivare la creatività attraverso esperienze di ascolto condiviso
di Ansuini Cristina - Didattica Laboratoriale
"Come c'è un'arte di raccontare,
solidamente codificata attraverso mille prove ed errori,
così c'è pure un'arte dell'ascoltare,
altrettanto antica e nobile, a cui tuttavia, che io sappia,
non è stata mai data norma"
.

Primo Levi

É esperienza comune notare cali di attenzione e facilità di distrazione nei bambini e nei ragazzi delle nostre classi; non serve colpevolizzare gli alunni: sono figli del loro tempo e quindi sottoposti a migliaia di stimoli veloci e immediati che li portano ad una concentrazione frammentata e parziale. Hanno quindi tantissimi stimoli preziosi, che non sempre sono in grado di gestire, ma si perdono una serie di possibilità di conoscenza ed esplorazione del mondo e di loro stessi.
In tutto ciò il ruolo dell'insegnante è quello di aiutarli a recuperare quella capacità di ascolto così preziosa e trasversale ad ogni disciplina.

L'abbondanza di immagini e di informazioni rapide ha decisamente tolto il gusto della narrazione: l'attenzione viene spesso distolta da nuovi input e i discenti sono sempre meno abituati all'ascolto.
Seguire il filo di un racconto non è così scontato come lo era un tempo; l'abitudine di raccontare e raccontarsi era qualcosa di quotidiano e di condiviso, che aveva anche una funzione catartica, oltre che di mero passatempo. Si era sempre sicuri di essere ascoltati e di avere una possibilità di raccontare, oltre che quella di ascoltare le vicende altrui.
Non è questione da poco, visto che la mancanza di familiarità con la narrazione limita la creatività dei bambini e favorisce la standardizzazione.
Non si tratta di ripristinare antichi modi di vivere, ma di recuperare uno stile, un modo di avvicinare la realtà che è relazione e vicinanza, nonché di canalizzare tutte le opportunità che ora abbiamo, in modo che possano fare al caso nostro.

Come procedere dunque? Le strategie possono essere molte e diverse tra loro e vanno assolutamente adeguate al gruppo col quale si lavora.
Si tratta di procedere per gradi, offrendo proposte diverse e puntando ad aumentare i tempi e la capacità di ascolto.

Un buon modo per recuperare/aumentare la capacità di ascolto è quello di leggere un libro "a puntate" quotidianamente ed in modo "gratuito", senza cioè chiedere schedature, riassunti, schemi e riflessioni.
Meglio ritagliare un luogo e un tempo fissi, in modo che i bambini possano via via abituarsi ad aspettare il momento del racconto e predisporsi ad esso. Bastano dieci minuti per cominciare, senza però rinunciare al rito: disporsi in cerchio rivolti verso l'insegnante che legge, in un angolo dell'aula destinato a questo scopo, magari pensando ad una frase di rito, ad una formula, per entrare nel cerchio.
Bisogna scegliere il libro con cura: deve essere adeguato all'età ed anche alla tipologia di alunni; bisogna curare molto anche la lettura, con pause adeguate, inflessioni della voce, riletture dei momenti topici.
La disposizione in cerchio è molto importante perché consente non solo lo scambio oculare e l'osservazione delle espressioni facciali, ma migliora anche la possibilità di ascoltare e di notare la modulazione della voce.
Per iniziare si possono utilizzare gli albi illustrati, meglio ancora i silent book: il loro accompagnare la narrazione con immagini evocative renderà più semplice per i bambini seguire la storia.
L'abbinamento immagine-testo è prezioso per raggiungere il nostro scopo di allenare la capacità di ascolto. Gli albi illustrati hanno poi la peculiarità di comprendere molti piani di lettura diversi e questo li rende adatti anche a studenti più grandi di età.
Il successo dei graphic novel dimostra che questa soluzione narrativa è davvero efficace.

Una volta consolidata questa abitudine, si può procedere ad altre proposte operative, ad esempio proporre una lettura condivisa utilizzando la LIM per visualizzare il testo in formato elettronico.
Di molti libri esistono anche dei book trailer, dei brevi video che raccontano la storia come se fosse un film. Possono essere un buon modo di avvicinare i bambini alla lettura e all'ascolto, utilizzando un linguaggio a loro decisamente familiare.

All'ascolto tout court si possono poi affiancare attività più "concrete" che diano ai bambini la certezza che quello che hanno ascoltato non "andrà perso".
Il pensiero infantile infatti ha bisogno di elementi che può toccare, manipolare. Una delle difficoltà legate all'ascolto è proprio legata alla volatilità della parola ascoltata: c'è la necessità di stabilire un contatto diretto con le vicende per non perdere il filo del racconto.
A questo scopo possiamo concludere il momento della lettura/ascolto con delle piccole drammatizzazioni, magari registrando le voci dei bambini e poi facendole riascoltare, oppure facendo loro disegnare le fasi salienti della trama, creando poi un piccolo libricino rieditato dai bambini.
Al termine della lettura di un libro si può costruire insieme un power point che sintetizzi e racconti con un linguaggio diverso la storia ascoltata insieme. Esistono dei programmi gratuiti - come prezi.com - utilizzabili con i bambini, che consentono di ottenere ottimi risultati in modo semplice ed intuitivo.

Allenare la capacità di ascolto non è quindi una faccenda semplice e richiede attenzione ed interventi mirati, ma permette di recuperare quel bagaglio di vissuti e di esperienze arricchenti che facilitano l'acquisizione di abilità e di competenze e in più consente di farlo tutti insieme, ognuno con le sue peculiarità, pronto ad offrire il contribuito alla riuscita dell'esperienza condivisa; aiuta inoltre a coltivare la creatività, una merce sempre più rara nel mondo 2.0, ed è il naturale preludio ad una scrittura personale e divergente e non imbrigliata unicamente in testi finalizzati.

"Amo ascoltare.
Ho imparato un gran numero di cose ascoltando attentamente.
Molte persone non ascoltano mai"
.

Ernest Hemingway


Cristina Ansuini, Dottore in Psicologia, Docente presso l'I.C. Piazza Borgoncini Duca, Roma, formatrice con Simonetta Melchiorre del Corso di Scrittura Creativa per l'Associazione Sysform (ente accreditato dal MIUR)
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