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N. 76 ottobre 2017
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La matematica è un gioco da ragazzi
Insegnare e imparare la disciplina divertendosi
di Malagesi Stefania - Didattica Laboratoriale
Quest'anno scolastico per me e per le mie colleghe inizia con un nuovo ciclo.
Bambini di prima da avviare al meglio in una nuova avventura che ci vedrà compagni per i prossimi cinque anni.
Sono la loro maestra di matematica, quella che di solito è la più antipatica... o almeno per me è sempre stato così.
Da alunna ho odiato e sofferto questa materia che poi ho imparato ad amare da insegnante.
E proprio per averla patita da alunna, il mio obiettivo principale con i miei bambini sarà quello di farla amare.
Mi sono quindi ritrovata parecchie volte a riflettere sul perché della mia avversione iniziale; ora da insegnante ho la capacità di analizzare meglio e in modo obiettivo la mia esperienza scolastica da alunna; posso affermare con certezza che la mia sofferenza era dovuta ai troppi pensieri astratti e di conseguenza alla poca chiarezza che rendevano la mia mente un caos di numeri senza senso ai quali non riuscivo a dare un ordine. Poco alla volta sono subentrate la frustrazione e la convinzione di non essere capace, sensazioni terribili per una bambina che cerca in tutti i modi di capire ma non riesce. Tutto era confuso, difficile e inarrivabile; il mio atteggiamento di rifiuto non mi ha aiutato a concedere neanche una possibilità a questa materia che in realtà può incuriosire e appassionare se proposta con i giusti metodi.
Non voglio assolutamente che i miei bambini vivano un'esperienza come la mia, così mentre mi informavo sui vari modi di far amare la matematica, sono incappata in un'intervista a Bruno D'Amore, matematico, critico d'arte e formatore di insegnanti che presenta la materia nei suoi molteplici aspetti creativi.
Per lui la matematica non è una disciplina rigida e antipatica come spesso gli alunni la percepiscono a causa del modo in cui gli insegnanti la propongono.
Penso quindi che il segreto basilare sia imparare divertendosi e insegnarla in modo pragmatico, cercando di lavorare sui concetti e sui numeri in maniera pratica per evitare di renderli incomprensibili.
E' necessario far capire ai bambini, fin dai primi giorni, che la matematica non si pratica solo sui quaderni di scuola ma ci circonda nella vita di tutti i giorni e che usare i numeri al meglio può rendere ogni gesto quotidiano semplice ed efficace.
Credo sia essenziale cercare di applicare la logica in situazioni che possono realmente concretizzarsi e non proporre problemi e calcoli assurdi di cui non si capisce il perché: è fondamentale capire il senso di quello che si impara.
E poi giocare... tanto! Perché anche il gioco aiuta a migliorare le competenze; quindi giochiamo con i numeri per superare quelle paure e quelle frustrazioni che rendono i bambini insicuri e che sviluppano atteggiamenti di chiusura verso la disciplina che in realtà è un gioco da ragazzi!


Stefania Malagesi, insegnante dell'IC "Belforte del Chienti", Roma
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