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n.78 dicembre 2017
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Oggi è il giorno:24 Aprile 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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A scuola di Logica
"Perché non possiamo rinunciare a ragionare con la nostra testa"
di D'Agosta Luciana - Oltre a noi...

Un titolo intrigante: "La scomparsa del pensiero" di un filosofo del linguaggio, un Logico qual è Ermanno Bencivenga, si è trasformato in una lettura estiva di grande soddisfazione che ha dato il via al percorso di pensiero e riflessioni di cui vi vogliamo di seguito raccontare.
Il sottotitolo del libro: "Perché non possiamo rinunciare a ragionare con la nostra testa" ha definitivamente convinto me, logopedista e formatrice, e mio marito, docente universitario, ad occupare le calde ore di un agosto infuocato come quello appena trascorso, leggendo questo breve ma denso testo.
Già dall'introduzione avevamo compreso che la domanda che avrebbe guidato la nostra lettura sarebbe stata: "Ma davvero stiamo delegando la nostra capacità di ragionare a chi riteniamo più capace di noi? Per esempio le intelligenze artificiali?". Eravamo d'accordo con l'autore sul fatto che la perdita della capacità di ragionamento logico, raggiunto attraverso il linguaggio, mette a repentaglio la specificità che ci ha resi "gli organismi meglio adattati presenti sulla Terra" e prefigura una inevitabile "catastrofe gentile" foriera di danni ben maggiori di quelli procurati da uragani e guerre.
Assolutamente allergici alle previsioni catastrofiche che ci circondano, abbiamo continuato a leggere grazie alla seguente affermazione dell'autore, che vi riportiamo integralmente:
Per fortuna, se la catastrofe non è eclatante, non lo è neanche la sua soluzione. Basterebbero un po' di consapevolezza e uno sforzo mirato e sistematico, ma che non sconvolga le nostre altre abitudini e i nostri altri impegni, per porle riparo. Tanto maggiore dunque sarà la nostra responsabilità se non sapremo, o vorremo, raggiungere tale consapevolezza ed erogare tale sforzo. Nelle pagine che seguono, offrirò quelle che giudico le indicazioni essenziali al riguardo. La curiosità e l'aspettativa suscitata in noi dalla promessa di fornirci indicazioni concrete per porre riparo a questa catastrofe, ci ha permesso di superare i vari scogli incontrati portando fino in fondo la lettura del libro.

Come per ogni torta ben riuscita c'è alle spalle una buona ricetta che prevede sapienti dosaggi degli ingredienti e materie prime di qualità in quantità opportuna, così in tutto il libro - godibilissimo da un punto di vista narrativo - troviamo osservazioni e considerazioni fin troppo convincenti sul triste processo di perdita di capacità logiche e di ragionamento a cui stiamo assistendo.
I numerosi spunti di riflessione sull'educazione, sulla formazione, sulla crescita e sul futuro dei nostri ragazzi, non potevano non toccarci in prima persona come genitori e come professionisti: professore universitario l'uno e logopedista l'altra, spesso coinvolti negli effetti nefasti di questo processo. Non possiamo, infatti, dall'osservatorio privilegiato delle nostre professioni, non rilevare l'aumento delle difficoltà e dei problemi nell'apprendimento del linguaggio in tenera età, delle difficoltà specifiche nell'apprendimento di lettura e scrittura nelle età successive, fino alle difficoltà di comprensione di testi nelle scuole secondarie e all'università.
È costante la ricerca di una risposta alla domanda se è ormai troppo tardi o se ancora possiamo fare qualcosa. E in caso di risposta affermativa: cosa?

Questa lettura ha sollecitato la nostra curiosità al punto che, un po' per scherzo e un po' sul serio, abbiamo cominciato a parlarne con qualche caro amico e affezionato collega.

Abbiamo iniziato a chiederci se fosse possibile realizzare percorsi, nei nostri rispettivi ambiti professionali, per tenere in vita, risvegliare, sollecitare, sostenere la capacità di ragionamento, considerandola come tratto distintivo della nostra specie.

Così, la mia attività di logopedista, da sempre orientata nella direzione di "far nascere" il linguaggio all'interno di una relazione affettivamente significativa e realmente comunicativa, è stata ulteriormente rinvigorita da questo invito a intensificare la pratica del ragionamento, attraverso l'uso paziente, sapiente e costante del linguaggio. Una buona pratica abilitativa e riabilitativa logopedica, dal mio punto di vista, consiste in questo, nell'incessante ricerca di occasioni concrete nelle quali utilizzare e sperimentare la potenza comunicativa, la ricchezza, la versatilità e la necessità del linguaggio. Consiste inoltre, nel "far vedere" i legami tra premesse e conseguenze e nel metterle in relazione per esprimere le proprie argomentazioni a sostegno del proprio pensiero, delle proprie riflessioni, idee, convinzioni e sentimenti. Abbiamo, per allenare la nostra capacità di linguaggio, una grande palestra che è il nostro vivere quotidiano assieme agli altri.

Sul fronte universitario, sta prendendo forma, con il coinvolgimento di colleghi di varie discipline, la realizzazione di una serie di incontri di allenamento al pensiero logico e al discorso argomentato, per accompagnare l'ingresso delle matricole nel mondo accademico, seguendo le indicazioni che Bencivegna espone in questo libro, e che sono frutto della sua lunga esperienza di docente universitario. L'obiettivo è fornire agli studenti gli strumenti necessari alla formulazione e alla comprensione di pensieri complessi e articolati, nel tentativo di liberare queste giovani menti dalla gabbia di un linguaggio impoverito.

In conclusione, condividendo con Bencivenga l'opportunità di risvegliarci alla consapevolezza della necessità di erogare lo sforzo di creare scuole di ragionamento, ci auguriamo una contaminazione feconda di questa pratica, a casa come a scuola, al lavoro come in vacanza.

Le citazioni in corsivo sono tratte da: "La scomparsa del pensiero", Ermanno Bencivenga, ed. Feltrinelli, maggio 2017


Luciana D'Agosta, Logopedista e Formatrice
Roberto Francini, Professore Associato, Università di Tor Vergata


Ermanno Bencivenga, La scomparsa del pensiero, 2017, Feltrinelli
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