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n.78 dicembre 2017
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Cura l'ambiente...se sei intelligente
Quando la classe diventa un laboratorio di civiltà
di Proietti Michela - Didattica Laboratoriale
Tutti noi operatori del settore, ormai, conosciamo bene l'importanza e l'efficacia della cooperazione per la costruzione del gruppo classe e per le sue positive ripercussioni sull'apprendimento, nonché il suo alto valore metodologico come strumento di osservazione dei nostri alunni su come mettono in atto le loro competenze, di cosa riescono a fare con ciò che sanno.
"Nel Cooperative Learning l'interdipendenza positiva é centrale, nel senso che ogni studente ha bisogno dell'altro" (Pinto e Tarchi, 2016).
Ovviamente questa condizione non si raggiunge semplicemente raggruppando i membri; quella che gli autori chiamano interdipendenza positiva é il frutto della capacità di gestire e creare attività ed esperienze significative, dove sia possibile educare i partecipanti ai comportamenti sociali e ad un'efficace collaborazione. E' nostra, quindi, la responsabilità di educare i ragazzi a lavorare insieme, dobbiamo attivarci a co-costruire le condizioni che li aiutino a interagire in maniera costruttiva, anche affrontando le eventuali difficoltà relazionali come momento formativo.
E' seguendo questi fondamenti che nella nostra classe, una seconda di scuola primaria, abbiamo cercato di creare dei momenti di collaborazione in cui gli alunni hanno avuto la possibilità di riflettere, tutti insieme, su una tematica di grande attualità: l'inquinamento ed il rispetto dell'ambiente.
Come sempre i bambini hanno dato prova di quanto già conoscono, grazie anche all'accesso facilitato alle informazioni, e di quanto riescono a "manipolare" la loro intuizione e la loro creatività per costruire un progetto comune, non solo scolastico ma un percorso proiettato all'acquisizione di una competenza per la vita, come la consapevolezza civile.

In realtà il percorso ha preso avvio dalla "Giornata dei diritti per l'infanzia" e, attraverso varie attività laboratoriali, siamo giunti, inevitabilmente, a riflettere sulla differenza tra diritti e doveri.
Sono stati gli stessi bambini ad individuare la tutela per l'ambiente come uno dei principali doveri da rispettare.
Nulla di pianificato stavolta! Ma, in fondo, quante volte ci siamo ritrovati catapultati in esperienze didattiche non previste, stimolate invece proprio dai nostri alunni?
E così ci siamo lasciate "guidare" dal volo libero delle loro menti, dando la possibilità di diventare protagonisti attivi, di concretizzare le idee in progetti condivisi. E perché allora non provare a sensibilizzare, compagni e famiglie, ad un comportamento più civile e rispettoso, attraverso la creatività? Ed ecco nascere conversazioni piuttosto animate e sentite sui "buoni comportamenti" da adottare e sui loro effetti negativi, ben raggruppati in un DECALOGO di regole da appendere in classe come un calendario, ecco nato "IL DECALOGO DEL BRAVO ECOLOGISTA" con divertenti illustrazioni, realizzate attraverso il simbolo del divieto, scelto dai bambini come messaggio più immediato e d'effetto.
Il percorso é proseguito analizzando la capacità comunicativa di alcuni messaggi: "Proprio come quelli della pubblicità in TV, maestra!" - suggerisce qualcuno astutamente. E già, quale miglior linguaggio di quello pubblicitario?!
Allora abbiamo unito la capacità comunicativa delle parole a quella delle immagini, le competenze lessicali a quelle artistico-manipolative e abbiamo realizzato degli SLOGAN degni delle più belle campagne pubblicitarie.
I bambini sì che sanno come arrivare al cuore e alla testa delle persone: messaggi chiari, diretti, con poche parole e una sola immagine evocativa, che racchiudono pensieri di grande profondità, quella profondità di cui solo i bambini sono ancora capaci

È stata un'esperienza altamente significativa di cui gli alunni sono stati protagonisti assoluti per un'intera settimana e che li ha coinvolti, inconsapevolmente, in un processo di formazione ben più ampio, dove ognuno ha avuto bisogno dell'altro, dove le capacità e le competenze di ognuno sono diventate strumenti per un obiettivo comune.


Michela Proietti e Giusy Orsolillo, insegnanti dell' I.C. Fara Sabina (Rieti)
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