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n. 79 gennaio 2018
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E' bello "apprendere in modo significativo"...
...e questo vale non solo per gli alunni
di Leardi Desirè - Formazione

Sono giunta quasi al termine di un traguardo importante, diverso, autoriflessivo. Il corso "Gestire la complessità in classe" dell'Associazione Sysform, tenuto dalla prof.ssa Patrizia Ruggiero, ha coinciso con la mia iscrizione, alla felice età di 42 anni (non è mai troppo tardi per imparare!), alla facoltà di Scienze della Formazione e dell'Educazione che in questo momento rappresenta per me il vero traguardo, l'obiettivo verso il quale indirizzare le mie energie, o almeno quelle che mi rimangono uscita da scuola. Studiando per sostenere l'esame di Pedagogia Generale, ho avuto la sensazione di ritrovare elementi che ho appreso durante gli incontri del corso e ho capito meglio anche alcuni aspetti tecnici legati all'insegnamento-apprendimento.

E' bello "apprendere in modo significativo" e questo non vale solo per gli alunni ma nel mio caso è collegato al ritorno tardivo e un po' diverso sui banchi di scuola.
Durante le lezioni che abbiamo condiviso ho avuto la sensazione di apprendere in modo sereno, semplice e rilassante. Sì, uso il termine rilassante perché di solito, durante i corsi di vario genere, sei invasa, anzi letteralmente bombardata, da notizie più o meno tecniche che spesso non riesci nemmeno ad appuntare.
A volte, ho avuto la sensazione che quello che ci siamo raccontati potesse servirmi relativamente, data la specificità degli argomenti che trovo più adatti a livelli di scuola diversi dall'Infanzia, ma ciò che sento è una maggior ricchezza di spunti, riflessioni, argomenti da cui partire o ripartire e rimettersi in gioco.
In fondo il rimettersi in gioco dovrebbe rappresentare una costante dell'insegnante.
Non si può pensare di educare senza un'attenta, sana e giornaliera autoriflessione. I nostri alunni cambiano continuamente, a volte da un giorno all'altro, e noi docenti non possiamo permetterci il lusso di rimanere impantanati in un modo di procedere statico e non funzionale ai cambiamenti.

Ho avuto la sensazione di interrogarmi maggiormente e soprattutto di rivedere gli approcci, le modalità, gli strumenti con cui mi relaziono ogni giorno ai miei bimbi.
Gli argomenti trattati sono "pane quotidiano" e riguardano ciò che significa fare scuola. Tra questi mi ha profondamente fatto riflettere il valore della "RISORSA" costituita dai compagni di classe che, soprattutto nella realtà di crisi di valori che respiriamo, può rappresentare un'ancora di salvezza.
I ragazzi devono sentirsi parte integrante di un sistema, che nel loro caso è il luogo dove trascorrono la maggior parte della giornata, e vivere sentendosi parte integrante di un gruppo che ti sostiene, ti aiuta, ti stimola e ti sorregge nel momento del bisogno, rappresenta una risorsa impagabile.
La varietà, anzi direi la molteplicità degli argomenti affrontati con leggerezza e convinzione, ha stimolato la curiosità di informarmi, aggiornarmi, studiare con impegno tutto ciò che potrebbe arricchire il mio lavoro.
Con il tema delle "REGOLE", ad esempio, mi incontro e scontro ogni giorno della mia vita e non solo scolastica.
Io sono una persona profondamente rispettosa delle regole, che fin dalla mia infanzia sono state presenti in maniera forte e incisiva, ma non sempre funzionali alla mia crescita. L'educazione rigida che ho ricevuto spesso mi influenza nel lavoro. E' difficile riuscire ad isolarti da un bagaglio di emozioni, sensazioni, esperienze che ti caratterizzano e che influenzano la tua personalità. Questa impostazione rigida me la porto dietro come la lumaca si trascina il suo guscio. E non sempre riesco ad uscire da quel guscio!
Quindi sentir parlare di regole in una modalità diversa e direi innovativa mi porta a riflettere sul mio modo di applicarle e forse sull'eventualità che un cambiamento verso nuove prospettive, che si plasmano sulle necessità della classe e non vengono stabilite a monte, sia una risorsa importante, da sperimentare e su cui riflettere e lavorare giorno per giorno affinche' possa diventare un riferimento concreto e utile.
Devo dire che sono ancora in fase di rielaborazione delle informazioni. Non mi sento di affermare che sto concretamente applicando questo o quello ma una cosa è certa: questo corso ha illustrato un modo nuovo e diverso di guardare la classe, gli alunni, e anche un po' i colleghi.
Sicuramente gli spunti per realizzare nuove situazioni educative ci sono stati offerti. Adesso il bello è saperli interiorizzare e sperimentare in classe.
Sicuramente è stata una piacevole esperienza, anche grazie al fatto di aver trascorso in serenità alcune ore con colleghi che di solito vedi sfrecciarti davanti e con cui non si ha mai modo di relazionarsi con calma.
Poter condividere idee e pensieri è una risorsa importante. Ha rappresentato per me un luogo dove ci siamo ascoltati e trasmessi non solo argomenti ma sensazioni, incertezze, paure, ansie, obiettivi, speranze. Credo che cercherò di approfondire e sperimentare varie cose che ho imparato in questi quattro incontri e penso che porrò più attenzione al delicato discorso che riguarda la diversità come risorsa affinché la mia classe, che oggi mi appare un po' come l'immagine della macchia mediterranea, possa assomigliare anche un po' ad una distesa di girasoli anche se forse, la soddisfazione più grande, sarebbe riuscire a penetrare in quella giungla costituita da mille varietà e diversità, creando una strada che ti permetta di inoltrarti al suo interno senza perderti e allo stesso tempo di godere della bellezza di ogni suo elemento.


Desiré Leardi, docente della scuola dell'infanzia dell' IC "Gandhi", Roma
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