Torna nella homepage
 
n. 79 gennaio 2018
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:18 Ottobre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'La strada "possibile"'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage

Ricerca avanzata >>>
La strada "possibile"
Il valore della valutazione autentica
di Proietti Michela - Orizzonte scuola
Ci siamo! Il nuovo anno è arrivato e porta con sé tanti buoni propositi... e chissà quanti e quali propositi abbiamo messo nella lista, noi insegnanti! Per un anno che arriva, un quadrimestre termina: un binomio contrario che, in molti di noi, crea preoccupazioni, dubbi e incertezze.
Si apre un intenso periodo di lavoro, forse il più difficile dell'anno, quello dedicato ad uno dei temi più complessi e discussi nel mondo della scuola: LA VALUTAZIONE!
E' una questione complessa e delicata, intorno alla quale ancora discutono insegnanti, genitori e studenti, sui limiti evidenti posti dalle prove usualmente somministrate per la verifica degli apprendimenti: le cosiddette prove oggettive, i tradizionali compiti scritti e le interrogazioni che non riescono a rendere un giudizio significativo sul reale processo di apprendimento dello studente e a "monitorare" il suo progresso.
Inoltre, la valutazione è, in genere, considerata dagli studenti e relative famiglie come uno strumento di selezione, che porta inevitabilmente ad azioni meramente classificatorie con effetti disastrosi sulla psicologia degli alunni, provocando un senso di disistima nelle loro capacità e inducendo demotivazione verso lo studio e il miglioramento, mentre spesso nei genitori genera ansia e preoccupazione.

La valutazione presenta alcuni aspetti cruciali che devono, invece, diventare il punto di partenza verso un reale cambiamento:
- la difficoltà a trovare criteri di trasparenza nella formalizzazione dei giudizi;
- la significatività circa il processo valutativo e formativo dello studente.

Il sistema di valutazione "autentica" e i suoi strumenti forniscono una soluzione chiara e decisa riguardo al problema, offrendo ad insegnanti, allievi e genitori, un'alternativa utile e significativa, l'unica realmente possibile.

Ma che cosa si intende per valutazione autentica?

"La valutazione autentica ricorre in un ambiente di apprendimento significativo e riflette le esperienze di apprendimento reali. L'attenzione si sposta sulla riflessione, sulla comprensione e sulla crescita, nell'intento di coinvolgere gli studenti in compiti che richiedono di applicare le conoscenze nelle esperienze del mondo reale. La valutazione autentica scoraggia le prove "carta e penna" che sono sconnesse dalle attività di insegnamento e di apprendimento. Nella valutazione autentica, c'è un intento personale, una ragione a impegnarsi, e un ascolto vero da parte dell'insegnante" (Crafton, 1991). E come ci suggeriva Crafton, nell'ormai lontano 1991, da buon premonitore di innovazione, gli insegnanti che praticano in classe la valutazione autentica raccolgono evidenze, tramite opportune prove (Compiti di Realtà) e documentazioni funzionali (tra cui le Rubriche di valutazione), sulla crescita nel tempo dei singoli studenti, condividendole con questi e con i genitori. La valutazione è un momento essenziale della formazione di uno studente che mette in gioco i livelli cognitivi e metacognitivi più importanti dell'apprendimento e, perché la valutazione possa esprimere al meglio le sue potenzialità, deve essere resa oggetto di esplicita trattazione ed uscire dall'arbitrio.
A questo fine è necessario dotare la valutazione di strumenti atti a renderne chiari i criteri, trasparenti l'attuazione, le procedure e le finalità.
In sintesi la valutazione autentica deve essere legata al compito autentico, alla metacognizione, deve essere realistica, e rivolgersi alle competenze che lo studente ha acquisito e che includono anche le capacità cognitive ed operative usate, non deve controllare quello che lo studente sa, ma quello che sa fare con quello che sa.
Tutto questo è ben chiarito nel decreto ministeriale n° 742 dell'ottobre 2017, dove sono stati emanati i modelli nazionali per la valutazione e la certificazione delle competenze al termine della scuola primaria e del primo ciclo d'istruzione. Si tratta di un provvedimento molto atteso e che ha come riferimento il Profilo dello studente delineato nelle Indicazioni Nazionali e come ancoraggio le otto competenze-chiave individuate dall'Unione europea nel 2006. Il modello di certificazione definitivo, che entrerà in vigore già da questo anno scolastico, ricalca essenzialmente quello sperimentale, salvo alcune piccole modifiche (es: Spirito di iniziativa) e nel decreto, a cui sono allegati i modelli, si afferma che "la certificazione delle competenze descrive i risultati del processo formativo, secondo una valutazione complessiva in ordine alle capacità di utilizzare i saperi acquisiti per affrontare compiti e problemi complessi e nuovi, reali o simulati"...e ancora "descrive lo sviluppo dei livelli delle competenze chiave progressivamente acquisite dagli alunni".

L'unica strada possibile utilizza compiti di realtà e rubriche di valutazione, troppo spesso considerati come impossibili e faticosi, astrusi dalla pratica didattica quotidiana e che invece trovano risposta proprio nel significato più puro e semplice delle loro parole:
- Compito di realtà: è un compito vicino al mondo reale, mette in gioco le conoscenze e le abilità dell'alunno in maniera significativa, lo sollecitano a mobilitare e "orchestrare" le competenze acquisite;
- Rubrica di valutazione: perché a scuola ci sembra così complessa e faticosa?! Già il suo nome dovrebbe far pensare ad un utilizzo facile e funzionale: registrare e documentare i progressi dei nostri studenti, in termini di livelli di padronanza ("perché una competenza si misura in livelli di padronanza e non in voti") dati dall'insieme di conoscenze, abilità, atteggiamenti e processi metacognitivi.
Quale altro miglior proposito ci può essere per un buon docente in questo nuovo anno se non quello di valutare competenze in maniera autentica?!
Nella mia lista l'ho inserito, spero lo facciate anche voi!


Michela Proietti, docente dell' I.C Fara Sabina- Rieti
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional