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n. 84 giugno 2018
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Oggi è il giorno:23 Settembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Giugno col bene che ti voglio
Tempo di resoconti ma anche di pianificazioni
di Pellegrino Marco - Orizzonte scuola
Immagine tratta da tourarounditaly.altervista.org
Immagine tratta da tourarounditaly.altervista.org
E' appena terminato l'anno didattico (un vero sospiro di sollievo, dati i primi caldi e la stanchezza di studenti e docenti), ma quello scolastico è ancora in pieno fermento: riunioni, Collegi, sistemazioni aule, esami, consegna dei documenti di valutazione (consiglio a tal proposito la lettura dell'articolo di Raffaella Russo in questo numero della rivista), insomma tanti sono ancora i momenti di lavoro da svolgersi nelle roventi aule delle scuole italiane, ma nell'elenco degli adempimenti finali diramati dalle segreterie manca (permettetemi la generalizzazione) una voce che dovrebbe divenire strutturale: pianificazione delle attività didattiche per il prossimo anno scolastico e organizzazione degli spazi.

Partiamo dal presupposto che lo Stato deve farsi carico della responsabilità relativa alla mancanza/carenza di impianti di climatizzazione in ambienti di lavoro che già a giugno raggiungono i 40°; noi docenti, però, nel limite delle possibilità e rispettando quanto stabilito a livello dirigenziale e contrattuale, dovremmo (ed è un'esortazione più che un imperativo, dato che poi a settembre siamo noi stessi a subire i tempi stretti e a rischiare il soffocamento) abituarci a impostare, per linee generali, la progettazione didattica dell'anno futuro:

-Quali attività prevediamo per l'accoglienza degli alunni? Che contesto vorremmo predisporre per riceverli al meglio, dopo tre mesi di riposo?
-Quante Unità di Apprendimento pensiamo di strutturare durante l'anno, dunque quali sono i momenti che riteniamo essere significativi e che rappresentano occasioni per valutare le competenze in itinere?
-Quanti e quali viaggi di istruzione e uscite didattiche intendiamo organizzare? Queste esperienze si potrebbero inserire all'interno delle Unità di Apprendimento a cui si faceva riferimento prima?
-A quali progetti per l'ampliamento dell'offerta formativa intendiamo aderire? Come conciliamo e decliniamo i traguardi derivanti da tali progetti nelle progettazioni di classe, di interclasse, di plesso e/o d'Istituto?
-Come pensiamo di organizzare gli spazi (aule per lezioni ordinarie, corridoi, laboratori, spazi aperti, ecc.) per rendere la didattica più funzionale, coinvolgente, stimolante e diversificata?
-Ci sono aspetti relativi alla formazione professionale che durante il periodo della sosta (sempre salvaguardando il meritato, dovuto e rigenerante riposo) potremmo potenziare?

Questi mi sembrano i quesiti più importanti che vorrei porre ai tanti docenti che ci leggono, con l'intento di sollecitare la riflessione, che favorisca, a sua volta, l'eventuale sviluppo di un atteggiamento mentale più che di comportamenti già attuati da tempo, ma proprio per questo spesso automatici e inconsapevoli.
E' comprensibile la stanchezza di fine anno, che vivo in prima persona, così come la difficoltà a programmare in modo solo apparentemente precoce il lavoro dell'anno scolastico che verrà, avendo ancora sulle spalle il peso di quello appena concluso, ma è di vitale importanza cominciare a nutrire idee sulle attività che caratterizzeranno la nuova avventura; due mesi, all'incirca, sono tanti e pochi allo tesso tempo; in tale occasione mi viene da citare un verso della canzone di Gino Paoli "Una lunga storia d'amore": "Ora è già tardi ma è presto se tu te ne vai". Il contesto e l'argomento sono diversi ma il messaggio è il medesimo, perché tutto è relativo all'approccio con cui si vivono le esperienze; settembre appare lontano ma poi scoppia così all'improvviso (in questo caso mi viene da citare la splendida canzone interpretata da Mina "Mi sei scoppiato dento al cuore", ma potrei sconfinare troppo nel mondo della musica leggera, visto anche il titolo dell'articolo) con le sue richieste e i patemi che ci troviamo ad affrontare, accompagnati dalla solita affermazione: "In così pochi giorni è impossibile organizzare tutto!".

Allora giochiamo d'anticipo, a giugno facciamo il possibile per non arrivare a settembre riposati ma già stanchi e in preda al tempo: vanno bene "stessa spiaggia e stesso mare", ma proviamo anche a cambiare.


Marco Pellegrino, docente di sostegno e formatore, IC "Maria Montessori", Roma
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