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n. 84 giugno 2018
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Il valore della comunic-azione
Le tante possibilità di espressione nel bambino
di Parisi Roberta - Didattica Laboratoriale
Apertura della mostra ai genitori
Apertura della mostra ai genitori

Sono sempre più convinta che, soprattutto nella scuola primaria, lo sviluppo delle conoscenze debba avvenire in un ambiente educativo in cui il gruppo docente sia in grado di collaborare mettendo da parte l'individualismo e partendo da una pianificazione flessibile, nella quale nulla sia lasciato al caso e dove si arrivi alla disciplinarità, paradossalmente, non attraverso una rigidità ma grazie al saper mettere in connessione ed al saper agire.
In tal senso, non bisogna far affidamento a procedure d'insegnamento fisse e standardizzate perché non esiste un solo modo di fare qualcosa, ma piuttosto è necessario rifarsi ad una variegata rete di strutture teoriche da cui ricevere indicazioni su cosa insegnare, come farlo, cosa sia opportuno evitare.
L'insegnante deve aver ben chiare le linee d'azione per poi eventualmente adattarle alla realtà ed alle situazioni che possono emergere. Essere creativi, elaborare ragionamenti, modificare o deviare da un percorso definito, realizzare risultati originali apprezzabili, trasformare il proprio punto di vista sono capacità trasversali che derivano dal saper cogliere relazioni tra esperienze e tra attività. La sfida per i docenti è saper inventare percorsi di apprendimento, insistendo sui "nodi tematici interdisciplinari", in cui il bambino mobiliti le sue conoscenze e competenze per arrivare ad una soluzione o alla realizzazione di qualcosa.
Il progetto d'Istituto che ho avuto il piacere di proporre quest'anno è nato dai ricordi delle lezioni della Prof.ssa Stefania Guerra Lisi, ideatrice del metodo della Globalità dei Linguaggi e dalla consapevolezza di far parte di contesti plurali, di conseguenza dalla necessità di creare ambienti di apprendimento, appositamente strutturati, in grado di promuovere il processo di inclusione attraverso attività che consentano l'utilizzo di una pluralità di linguaggi alternativi, oltre alla lingua parlata, e di sperimentare possibilità espressive differenziate al fine di raggiungere una capacità comunicativa più efficace per ogni alunno.
Partendo dal presupposto che i bambini debbano essere co-protagonisti del processo educativo, al fine di attribuire un senso alle attività proposte e promuovere una disponibilità a partecipare con motivazione a questa avventura, il progetto è stato pensato come un laboratorio annuale in cui le molteplici possibilità comunicative ed espressive sono state poste in relazione tra loro.
La convinzione è che la valorizzazione dei talenti di ciascuno, la scoperta e la consapevolezza di diversi moduli espressivi possano ripercuotersi positivamente sulle modalità di comprensione e di apprendimento, facendo leva sulla componente creativa, emotivo-affettiva, relazionale, sulla cooperazione e sulla significatività delle esperienze proposte, condizioni base per un apprendimento volto al raggiungimento di competenze.
Infatti "il vantaggio della prospettiva multi-rappresentazionale è che ogni rappresentazione può costringere a meglio comprendere le altre, obbligando gli studenti a ragionare ed a interpretare il fenomeno indagato anche con quelle con cui hanno minore familiarità" (Ainsworth,1999).
Le attività laboratoriali hanno avuto una cadenza settimanale e si sono svolte durante tutto l'arco dell'anno per classi aperte o parallele, in base alle esigenze del momento. Attraverso la coesione dei vari soggetti coinvolti, superando il concetto di classe, rigidamente inteso, e
Acquarello con titolo e breve descrizione
Acquarello con titolo e breve descrizione
oltrepassando la frammentazione disciplinare l'intento è stato quello di offrire ai nostri alunni degli stimoli finalizzati a muoversi agevolmente tra conoscenze e competenze collegate tra loro.
Il risultato è stato sorprendente: i giovanissimi allievi (nel mio caso si tratta di bambini di seconda della scuola primaria) non hanno avuto alcuna difficoltà a passare da un linguaggio all'altro in modo creativo ed originale dimostrando ancora una volta come il bambino sia un essere interdisciplinare privo delle divisioni intellettuali della conoscenza tipiche della mente adulta.
Come si potrà immaginare, questa continua ricerca di collegamenti ha avuto effetti positivi anche sul linguaggio parlato: i bambini hanno iniziato ad utilizzare un vocabolario molto più variegato ed articolato, ricco di sfumature, di metafore e di paradossi in quanto legato alle emozioni ed agli stati d'animo che un disegno, un'opera d'arte, un racconto, un brano musicale, un movimento suscitavano in loro.
Ciascun allievo ha messo alla prova le proprie capacità di riflessione e logiche cercando di decifrare le diverse forme del reale e dell'irreale. I bambini non sono mai stati indirizzati verso risposte precostituite e aprioristiche; spesso rimanevano sbalorditi di quello che via via andava prendendo forma sul foglio da disegno o nel creare una poesia in rima o seguendo la tecnica degli haiku.
Si sono divertiti a spostare sempre oltre l'asticella delle loro possibilità, senza rendersene conto, ciascuno secondo tempi e modi personali.
La mostra di fine anno ha visto la premiazione delle poesie selezionate da varie commissioni di genitori e l'esposizione delle "opere pittoriche" realizzate dai bambini, sperimentando forme,
Un haiku
Un haiku
colori primari, secondari e complementari. Usando acquerelli, pastelli, colori a cera, collage assemblati con fogli da loro colorati, gli alunni hanno compreso come un messaggio iconico, un semplice contrasto di colori possano catturare l'attenzione più efficacemente di un discorso e che in sintesi non è possibile non comunicare.
Come atto conclusivo di ogni attività, i bambini sono stati chiamati a completare una semplice autobiografia cognitiva: le riflessioni sul lavoro svolto sono state per noi insegnanti un importante feedback sul processo di apprendimento.
A questo percorso espressivo-grafico-motorio- musicale è stato affiancato un laboratorio teatrale, realizzato sempre da noi insegnanti, in cui gli allievi si sono cimentati nella realizzazione di un copione teatrale e nella successiva drammatizzazione.
La scelta è caduta sulle "Metamorfosi" di Ovidio raccontante da Laura Russo e Irene Scarpati.
Perché le "Metamorfosi"?
Accanto al testo scritto, abbiamo potuto contare su un'infinità di sculture e dipinti che immortalavano i vari miti oltre alla metafora della trasformazione e della rinascita che riguarda ognuno di noi.

"La globalità è immagine sferica, che permette di unificare i vari punti da prendere in considerazione per una relazione costante con un nucleo psichico centrale, che è la sinestesia: la capacità innata e involontaria di associare contemporaneamente le immagini di tutti i sensi e quindi di tutti i linguaggi espressivi ad essi connessi, nella stimolazione anche di uno solo."
Pensiero di Stefania Guerra Lisi, ideatrice del metodo della Globalità dei Linguaggi, tratto da un articolo su "DArteMA"


Roberta Parisi, docente dell' IC di Riano (RI)
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