Torna nella homepage
 
n. 84 giugno 2018
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:22 Novembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'La Scuola è salva, i Docenti m... >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage

Ricerca avanzata >>>
La Scuola è salva, i Docenti meno
Le contrapposizioni della e nella scuola
di Rosci Manuela - Editoriali
E' fatta, l'anno scolastico si è concluso (non è proprio vero) e l'attività con gli alunni è sospesa per la pausa estiva. Meritato riposo per tutti, oserei dire, eppure questo è il momento giusto per tirare le somme su quanto realizzato e improntare una prima bozza di pianificazione per l'anno che verrà. Sento già i rimproveri di quanti, nella scuola, correttamente parlano di esaurimento di energie, della necessità di interrompere un lavoro che certamente affatica. Eppure affascina. Eppure è rigenerante. Eppure mette alla prova, ti sfida continuamente. Tra le tante, c'è la sfida tra il conservare e il rinnovare, conservare tutto quello che potrebbe servire in futuro (i cartelloni, il materiale già prodotto, le prove di verifica, le letture, oggetti di scena ...) oppure optare per un rinnovamento continuo, secondo il principio che ciò che hai già fatto, sperimentato, non si può, non si vuole riutilizzare, se non sottoponendo l'esperienza ad una rivisitazione.

Non è questa l'unica contrapposizione, anzi la scuola sembra un concentrato:

-oltre al conservare/rinnovare, anche la soluzione insegnante unico/team di docenti ha caratterizzato riforme della scuola non indifferenti, offrendo non sempre riflessioni pedagogiche che sostanziassero la scelta (nello specifico, quella del docente unico);

-docente curricolare/docente di sostegno: generata non per il ruolo da svolgere (lo stesso ruolo docente) quanto per l'attribuzione di responsabilità che ancora oggi, in diversi contesti, assegna solo ai secondi la "cura" degli alunni che presentano difficoltà;

-formazione umanistica/formazione scientifica: dubbio amletico della scuola italiana che ciclicamente pone in rilievo ora l'una, ora l'altra faccia della crescita culturale dell'individuo;

-ultima (anche se ormai potremmo considerarla già "antica") è la contrapposizione tra cartaceo e digitale, tra tradizione e innovazione, tra nativi digitali e immigrati digitali, con le implicazioni conseguenti per il mondo della scuola.

La più recente contrapposizione vede i difensori della conoscenza dar battaglia a quanti vorrebbero portare nelle scuole quell'idea "folle" di promuovere maggiormente le competenze per la vita, quelle che servono all'individuo soprattutto dopo la scuola ma che proprio nella scuola trovano le possibili sollecitazioni. Se sei per le competenze stai tradendo la formazione culturale dell'individuo basata sulle conoscenze, da sempre baluardo della scuola italiana. Ma chi lo dice? Forse coloro che vivono di contrapposizioni, di poli opposti, di antagonismi, di luce e buio, della disgiunzione "o...o" (sarebbe meglio utilizzare la congiunzione "e" per unire i due elementi -conoscenze e competenze- strettamente correlati).

La più bella visione di contrapposizione, tuttavia, ho avuto modo di saggiarla nella sala d'attesa di uno studio medico, in una di quelle mattine in cui il medico curante non dà appuntamenti e tu, diligentemente, ti siedi se possibile e aspetti per ore il tuo turno, rispondendo all'ultimo paziente che entra e che per forza deve chiedere "Chi è l'ultimo?". Come per tutte le attese, si avvicina il momento in cui tocca a te e (come negli ultimi giorni di scuola) la soglia di sopportazione dell'evento (entrare dal dottore/terminare la scuola) si abbassa. Assapori il risultato dell'attesa, ti complimenti per aver retto oltre l'inverosimile, di aver ascoltato involontariamente tutte le telefonate gridate dalla signora accanto a te che non sembra avere problemi di privacy (ma nemmeno di rispetto per gli altri!), quando accade però l'irreparabile: la signora che sta due posizioni prima di te entra portando con sé l'amica arrivata molto dopo di te e, per correttezza, dovrebbe entrare dopo: "No, ma lei esce dall'altra parte, non si ferma". Nella sala d'attesa si percepisce l'incredulità di tutti e, man mano che il tempo passa, il clima si fa sempre più caldo e la tensione sale favorendo una concitata conversazione da salotto, in cui tutti intervengono e dicono la loro. "Questa è maleducazione, è mancanza di rispetto degli altri", "Dove siamo andati a finire!". In questi casi, non so come, si va a finire sempre sulla scuola. Il dibattito si fa curioso, per questo mi limito a registrare i pareri e non dico al momento di essere persona di scuola. Ascolto. "La scuola non è più quella di una volta, non si boccia più", "Certo, ora i genitori vanno a scuola e dicono ai docenti cosa devono fare, ci vuole l'approvazione di genitori per bocciare, oggi!". Vi risparmio gli altri contenuti perché sono certa che anche voi abbiate assistito più volte a queste scene.

La questione che volevo porre alla vostra attenzione riguarda la contrapposizione che ad un certo punto è venuta fuori, condivisa ampiamente da tutti i partecipanti (soprattutto mamme con figli di diversa età scolare, nonne e zie): la Scuola è un'istituzione importante, la più importante, lo Stato deve investire sulla scuola, i giovani sono il nostro futuro ... ma i docenti non sono più quelli di una volta, hanno perso potere, sono meno preparati, non si assumono responsabilità ...

A quel punto l'intervento in difesa della classe docente era doveroso e mentre mi accingevo all'arringa si apre la porta: è il mio turno. Perdonate, dopo quasi tre ore di attesa non potevo rinunciare, sono entrata dalla dottoressa. Non ho salvato la mia, la nostra categoria, da questa contrapposizione. Ha vinto la Scuola, da sempre fondamentale; i Docenti sono "da rivedere".

Riflessione a posteriori: siamo certi che tutta la categoria vada salvata? Sento a volte degli interventi che fanno rizzare i capelli, rabbrividire e in alcuni casi vergognare. Nascondersi dietro le contrapposizioni alimenta la convinzione che nella scuola bisogna schierarsi, o da una parte o dall'altra. Il senso di condivisione, di partecipazione, di co-costruzione, sembra materia per una élite ristretta di docenti che viene considerata strana, oppure si vuole mettere in mostra. Sorte peggiore capita quando incontri coloro che si fanno paladini di una didattica "innovativa" (per competenze e condivisione e collaborazione) e interpretano il nuovo pensando che in fin dei conti è il vecchio - già fatto da sempre- definito in modo diverso.

Rischio di ricadere nell'ennesima contrapposizione della e nella Scuola che, tutto considerato, mantiene il suo fascino e la sua importanza, e se l'opinione pubblica la considera un bene di tutti da salvare e tutelare, tutto ciò è fondamentale. Rendere noi Docenti più credibili è invece una sfida sempre aperta.

Chissà se il nuovo Ministro dell'Istruzione Marco Bussetti troverà la soluzione per mettere fine alle contrapposizioni della scuola. In una recente intervista si è espresso riguardo ai compiti: è d'accordo ad assegnarne di meno - <<se fossi un docente di scuola primaria o secondaria, non esagererei con milioni di esercizi noiosi e pesanti>> - ma non a eliminarli: <<Io sono perché si facciano un po' di compiti, con intelligenza. Invece di stare tutta l'estate seduti sulla sdraio a leggere i fumetti o a giocare col cellulare, meglio essere stimolati da buone letture o attività che tengano acceso, vigile, attento, impegnato il cervello>> (Il Post).

Attendiamo nuove dichiarazioni che siano illuminanti per il nostro operato.
Nel frattempo buona conclusione dei lavori (documenti finali o esami di stato) e un meritato riposo a tutti noi, come suggeritomi da un genitore: "Riposatevi, ora è il nostro turno ma a settembre tornate cariche perché saranno tutti vostri!".

Buone vacanze e meritato riposo (nessuna contrapposizione, vanno d'accordo!).


Manuela Rosci
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional