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n. 84 giugno 2018
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Prove Invalsi e Didattica per competenze
Una sinergia possibile e auspicabile
di Ventre Angela - Orizzonte scuola

Siamo alla fine dell'anno scolastico ed è tempo di bilanci, riflessioni e valutazioni che non riguardano solo il nostro operato, quello dei nostri alunni, ma il mondo della scuola in genere. Ognuno di noi è alle prese con interrogazioni, verifiche di fine anno, prove d'Istituto e perché no, le tanto temute e avversate Prove Invalsi, somministrate di recente in alcune classi delle scuole primarie, medie e superiori e che ogni anno suscitano polemiche di diverso tipo.
Contro le prove Invalsi, il loro significato, il loro scopo, si scatenano gruppi di insegnanti, di genitori, di dirigenti scolastici che forse hanno paura di vedere valutato, tramite questi test, il proprio modo di fare didattica, i propri figli, la propria scuola.
La finalità di queste prove è certamente quella di valutare, ma non è una valutazione sugli alunni, quindi formativa e sommativa, di competenza degli insegnanti, bensì di sistema.
I dati da esse forniti, privi di soggettività, servono, al Ministero della Pubblica Istruzione e a chi di competenza, per valutare, su scala nazionale, il livello di preparazione degli studenti italiani, ciò allo scopo di individuare opportuni interventi migliorativi che permettano al sistema d' Istruzione Italiano di essere al pari con i sistemi europei e con lo sviluppo, nelle nostre scuole, di una didattica per competenze reale, che non trasmetta più semplicemente nozioni, dati, formule e definizioni da imparare a memoria, ma insegni a tutti gli studenti ad imparare in modo significativo, autonomo e responsabile, ad essere curiosi di sperimentare, fare ipotesi e collaborare.
Se ogni docente si liberasse della moltitudine di preconcetti negativi che circondano le prove Invalsi, individuerebbe in esse un valido strumento con il quale aiutare i propri alunni a sviluppare quelle competenze chiave, definite dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell'Unione Europea, utili per formare i futuri cittadini del mondo: la capacità di esprimere, attraverso un registro linguistico adeguato, e di interpretare pensieri, sentimenti, idee, di saper usare il pensiero logico e il problem solving nelle situazioni di vita quotidiana; la capacità di cooperare e collaborare, di discutere con responsabilità confrontando diverse opinioni, di riflettere sul proprio operato, di valutare le proprie azioni e assumersi responsabilità.
Le prove invalsi, i cui standard sono definiti considerando gli obiettivi generali, di apprendimento e i traguardi di sviluppo delle competenze per ciascuna disciplina esplicitati nelle Indicazioni Nazionali, focalizzano la loro attenzione su alcune competenze base che la scuola deve sviluppare come quelle linguistiche (lessicale, grammaticale, testuale) e quelle matematiche.
"Le prime sono in ogni settore di studio. Le seconde sviluppano la capacità di mettere in stretto rapporto il pensare e il fare, offrendo strumenti adatti per percepire, interpretare, collegare tra loro fenomeni e affrontare problemi di vita quotidiana, contribuendo a sviluppare la capacità di comunicare, discutere, argomentare in modo corretto, di comprendere i punti di vista dell'altro"(Indicazioni Nazionali, 2012). Sono entrambe competenze che, unite a quelle metacognitive, consentono il successo formativo e la riuscita nel mondo professionale.
Esse, così come pensate e strutturate, inducono non solo lo studente a mettere in campo attività cognitive complesse come il comprendere, il ricordare, il ragionare, il risolvere problemi (Boscolo, 1986) ma spingono la scuola a una riflessione metacognitiva dell'apprendimento che non può più basarsi su un insegnamento unicamente nozionistico; i dati pubblicati ogni anno dall'Invalsi consentono ai docenti di riflettere sui livelli di competenza raggiunti dai propri alunni, individuando i punti di forza o di maggiore difficoltà, di valutare l'efficacia del proprio insegnamento, al fine di elaborare strategie didattiche per la prosecuzione del proprio.
Un ulteriore connubio tra le prove Invalsi e la didattica per competenze è rappresentato dal nuovo esame di Stato della scuola superiore e dal suo svolgimento; infatti, il D. Lgs. n.62 del 2017 ha introdotto delle novità per quanto riguarda la prova scritta. Questa potrà essere strutturata, in base a quanto previsto dall'articolo 17 comma 3, in più parti che serviranno a certificare le competenze acquisite dall'alunno, in particolare la comprensione degli aspetti linguistici, espressivi e logico - argomentativi, la sua capacità di riflessione critica. Come è possibile notare, le indicazioni contenute nel suddetto Decreto rimandano alle modalità di verifica utilizzate dalle Prove Invalsi.

Prove Invalsi e didattica delle competenze non sono quindi due mondi a sé stanti, ma in essi è possibile trovare molti punti di contatto e di scambio utili al raggiungimento di un unico grande obiettivo comune: il successo formativo di ogni singolo alunno e la sua autorealizzazione.


Angela Ventre, docente di sostegno, I.C. "Alfieri-Lante della Rovere", Roma
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