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n. 84 giugno 2018
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Oggi è il giorno:23 Settembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Un seme... per le competenze'  >>>
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Un seme... per le competenze
Un orto didattico per coltivare anche se stessi
di Proietti Michela - Didattica Laboratoriale
"E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
(da "Il Piccolo Principe" di Antoine de Saint Exupery)

Saint Exupery lo ripete spesso nel suo famoso capolavoro: bisogna dedicare tempo a qualcosa di cui si ha la totale responsabilità, prendersene cura rende quella cosa veramente tua e chi lo fa diventa creatore di vita.
In queste frase è raccolto tutto il succo del lavoro che abbiamo intrapreso a scuola in questi mesi, realizzando un orto didattico, interamente gestito dai bambini con entusiasmo e con ottimi risultati, in un'ottica di sviluppo delle competenze.

La scelta di intraprendere questa esperienza progettuale e multidisciplinare si è fondata proprio sulla convinzione di far sperimentare ai bambini delle attività manuali, che hanno richiesto un impegno costante e capacità organizzative ed esecutive prolungate nel tempo, che hanno messo a frutto anche conoscenze scientifiche e lo sviluppo del pensiero logico interdipendente. Le varie attività realizzate, infatti, hanno previsto il coinvolgimento di tutte le dimensioni dell'apprendimento, proprio per sollecitare un'esperienza concreta e pratica, di movimento, che ha posto i bambini sul medesimo livello di abilità.
Lo stesso Piaget sosteneva che "un ambiente di apprendimento fertile e multisensoriale -con le forme e le superfici, i colori, gli odori, i gusti e i suoni del mondo reale- è fondamentale per il pieno sviluppo cognitivo ed emotivo del bambino." E da qui è nata la nostra idea di progettare una Unità d'apprendimento dedicata al valore della coltivazione, un modo efficace per insegnare ai bambini l'educazione ambientale e alimentare. Insegnare loro a coltivare ortaggi ed erbe aromatiche, realizzare ricette con i prodotti dell'orto, indagare le abitudini alimentari, realizzare opere d'arte con i semi, drammatizzare i vari protagonisti dell'orto e portarli "in scena" ha consentito non solo di educarli alla tutela dell'ambiente, al rispetto della natura, ad un'alimentazione sana e genuina, ma anche di insegnare loro conoscenze scolastiche "classiche" afferenti alle diverse materie: scienze, matematica, geografia, storia, arte, seguendo un approccio insolito e coinvolgente, all'aperto e a diretto contatto con la terra.

E' stata un'importante occasione di crescita in cui gli alunni hanno condiviso gesti, scelte e nozioni, oltre che metodo. Hanno avuto la possibilità di esplorare risorse, di esprimere le loro potenzialità, le loro competenze e le loro curiosità; l'esperienza ha fornito a noi educatori gli strumenti per progettare, condurre e documentare un percorso educativo tematico condiviso, dando senso all'agire comune, permettendo a tutti i soggetti coinvolti di valorizzare il fare di ciascuno, di condividere e vivere momenti di relazione.
In fondo coltivare è il gesto più antico dell'uomo, forse quello che più di tutti ha dato vita alle civiltà e farlo a scuola vuol dire coltivare prima di tutto se stessi. Un orto didattico in un ambiente scolastico rappresenta essenzialmente un'occasione di crescita per gli alunni, oltre ad un proliferare dei saperi.

La pedagogia del fare mette in atto un apprendimento esperienziale che le generazioni più giovani non sempre hanno modo di sperimentare: "imparare facendo", sviluppare la manualità e il rapporto reale e pratico con gli elementi naturali e ambientali, "prendersi cura di", imparare ad aspettare, cogliere il concetto di diversità, lavorare in gruppo.
Organizzare un orto a scuola, recuperando spazi inutilizzati o creandone ad hoc, ha rappresentato una possibilità di educazione potente e multiforme capace di connettere i bambini in un progetto comune, nel rispetto delle regole, nel lavorare insieme e in sintonia, abilità fondamentali per accrescere e incrementare lo sviluppo delle competenze sociali, per ricomporre un contatto con una dimensione più sana e naturale, visto che l'infanzia, oggi, è spesso "provata" dallo sviluppo delle tecnologie (telefonini, play station, videogiochi, computer, ecc ...). E in questi tempi di forti cambiamenti climatici, inquinamenti, crisi energetica, crisi morale è fondamentale imparare di nuovo l' "ABC" del rapporto con la Natura, con se stessi e con gli altri.
I ragazzi vivono la coltivazione dell'orto come un gioco, ma nel frattempo sviluppano competenze trasversali molto importanti come il senso di responsabilità, il lavoro di gruppo e la collaborazione.
La scuola tra i suoi compiti ha proprio quello di fornire le basi della formazione del futuro cittadino e di comunità sostenibili e questo è possibile solo attraverso la promozione del benessere, della cultura e della socializzazione.
E allora perché non "giocare" a fare i contadini?


Michela Proietti, docente dell' I.C. "Fara Sabina" (Ri)
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