Torna nella homepage
 
n. 89 gennaio 2019
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:23 Febbraio 2019 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Dai banchi di scuola al banco ... >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage

Ricerca avanzata >>>
Dai banchi di scuola al banco del TG
Racconto di un'esperienza scolastica e di vita personale e professionale
di Pellegrino Marco - L'intervista
Francesca Romana Elisei, giornalista del TG2
Francesca Romana Elisei, giornalista del TG2
In occasione della 28esima mostra convegno nazionale "Job&Orienta" 2018, tenutasi alla fiera di Verona dal 29 novembre al 1 dicembre, ho incontrato e conosciuto Francesca Romana Elisei, giornalista del TG2, relatrice all'interno di un evento specifico incentrato sulla riconoscibilità e la valorizzazione delle competenze nel mondo del lavoro, in cui hanno espresso la loro tesi e riportato le loro esperienze altri professionisti ed esperti, che mirano a far dialogare istruzione, formazione continua e professione.
Ho posto a lei delle domande, frutto della mia curiosità e del mio impegno nella formazione di educatori e docenti dei vari ordini, riguardanti il rapporto che ha avuto con la Scuola, da studentessa, con l'intento di trarre elementi di riflessione e consigli, visti i risultati brillanti che ha raggiunto nel giornalismo televisivo, nonostante la sua giovane età.

Quando frequentava la scuola, le sue passioni sono state considerate e valorizzate?
Al termine della scuola media avevo già le idee abbastanza chiare; alle superiori ho scelto l'area umanistica data la mia passione per la scrittura; ero interessata alle letterature e alle lingue straniere; mi sono iscritta ad un corso sperimentale, in cui al posto del Greco c'era un'altra lingua straniera e ciò mi ha consentito di studiare una lingua classica, il latino, e due lingue moderne, che poi mi sono ritornate utili per la professione che svolgo attualmente. I docenti del corso, fautori di questo percorso sperimentale, si sono mostrati sin da subito responsabili per il cammino intrapreso, e attenti a fare in modo che questo progetto potesse decollare e dare i suoi frutti; noi studenti eravamo, di conseguenza, investiti di una fetta di responsabilità, dovevamo dare il meglio per essere poi prova tangibile del successo dell'esperimento didattico. Questa situazione di sfida mi ha permesso di crescere, di sentirmi importante, mi ha trasmesso la voglia di provare, di mettermi in discussione; oltre ai contenuti, gli insegnanti mi hanno lasciato in eredità la spinta a conoscere altre realtà, dato che il percorso scolastico prevedeva viaggi all'estero, in cui si doveva vivere appieno il posto, con le famiglie originarie, entrando nelle loro abitudini, insomma mettendo in campo competenze. Posso affermare, a distanza di tempo, che lo studente dovrebbe stare con un piede dentro e uno fuori dalla scuola, per raggiungere una completezza negli apprendimenti e nelle competenze spendibili nella vita.

Quali esperienze avrebbe voluto fare a scuola?
Avrei voluto partecipare ad esperienze simili all'attuale Erasmus, vivendo un periodo importante all'estero per cimentarmi in attività lavorative attinenti al percorso di studi, proprio in virtù del fatto che riconosco a questi progetti un valore formativo altissimo.

La Scuola le ha fornito competenze utili per la professione che svolge?
Non possono non riconoscere l'importanza delle lingue straniere per la professione di giornalista, in quanto mi hanno consentito, sin dall'esordio, e mi consentono tuttora di comunicare in contesti diversi e quindi di cogliere le informazioni e le notizie, laddove si verificano i fatti. Le lingue aprono le porte e la mente. Inoltre la scuola mi ha fatto sviluppare l'attenzione e la cura per i fatti che accadono intorno a noi, utili a sentirci partecipi, attivi, inseriti in un contesto globalizzato nel senso positivo del termine, in cui si è cittadini del mondo, appartenenti ad una stessa grande comunità; nella mia testa non ci sono confini, e in questa fase storica è auspicabile che sia così per tutti.

Quali aspetti dovrebbe essere valutati di più dai docenti durante l'esperienza scolastica?
Seguire un programma di studi è importante ma non può essere l'unico tracciato, perché la strada è frequentata da individui tutti diversi e spesso è fondamentale cercare strade nuove, alternative, né meno né più importanti, semplicemente diverse e creare le condizioni affinché ogni studente possa mantenere un piede dentro e uno fuori, come dicevo prima.

Quale consiglio si sente di dare agli studenti di oggi?
Bisogna mettersi sempre alla prova, anche quando ci si sente sicuri, fare dei salti nel buio, entrare nelle sfide, viverle pienamente a livello sensoriale e cogliere ciò che di buono c'è. Inoltre dico ai giovani di stare insieme, vivere fisicamente le esperienze comuni, scambiandosi le idee, per conoscere e conoscersi meglio attraverso gli altri: la logica della squadra è sempre vincente. Le tecnologie completano ma non possono sostituire la conoscenza diretta e plurale, perché l'individualismo rischia di far precipitare nella solitudine il singolo e di annientarlo, nel peggiore dei casi.

Un sentito grazie a Francesca Romana che ha dedicato un po' di tempo a "La Scuola Possibile", con la speranza di incontrarla di nuovo e la certezza di vederla al TG2 delle 13, luogo di lavoro e di passione.


Marco Pellegrino
Docente di sostegno presso l' IC "Maria Montessori" di Roma e formatore nella didattica inclusiva e per competenze
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional