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n. 89 gennaio 2019
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Oggi è il giorno:19 Aprile 2019 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Ed ora...verifichiamo e valutiamo
La funzione delle prove d'Istituto all'interno del processo di valutazione
di Ventre Angela - Inclusione Scolastica
Il processo valutativo rappresenta un'opportunità di miglioramento continuo della qualità dell'offerta formativa e didattica di ogni istituzione scolastica poiché consente di monitorare e verificare le attività dei docenti e degli studenti in rapporto agli obiettivi fissati in fase di progettazione.
Il monitoraggio e la verifica degli obiettivi di apprendimento, progettati e attuati, sono affidati alle singole prove di disciplina, scritte e orali, ma anche a quelle standardizzate: parallele d'Istituto (in ingresso, intermedie e finali) e nazionali (Invalsi). Tutte concorrono in eguale misura a stabilire il livello di sviluppo degli apprendimenti raggiunto dagli alunni, gli esiti del processo di insegnamento - apprendimento, il miglioramento del sistema educativo nel suo complesso.
Essendo un'insegnante di scuola secondaria di primo grado, intendo focalizzare l'attenzione sulle prove d'Istituto che rientrano in una valutazione di tipo interno (anche di autovalutazione) e consentono il controllo e la ridefinizione dei curricoli d'Istituto.
La somministrazione e la valutazione delle suddette prove, nell'Istituto in cui lavoro, sono azioni integranti del piano di miglioramento e sono stabilite all'inizio di ogni anno scolastico da tutti i docenti della stessa disciplina all'interno dei Consigli di Dipartimento, con la partecipazione e collaborazione degli insegnanti di sostegno. È concordata anche una griglia di correzione e valutazione comune in modo tale da verificare il livello raggiunto dalle diverse classi e da ogni singolo alunno rispetto alla classe di appartenenza. Nel momento in cui ci si appresta a costruire la prova ci poniamo una domanda fondamentale: che cosa vogliamo valutare?
A seconda delle finalità che ci prefiggiamo, che siano obiettivi di apprendimento o abilità, le prove sono costruite in maniera differente. Si utilizzano quesiti strutturati (oggettivi), in cui viene chiesto all'alunno di scegliere tra le possibili risposte quella che ritiene giusta, e semi - strutturati in cui lo studente ha la possibilità di formulare la risposta mettendo in campo le sue conoscenze e abilità, consentendoci di capire anche le sue capacità di comprensione o di collegamento tra conoscenze.
Nella scelta dei quesiti che sottoponiamo agli alunni, teniamo conto del tempo didattico e di quello di svolgimento. Il primo riguarda i periodi di somministrazione delle prove d'Istituto (di norma la prima settimana di ottobre per quelle d'ingresso, a metà dicembre per quelle intermedie e a maggio per le finali). Le classi terze sono impegnate, nel mese di aprile, anche in quelle INVALSI. Il secondo si riferisce al tempo di durata delle prove. Di solito si decide che per la prova si hanno a disposizione cinquanta minuti, cioè un'ora scolastica; se il tempo a disposizione è inferiore vengono ridotti gli obiettivi oppure il numero dei quesiti valutativi.
La scelta dei quesiti, la modalità e la tempistica di somministrazione delle prove non possono prescindere dalla considerazione di un altro fattore, la presenza nelle classi di alunni in difficoltà: con DSA, BES o con disabilità certificata. Per loro sono previste prove adattate (semplificate e/o modificate nei contenuti o nell'impostazione grafica).
L'utilizzo di queste prove, comprensiva della restituzione dei risultati all'interno dei singoli Dipartimenti, dei consigli di Classe con i rappresentanti dei genitori, degli Organi Collegiali e anche agli alunni, ha permesso di:
-conoscere i livelli di apprendimento raggiunti da ogni singolo alunno;
-attuare interventi formativi di miglioramento in quelle aree che sono risultate essere più lacunose, realizzando progetti che prevedono attività sistematiche di recupero e consolidamento attraverso l'utilizzo di metodologie didattiche tradizionali e innovative, come pratiche laboratoriali e/o cooperative.

Ritengo che sia possibile ampliare il loro valore formativo. Gli Istituti che le adottano potrebbero:
-dotarsi di un database di prove "inclusive" dove poter raccogliere e prendere, all'occorrenza e secondo la tipologia di disabilità o difficoltà, le verifiche più idonee alla valutazione delle loro capacità.
-aggiungere alle classiche prove d'Istituto, previste per l'italiano, la matematica e la lingua inglese, quelle di Storia e geografia al fine di valutare e successivamente certificare le abilità sociali e civiche raggiunte. Tali prove potrebbero contenere esercizi più semplici come risposte vero/falso, a scelta multipla, ed esercizi più complessi con domande aperte, per la ricostruzione di un testo suddiviso in diverse frasi, per l'individuazione di nessi logici, o a completamento di cartine geo storiche.
Ciò che dobbiamo fare, come docenti, educatori, formatori, è ampliare il nostro orizzonte e vedere nelle prove d'Istituto uno strumento in grado di produrre un miglioramento nella didattica, nelle modalità di lavoro collegiale, nella qualità dei processi di insegnamento - apprendimento attuati da ogni istituzione scolastica.


Angela Ventre
Docente di sostegno I.C. "Alfieri - Lante della Rovere" di Roma e tutor nei percorsi formativi Sysform
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