Torna nella homepage
 
n. 89 gennaio 2019
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:15 Dicembre 2019 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Prendiamone atto'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage

Ricerca avanzata >>>
Prendiamone atto
Lettura dell'Atto di indirizzo del MIUR per il 2019
di Pellegrino Marco - Orizzonte scuola
Negli ultimi giorni di dicembre, dell'anno ormai che ci siamo lasciati alle spalle, il Ministro della Pubblica Istruzione Bussetti ha firmato l' Atto di Indirizzo, contenenti le priorità per il 2019, a cui è seguita l'approvazione della manovra finanziaria, proprio negli ultimi giorni del 2018.
Per scaricare il documento clicca qui

Sono 11 le priorità del Ministero spaziano dall'edilizia al contrasto alla dispersione scolastica, dall'alternanza scuola-lavoro al sistema di valutazione, ecc.

Ho scelto solo alcuni punti per riflettere con i lettori su contenuti che riguardano da vicino chi opera nella scuola.
L'Alternanza scuola-lavoro permane come metodologia negli Istituti di Istruzione Superiore ma con monte-ore ridimensionati, proprio in virtù del fatto che la quantità ha, in passato, generato una qualità discutibile dell'esperienza. In effetti, è importante specificarne il valore per differenziarla da altro.
L'Alternanza è una metodologia didattica per competenze, dunque un'occasione di apprendimento al di fuori delle aule, per mettere in campo le conoscenze e le abilità acquisite a scuola in un contesto reale e agito, in cui si sviluppano anche competenze trasversali e si valutano gli atteggiamenti che la Nuova Raccomandazione europea del maggio 2018 (vedi documento di approfondimento tra i file allegati - colonna laterale a destra dell'articolo) ha ribadito in più punti del testo. Lo studente non dovrà imparare necessariamente un mestiere ma apprendere modalità, tecniche e strumenti che potrebbero essere utili per la vita, indipendentemente dalla scelta professionale che farà.
La didattica per competenze caratterizza dunque anche l'istruzione superiore, che spesso si sente tagliata fuori dal discorso (ricordo che la certificazione è effettuata anche al raggiungimento dell'obbligo scolastico, oltre che alla fine del primo ciclo di studi).
E' importante ribadire, inoltre, che l'Alternanza assume un significato educativo se mantiene un contatto diretto con gli apprendimenti coltivati a scuola, se i docenti colgono nella metodologia un'occasione di valutazione di aspetti del vissuto scolastico dello studente non altrimenti valutabili e se fanno dialogare i due contesti come se fossero parti di un tutto.
Oltre a definire quantità di ore e modalità di gestione dell'esperienza è importante che i decisori politici finanzino la formazione dei docenti affinché ci sia aggiornamento continuo: anche nella secondaria di secondo grado l'apprendimento è da considerarsi in modo globale e non può essere sostanziato solo dai programmi delle discipline: meglio dare senso che avere consenso.

Altro tema interessante riguarda l'attività sportiva a scuola; il Ministro ha dichiarato di essere molto sensibile alla questione del benessere fisico degli studenti, e non ha torto, per cui ha previsto una serie di novità, tra cui quella che istituisce la figura di docente specializzato nella scuola primaria. Da anni, entrando nelle palestre, da docente (di sostegno), mi sono sempre chiesto: ma perché l'attività motoria deve essere vista come disciplina di serie B, se non di categoria inferiore, spesso sacrificata, ridotta a momento di puro sfogo e svago? La formazione dei docenti della primaria contempla anche questo tipo di pratica educativa, ma non può essere sufficiente ad assicurare un'istruzione consapevole e completa. Negli ultimi anni, grazie a progetti nazionali, il MIUR ha consentito, sopratutto alle classi più alte, di usufruire di percorsi tenuti da personale esperto, ma non poteva bastare; la scelta dunque di preferire un docente specializzato è sicuramente opportuna: la mia speranza è che questa differenziazione non si traduca in un ulteriore allontanamento della disciplina dall'intero processo educativo, per cui si rischierebbe un processo di "secondarizzazione", se l'attività motoria diventasse momento a sé, avulso dalle altre attività di apprendimento, contravvenendo a quello che è nella mente dell'attuale Ministro: mens sana in corpore sano.

L'ultimo punto sui cui vorrei riflettere è quello della valorizzazione del sistema di valutazione nazionale. Probabilmente, per chi vive nella scuola quotidianamente, questo è l'aspetto che più suscita critiche e perplessità, se non rabbia, in alcuni casi. Ogni anno, i singoli Istituti producono o aggiornano una quantità ingente di documenti (PTOF, PAI, RAV, PdM) e sono sottoposti a momenti di valutazione interna ed esterna (NIV, NEV), del sistema organizzativo e degli apprendimenti degli alunni (INVALSI): ma come vengono trattati questi dati? Che ritorna ha il singolo Istituto da tutto questo lavoro prodotto e profuso da docenti peraltro scarsamente incentivati? In poche parole: a cosa serve?
Quello che emerge è lo scollamento tra atti scritti e pratiche, tra valutazioni e azioni di miglioramento, tra ciò che il singolo Istituto attua e richiede e ciò che le Istituzioni dovrebbero mettere in campo per rispettare le reali esigenze emerse.

Faccio esempi concreti:

-Se nel PAI (Piano annuale d'Inclusione) si registra una percentuale alta di alunni con disabilità e con altri BES perché all'inizio dell'anno scolastico, in alcuni Istituti, si è sotto organico?
-Se nel PTOF si dichiara la presenza di plessi ad alta densità di alunni stranieri, perché la figura del mediatore culturale e linguistico è ancora una chimera?
-Se nel RAV si ravvisa l'insufficienza di strumentazioni tecnologiche per ottemperare alle pratiche professionali di base (firmare il registro elettronico), perché alcune scuole rimangono carenti per anni, salvo i casi in cui si provveda a partecipare a bandi per racimolare qualche PC o tablet (con ulteriore aggravio di lavoro per i docenti compilatori)?

Non ci resta che rimanere in guardia, in attesa di eventuali risposte concrete, e sperare, che non fa mai male.


Marco Pellegrino
Docente di sostegno presso l' IC "Maria Montessori" di Roma e formatore nella didattica inclusiva e per competenze
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
Sintesi delle nuove raccomandazioni europee Sintesi delle nuove raccomandazioni europee
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional