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Bambini "poeteppisti"
La Giornata Mondiale della Poesia invade il quartiere
di Melchiorre Simonetta - Didattica Laboratoriale
"La poesia non è un banale gioco di suoni, parole e immagini: ha un potere creativo e trasformativo".
Audrey Azoulay, direttore generale
Messaggio sulla giornata mondiale della poesia
Il 21 marzo, primo giorno di primavera, è il giorno scelto dall'Unesco per celebrare la Giornata Mondiale della Poesia; fu proposta la prima volta nel 1999 per dare valore alle differenti lingue attraverso il linguaggio poetico. Questa Giornata ha lo scopo di far conoscere, promuovere, sostenere l'arte espressiva dei poeti, promuoverne la lettura e l'incontro fruttuoso e intenso di questi con le altre arti: pittoriche, musicale, teatrali ...

Il direttore generale dell'Unesco, Audrey Azoulay, nel suo discorso introduttivo a questa giornata parte dal riconoscimento del "potere straordinario delle parole che aprono orizzonti infiniti, migliorano le nostre vite, cambiano la realtà, la abbelliscono, la mostrano in una nuova luce che non è mai stata vista prima... ha un potere creativo e trasformativo".
Queste affermazioni mi trovano assolutamente d'accordo, credo fermamente nel potere trasformativo e creativo delle parole, esse sono i colori che scegliamo per tingere i nostri pensieri, per definire il nostro sguardo sulla realtà, per decidere come affrontare il mondo, per stabilire quale ruolo occupare nella nostra esistenza, per determinare la qualità dei nostri rapporti e delle nostre emozioni. A scuola, dunque, diventa essenziale pensare dei percorsi nell'arte poetica, essa non rappresenta solo una delle differenti e possibili tipologie di testo ma cura per l'anima, occasione introspettiva e comunicativa profonda.

Parole per descrivere me

Vedo l'odio alla mia sinistra

vedo l'amore alla mia destra.

Sento il cielo come una vibrazione azzurra

e dolce come un fiore morente.

Sento la terra e i suoi figli dentro di lei

sono ricercatori di verità che solo pochi la sanno usare.

Divento la parola che ti sussurra all'orecchio la coscienza.

I capelli sono fili che catturano il vento.


N. 9 anni

Questi versi scritti da una mia alunna ne sono la dimostrazione, non costituiscono però un esempio isolato, potrei inondare questo articolo di componimenti, frasi, riflessioni che testimonierebbero il fruttuoso lavoro svolto costantemente con la poesia.

"La poesia è anche quest'arte unica che ci rende consapevoli della straordinaria diversità umana: la diversità delle lingue e delle culture. È un luogo di incontro tra l'individuo e il mondo. È un'introduzione alla differenza, al dialogo e alla pace. È la testimonianza dell'universalità della condizione umana che va oltre gli innumerevoli mezzi usati per descriverla".

Con questa intensa riflessione Audrey Azoulay ci apre ad una nuova considerazione sull'arte poetica, essa ci permette non solo di dare voce al nostro mondo interiore attraverso quelle parole che escono misteriosamente da un luogo ancestrale, profondo, spesso inconsapevole, dal nostro punto vivo che desidera narrare se stesso e i suoi affanni esistenziali, la sua idea di mondo ma ci permette soprattutto di spiare lo sguardo degli altri e la loro anima, di ascoltare i loro affanni, il loro punto di vista sulla vita e questo si chiama incontro, si chiama dialogo, questa è la pace.

"Un uomo che è preso dalla rabbia può essere scuro come la notte".

Questo è un verso scritto da un mio alunno di 9 anni, io so cosa svelano queste parole e il valore terapeutico e risanante che c'è dietro. Questo bambino aveva avuto una giornata molto difficile, era appena uscito da uno scatto di rabbia che aveva distrutto un bel po' di equilibri al suo passaggio. Ne abbiamo parlato insieme senza giudizio, come occasione di riflessione e questa è stata la sua rielaborazione. Quanta consapevolezza, quanti doni possiamo trarre da cadute e dolori, una poesia al posto dei sensi di colpa a me sembra uno scambio vincente.

"Infine, poiché la poesia è un atto di creazione e condivisione, l'UNESCO invita tutti, in questa Giornata Mondiale, a creare, inventare, condividere e aprirsi ad altre lingue e ad altri modi di nominare il mondo, a rallegrarsi di tutto ciò che arricchisce la nostra diversità. Poiché coltivare l'arte e coltivare la mente è anche coltivare la pace".

In occasione di questa giornata ho organizzato un laboratorio di poesia nella mia classe; al di là della tecnica usata ciò che fa la differenza, secondo me, è il clima che riusciamo ad instaurare nelle nostre aule che deve essere libero da qualsiasi considerazione giudicante, qualsiasi correzione sostanziale. Semplicemente "qualsiasi cosa scriveranno andrà bene" e non superficialmente, come scelta tecnica, formale, superficiale dentro di noi ma deve essere realmente così, i bambini sentono l'autenticità o la finzione del nostro stare in relazione con loro e non affiderebbero mai la loro anima ad un adulto che bleffa. Se dal nostro primo incontro con loro sapremo lavorare su questa autenticità, su questa assenza di giudizio, sulla relazione significativa fatta di rispetto per le diversità, per le voci fuori dal coro, per i bambini "scomodi", per la complessità delle interazioni che "accadono" in classe allora saremo riusciti a creare le condizioni perché la poesia si riveli in tutta la sua bellezza, in tutta la sua autenticità e potenza. Emergerà dalle profondità dei bambini e nasceranno opere d'arte di una bellezza e di una ricchezza uniche.

Nessuno sa (dedicata a Karabà e a tutte le nostre ferite)

Nessuno sa che piango quando mi manca mia sorella

nessuno sa che quando sto da sola parlo con me stessa

nessuno sa che ho paura del buio

nessuno sa che gioco sempre con la mia amica immaginaria

nessuno sa che dedico canzoni

nessuno sa che in camera mia canto a squarciagola

nessuno sa che sono coraggiosa

ma dirò a tutti che ho un cuore forte.


S. 10 anni

Nel corso del laboratorio i bambini hanno scritto versi di qualità in grandi quantità, utilizzando la forma grafica che preferivano.

Nella fase finale di questo lavoro abbiamo fatto del poeteppismo, un'iniziativa già sperimentata in altre città d'Italia: siamo usciti per il quartiere e abbiamo donato le nostre poesie ai passanti, ai negozianti, li abbiamo messi nelle cassette delle lettere e sui tergicristalli delle macchine. Il poeteppismo è un movimento secondo il quale invece di sporcare i muri con scritte e disegni si tappezzano di componimenti poetici, come a dire che l'arte e la bellezza sono la nostra risposta al degrado e alla violenza.
È stata un'esperienza significativa anche dal punto di vista esistenziale, i ragazzi hanno dovuto relazionarsi con le risposte più differenti arrivando insieme alla conclusione che non tutti sono pronti a ricevere un dono inaspettato e gratuito e questa riflessione al termine dell'esperienza è servita anche per farli crescere come persone.


Simonetta Melchiorre
Docente presso l'I.C. "Maria Montessori" di Roma, Dottore in Scienze dell'Educazione, Art-counselor e formatrice per l'Associazione Sysform (ente accreditato dal MIUR)
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