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n. 92 aprile 2019
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Oggi è il giorno:25 Giugno 2019 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Il giusto...tempo!'  >>>
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Il giusto...tempo!
Educare alla lentezza e alla riflessione
di De Angelis Giovanna - Orizzonte scuola
L'attuale società digitale o informazionale ha permesso, grazie al massifico e generalizzato utilizzo delle tecnologie, una progressiva ed inarrestabile trasformazione delle nostre abitudini. I media, infatti, grazie ad una maggiore portabilità e connettività e ad una miniaturizzazione degli apparecchi, proporzionale ad una loro massima potenza di calcolo, sono entrati a pieno titolo dentro le nostre vite, ossia sono on life.
La società digitale spinge ad auto-infliggerci orari di lavoro sempre più lunghi - ci portiamo il lavoro ovunque e ci alieniamo dal contesto, maturando sensi di colpa perché perennemente in ritardo sulle consegne - genera una sovrabbondanza di informazioni, alcune delle quali false o addirittura non-informazioni e ci impone ritmi veloci e sempre più accelerati di vita.
Questi elementi implicano problematiche riscontrabili anche all'interno delle aule scolastiche e, in particolar modo, nei nostri studenti.

Le neuroscienze hanno già dimostrato che la capacità attentiva, governata dall'ippotalamo, nei confronti dei concetti nuovi dura 15 minuti, dato che diminuisce se la correliamo al nostro vivere nella società digitale. Ciò comporta, a livello scolastico, una progressiva incapacità degli studenti di focalizzare la loro attenzione che si esplicita in un'alterazione dei ritmi di apprendimento. L'attenzione focalizzata, infatti, necessità di lentezza e concentrazione poiché l'attenzione distribuita o periferica è una competenza che deve essere acquisita ed interiorizzata.
La stessa restituzione dei dati INVALSI alle scuole mostra la difficoltà degli allievi nella capacità di lettura profonda, ossia quella serie di meccanismi complessi che mettiamo in moto quando leggiamo, quei processi logici ed emotivi che rendono la lettura un'esperienza di apprendimento profonda e che permettono di metterci nei panni dell'altro, di anticipare mosse, prevedere, empatizzare coi personaggi e di immaginare di essere in quel luogo e in quel tempo. Nulla a che vedere, insomma, con l'analfabetismo funzionale!

Ma come si possono trovare possibili soluzioni metodologiche, efficaci nella prassi didattica quotidiana?
Le più recenti e accreditate teorie dell'apprendimento ci mostrano come alcune strategie metacognitive, la didattica per competenza, la task analysis (metodi che consentono di scomporre un compito o un obiettivo inizialmente troppo complesso in sotto-obiettivi più semplici e accessibili ì), gli EAS (episodi di apprendimento situato), la flipped classroom, la micro-learning, l'apprendimento in gruppi cooperativi, il tutoring, il learning by doing, il problem solving, il service-learning (unione tra apprendimento e servizio solidale), solo per citarne alcune, permettono allo studente di essere veramente al centro del proprio processo di apprendimento e di operare attraverso una maggiore contestualizzazione e facendo ricorso all'esperienza (per approfondire, è possibile guardare i video del prof. Rivoltella, inseriti nella sezione "Indirizzi web", a destra dell'articolo).
L'apprendimento, per essere efficace, deve sempre connettersi ai nostri precedenti schemi mentali, alle nostre pre-comprensioni, realizzando sia una cognizione incarnata (il corpo protagonista del processo di apprendimento) che un'anticipazione cognitiva che permetta di essere competenti e di spendere quelle competenze nell'attuale, accelerata, società digitale.

Quello che emerge, insomma, al di là delle strategie e delle scelte metodologiche specifiche di ciascun insegnante, e che ho cercato di riportare sintetizzando l'intervento del Prof. Piercesare Rivoltella (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) al corso di formazione promosso dal Centro di Ricerca e Formazione della Lisciani, è la necessità per i nostri alunni e per noi stessi di riprenderci quel giusto tempo per riflettere ed indugiare sulle cose.

Bibliografia di riferimento
- Rivoltella P., (2018). Un'idea di scuola. Brescia: Scholè.
- Fiorin I., (2016). Oltre l'aula. La proposta pedagogica del service Learning. Milano: Mondadori Università.
- Petracca C., (2015). Sviluppare competenze...ma come?. Teramo: Lisciani.


Giovanna De Angelis
Docente di scuola primaria dell' IC "Fara Sabina", Rieti
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Sono presenti 2 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito mercoledì 17/04/2019 ore 21:48 da Andrea Pizzicaroli
"Riflettere ed indugiare sulle cose" e' il modo migliore per crescere senza scorciatoie. Crescere attivando un cambiamento permanente, lento e continuo, incerto ma profondamente unico.
inserito martedì 16/04/2019 ore 16:54 da Emilia Sansonetti
Quanto detto sopra rispecchia perfettamente un quadro sociale ,fortemente dipendente dai dispositivi tecnologici,nel quale ci stiamo pian piano ingabbiando .La risposta che la scuola può e deve dare è offrire un ventaglio di strategie e metodologie didattiche innovative,molte delle quali sono state da voi già citate .Se presentate in maniera strutturata possono davvero costituire il seme del cambiamento di cui tutti abbiamo bisogno.
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