Torna nella homepage
 
n.93 maggio 2019
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:16 Luglio 2019 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo '"È mia responsabilità morale f... >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage

Ricerca avanzata >>>
"È mia responsabilità morale fare ciò che posso"
Se gli adulti non danno importanza al futuro
di Rosci Manuela - Editoriali
"Lo sto facendo perché nessun altro sta facendo nulla. Lo sto facendo perché voi adulti diate importanza al mio futuro. È mia responsabilità morale fare ciò che posso. Voglio che i politici diano priorità alla questione climatica, che si concentrino sul clima per trattarlo come una vera crisi". Queste le parole rilasciate da Greta Thunberg alla rivista Guardian già lo scorso anno, a soli 15 anni. E a chi la rivorrebbe a scuola, ad occuparsi dei fatti scolastici, lei replica "cosa ho intenzione di imparare a scuola se i fatti non contano più? I politici non ascoltano gli scienziati, quindi perché dovrei imparare?"
L'ormai sedicenne, diventata famosa tra tutti i giovani per aver portato l'attenzione sui problemi legati all'ambiente e in particolare al clima, ha avuto la forza di mobilitare e far scendere in piazza nuovamente i giovani. Era ora! Probabilmente i più giovani hanno capito che devono riprendere in mano le sorti del futuro, deve diventare una loro priorità, un impegno che va ben oltre la lezione di educazione civica da molti individuata come soluzione per crescere bene gli studenti italiani. Forse Greta non ha appreso solo nozioni di educazione civica ma ha sentito il bisogno, direi l'urgenza, di dare una tirata di orecchie ai potenti, agli adulti che prendono decisioni, o meglio, a quelli che NON le prendono. Il bisogno fa muovere. L'urgenza fa scendere in piazza. La consapevolezza di non poter più rimandare alza la pretesa. Che dire poi del fatto che Greta ha la sindrome di Asperger (con il DSMA V non dovremo più avere queste diagnosi) e lei sostiene che è un dono, non una disabilità, perché le ha permesso di aprire gli occhi sulla crisi climatica: "Tutti credono che possiamo risolvere la crisi senza sforzo, senza sacrificio, ma non è vero. Non mi interessa se mi metto nei guai a scuola perché credo che una sola persona possa fare la differenza", ha dichiarato spiegando la sua scelta. (G. TALIGNANI su Repubblica.it 01/09/ 2018).

Credo che una sola persona possa fare la differenza: e se le persone sono due, mille, diecimila e ancora di più? Quale differenza, quali cambiamenti si potrebbero ottenere solo se ognuno ricordasse a se stesso: "È mia responsabilità morale fare ciò che posso". In quel "posso", tuttavia, dovrebbero concentrarsi tutte le energie a disposizione, senza una stretta relazione tra ciò che faccio e ciò che ottengo in cambio nell'immediato. Il futuro è da sempre un investimento senza certezza, è determinato da tutte le azioni che facciamo nel presente, unico tempo in cui "realmente" possiamo agire. Il futuro è costruito attraverso la speranza e il credere. Se non alimentiamo OGGI questi due motori del cambiamento, la trasformazione dell'oggi nel domani sarà sterile: vivremo un giorno uguale all'altro, con la tendenza a rimandare a domani quello che oggi forse costa sforzo e fatica. La nostra società crede che la fatica e la lentezza appartengano prevalentemente al passato, ai lavoratori della terra e agli operai; la sostituzione dei lavori pesanti con robot e il superamento delle distanze con i social e l'informazione a disposizione di un clik sul cellulare hanno avviato una nuova rivoluzione nel mondo del lavoro e nel quotidiano, lasciando forse smarriti i più di non riconoscere ancoraggi sicuri per andare avanti.
In questa situazione gli adulti tentano di evitare disagi e incertezze ai propri figli; anche la fatica di imparare ad allacciarsi le scarpe sembra essere gestita sostituendo il famigerato laccio con lo strappo; l'uscita dal letto genitoriale sembra un'impresa rimandata sempre a data da destinarsi, quando tutti saranno pronti. Ma quando? Lo scenario sembra essere paralizzato: alunni che ringraziano i genitori prevalentemente per i regali ricevuti, poveri nel saper dichiarare altre emozioni, anche quelle costano fatica.
Eppure Greta ha segnato un cambio di rotta, altra aria può essere respirata: i bambini e i ragazzi ci sono, sono pronti ad affrontare la vita, basta solo arare il terreno su cui seminare e poi aspettare che germoglino la fiducia (di potercela fare), la speranza (che si possa cambiare), la determinazione e il coraggio (di mettersi in gioco), credere di poter essere protagonisti e non solo spettatori di quello che avviene. E noi docenti?

Abbiamo la responsabilità morale di fare tutto ciò che è in nostro potere per far sì che nelle nostre scuole ogni studente si faccia persona, trovi la sua strada, individui il suo bisogno, l'urgenza di mettersi in moto, la passione per cui vale la pena darsi da fare. Affiancare gli studenti nel piacere e nella curiosità per la conoscenza, sostenerli là dove cadono ma pretendere che si rialzino, non per il risultato scolastico ma perché imparino in quel momento che nulla è regalato, che l'impegno premia, la perseveranza ancora di più; che non c'è qualcosa di "impossibile" ma che è possibile raggiungere il proprio scopo, passo dopo passo, a seconda del ritmo che possiamo seguire, e quello che oggi non è stato raggiunto non è andato perso ma prosegue domani (non rimandato al domani!).

Tutto ciò che è in nostro potere: se l'atteggiamento dell'adulto è di sfiducia nelle proprie e altrui capacità; se il comportamento dell'adulto è stigmatizzare invece di incoraggiare; se lo stato d'animo dell'adulto è di sconforto e non di motivazione, avremo un potere dimezzato, forse anche annullato. Al contrario, se valuteremo la nostra azione formativa fondamentale, il "potere" sarà dato dal "capitale umano" incontrato a scuola e consapevolmente e intenzionalmente affiancato durante il percorso scolastico. Il futuro per noi, allora, diventerà certezza, la certezza di valorizzare i tanti alunni che come Greta indicano con forza e determinazione la nuova strada da percorrere. Come Francesca Moneta, studentessa del liceo Virgilio di Milano che ha parlato alla Camera dei deputati il 9 maggio scuotendo gli animi alla cerimonia nella giornata della memoria delle vittime di terrorismo e di stragi. "C'è troppo odio, va fermato... stiamo vivendo un momento particolarmente difficile della nostra storia repubblicana. I valori democratici fondanti la nostra convivenza civile paiono a volte essere messi in discussione, persino da chi riveste alte responsabilità di governo ...Parole e gesti violenti - ha continuato Francesca- amplificati a dismisura dai social media, diffondono un clima di diffidenza e di odio nella società civile e mirano a screditare le istituzioni democratiche nazionali ed europee che sono nostre e che dovremmo imparare a tutelare e a difendere strenuamente per il bene di noi tutti".
A noi l'impegno di aiutare ogni alunno a rivelare il suo potenziale "impegno" alla vita.


Manuela Rosci
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional