Torna nella homepage
 
n.93 maggio 2019
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:12 Novembre 2019 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Il buono e il bravo'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage

Ricerca avanzata >>>
Il buono e il bravo
Gli alunni non sono isole felici
di Pellegrino Marco - Orizzonte scuola
Immagine tratta da http://3.bp.blogspot.com/
Immagine tratta da http://3.bp.blogspot.com/
Cosa hanno in comune le parole "Buono" e "Bravo"?

Iniziano con la lettera "b".
Sono parole di 5 lettere.
Sono aggettivi qualificativi.
Sono espressioni di giudizi.
Sono qualità positive associabili ad una persona.
Sono termini che hanno a che fare con la Scuola...

Si potrebbe parlare a lungo del loro uso e abuso, almeno dalla seconda metà dell' Ottocento sino ad oggi, nella scuola italiana, e cogliere aspetti di continuità e di rottura.
Nell'Italia post-unitaria e del libro "Cuore" i bambini e le bambine erano premiati per una settimana con una medaglia, se si mostravano "buoni" o "bravi". Dopo una settimana venivano spodestati (o meglio smedagliati) perché il titolo andava riguadagnato con sudore e fatica.
La congiunzione "o" aveva un valore specifico oltre ad una funzione grammaticale: le qualità permettevano all'alunno di ricevere il premio; non era necessario possederle entrambe ma potevano certamente coesistere.
Cosa le differenziava?
Il bravo studente otteneva ottimi risultati nelle materie scolastiche; lo studente buono si comportava in modo impeccabile; a tutte e due le condizioni era riconosciuto un merito perché era importante "andar bene a scuola" ma anche essere corretti ed educati, quindi si valorizzavano quei comportamenti che oggi si possono far corrispondere alla valutazione del profitto e a quella della condotta.

A distanza di circa centocinquanta anni, la questione è ancora viva anche se sono intercorsi cambiamenti storici e legislativi soprattutto di natura linguistica e terminologica. L'agenda dell'attuale Ministro dell'Istruzione contiene l'Educazione civica per una futura legittimazione della disciplina; nei documenti nazionali ed europei si parla di competenze sociali e di educazione al rispetto degli altri e dell'ambiente in cui si vive.
In confronto a quanto avveniva alla fine del XIX secolo, il sistema premiale è cambiato ma rimane prioritario formare gli allievi in tal senso.
Le parole "bravo/a" e "buono/a" sono tuttora utilizzate come rinforzo di buone pratiche scolastiche o come espressioni scritte sui quaderni (nella scuola primaria), ma è necessario sottolineare i principi che sono alla loro base: un alunno con ottime prestazioni, dunque dal profitto soddisfacente, potrebbe non essere del tutto consapevole e padrone di ciò che ha appreso tra i banchi (la competenza) e utilizzare così il bagaglio di conoscenze e abilità in contesti diversi e vari; potrebbe anche mostrarsi poco incline alla vita sociale, allo scambio tra pari, al rispetto delle regole di convivenza. Un alunno silenzioso, composto, educato non è scontato che partecipi alle attività e raggiunga risultati buoni nelle discipline di studio.
Sugli studenti-modello, che riescono in modo relativamente autonomo su tutti e due fronti, sorvolo in questo articolo (è sempre opportuno però valorizzarli e mettere in luce in modo positivo le loro qualità), mentre vorrei soffermarmi sul discorso della formazione degli allievi a comportarsi e ad applicarsi in modo equilibrato e corretto e a saper conciliare comportamenti socialmente adeguati a buone pratiche di studio.
Se il focus è il discente, il docente dovrebbe porsi le seguenti domande: cosa bisogna acquisire per raggiungere un livello di crescita idonea ad affrontare la vita scolastica ed extra? Quali aspetti dell'educazione rappresentano l'architrave e possono garantire serenità e autonomia?
La classe composta da alunni ed alunne "buoni" è il non plus ultra per gli insegnanti; condurre una lezione nel pieno silenzio, senza subire contestazioni, disturbi, interruzioni è più agevole ma non penso ciò sia espressione di un contesto fervido e fertile. Non bisogna associare la buona educazione e il rispetto ai comportamenti passivi e di puro assorbimento di ciò che viene dall'esterno, anche se la fonte è il docente. È quest'ultimo che deve porre le basi per la costruzione di un ambiente creativo e produttivo, in cui ci sia spazio per la partecipazione, la condivisione e quindi in cui l'alunno buono possa esprimersi e imparare al meglio e l'alunno bravo possa uscire dalla zona di comfort e di eccellenza: tutti e due in fin dei conti, e per motivi diversi, potrebbero rischiare l'isolamento.
La classe è un gruppo e l'apprendimento è efficace se è frutto di condivisione e di partecipazione; quello che avviene in un'aula è speciale perché le sinergie danno vita, ogni giorno, a qualcosa di nuovo, che scaturisce dall' incontro di idee, comportamenti, conoscenze ed esperienze. Il docente non può accontentarsi del quieto vivere o del voto massimo raggiunto dal singolo; la crescita è continua, complessa e fluttuante e mai nulla è raggiunto per sempre (la medaglia settimanale sotto questo punto di vista aveva un senso).

Mi auguro che nelle scuole italiane ci siano sempre più alunni "Bruoni" (mi sia concesso il neologismo); i premi contano relativamente; con la libertà di insegnamento si può procedere nel modo più consono al contesto educativo e stabilire eventuali riconoscimenti, sempre se alla base si condividono i principi, i valori e le prospettive con tutte le figure coinvolte nel processo.
La consapevolezza del docente è fondamentale; l'osservazione è lo strumento prioritario per la progettazione e per una la valutazione complessiva che tributi all'allievo il merito più rispondente alle reali competenze acquisite.


Marco Pellegrino
Docente di sostegno dell'IC "Maria Montessori" di Roma e formatore sulla didattica inclusiva e per competenze
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional