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n.93 maggio 2019
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Oggi è il giorno:25 Maggio 2019 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Pillole di creatività'  >>>
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Pillole di creatività
Una palestra per l'immaginazione
di Melchiorre Simonetta - Didattica Laboratoriale
Le capacità cognitive non sono garanzia di creatività ma la creatività è garanzia di abilità cognitive.

Non sempre una persona considerata intelligente e di cultura riesce ad uscire "fuori dagli schemi", le motivazioni possono essere molteplici: la storia personale, l'ambiente in cui è cresciuto, le esperienze di vita, una fragilità emotiva e predisposizione individuale... molte e impossibili da sondare tutte, ma come educatori dovremmo farci carico di potenziare le abilità creative dei nostri studenti e questo per numerose ragioni.

Gli ambienti educativi spesso confondono la creatività con materie quali arte e musica, conseguentemente utilizzano questi "spazi" o discipline per lavorare sullo sviluppo della creatività, ma questa crescita è preclusa a chi non ha abilità pittoriche o un orecchio educato?

Ma cosa è davvero la creatività?
Quando possiamo affermare che una persona utilizza il proprio pensiero divergente?

Il "pensiero divergente" e le abilità creative sono stati messi in rapporto da Joy Paul Guilford; il secolo scorso lo psicologo americano asseriva che il pensiero divergente è in grado di considerare e percorrere, fuori e dentro se stessi, diverse strade per raggiungere la stessa meta o per trovare una soluzione ad un problema.
L'atto immaginativo, quindi, è la capacità di pre-vedere ogni nostra decisione, ogni mossa per scegliere il comportamento più funzionale in risposta alla realtà. Personalmente lo vedo come un esercizio di libertà e responsabilità: mettere in campo un pensiero aperto e in dialogo con il reale significa anche assumersi la propria parte di potere nei confronti di ciò che ci accade, significa uscire dal vittimismo e dalla immobilità per lavorare in modo strategico e funzionale sulla propria esistenza.
Ecco perché è così importante come docente prestare attenzione a questo aspetto dell'umano: l'atto creativo non si risolve, secondo me, solo nella realizzazione di un quadro o di una sinfonia ma nella attuazione della propria esistenza, non a caso ripeto ai miei alunni da sempre: "Fate della vostra vita un'opera d'arte, essa è la tela più importante, lo spartito più prezioso, il componimento più poetico".

Immagino un uomo che ha come obiettivo quello di partecipare alla maratona di New York, egli dovrà allenarsi per trasformarsi in un maratoneta, inizialmente correrà per pochi minuti e al termine sarà affaticato e dolorante ma se ogni giorno aggiungerà una manciata di minuti al suo allenamento riuscirà senz'altro a correre i 42 chilometri che si era prefissato.
Applico lo stesso principio nella mia classe per attivare le abilità creative utilizzando la scrittura. Con costanza lancio sollecitazioni, anche brevi, che hanno lo scopo di allenare la loro capacità immaginifica attraverso la possibilità di uscire dal conosciuto e lo sperimentato. Utilizzo "pillole di creatività". Sono stimoli che spingono l'allievo ad osservare la realtà fuori dall'ordinario.

Alcune pillole sono ad esempio:

1) Parole a caso per storie pazze ma non troppo:
Apri un libro a caso e scegli una parola, ripeti questa operazione per sette-dieci volte e con i termini raccolti scrivi una breve storia o illustra una situazione.

Biblioteca - addirittura- fronte - cucina - ricette - conosco - voce

Ieri sono andata in una biblioteca che aveva addirittura 1000 libri, tra cui uno di cucina che mi ha insegnato tantissime ricette. Ho conosciuto anche una segretaria che con la sua voce stridula e la sua fronte aggrottata gridava di fare silenzio anche se era lei a urlare.
B.

Immaginato - sabato - fotografo - patetica - imbarazzo - ufficiale - scomparsa - frana - panca - cosa

Un giorno un fotografo immaginò una cosa molto patetica e imbarazzante tutti se ne accorsero così se ne andò e sembrava scomparso. Un sabato i suoi amici ebbero l'idea di regalargli una panca ufficiale ma a dargli quel regalo si sentivano una vera frana
A.

2)Diamo i numeri:

L'insegnante dà alcuni numeri a caso, i ragazzi dovranno trovare parole che abbiano quel numero di lettere e con queste scrivere una frase di senso compiuto.

2 9 7 5 8 6

Un'astronave viaggia verso la galassia, mentre la stazione spaziale lo aspetta.

R.

3) "La mia vita da uovo di cioccolata" (immaginare di essere un oggetto, come una forchetta ad esempio o un animale o un evento atmosferico, è un esercizio molto potente perché costringe ad un doppio movimento: uscire fuori da sé immaginando un'altra esistenza mettendosi nei "panni" dell'altro; parlare di sé, esprimere parti che gli appartengono come paure, fantasie, desideri senza però farlo direttamente).

Mi presento sono l'uovo di Pasqua "Baratti e Milano", sono ruvido perché ho delle nocciole incastonate nel cioccolato che emanano un profumino misto a quello di cioccolata fondente; ho un gusto leggermente amaro. Quando mi rompono si sente un bel crack! Mi fa male la testa solo a pensarci...
D.

Ciao mi chiamo Nadine, sono fondente e vivo su uno scaffale della Pam. Un giorno una signora di nome Ariatan mi ha comprato per suo figlio Federico che mi ha portato in camera sua. Lì ho visto tante altre uova, quello accanto a me era al latte, l'ho capito dall'odore. In fondo alla stanza c'era una porta, da lì sentivo strani rumori. Federico mi ha portato dentro e mi ha spaccato a metà con la testa. Per la prima volta ho toccato la pelle umana, è stata una vera "rottura".
N.

Uff che scomoda plastica e poi questo fioccone... Oggi è Pasqua e si sente un buonissimo odore di porchetta e di tutti gli altri affettati. Ok è il mio momento preferito, tutti quei visi di bambini felici di aprirmi, infine mi hanno inventato per questo no? Eccolo eccolo, arriva con quel volto emozionato per vedere che sorpresa ho da donargli, mi annusa un po' e poi con dolcezza mi apre, mi assaggia e prende la sorpresa, il dono che conservo al mio interno. Mi piace tanto questo momento, scarta la sorpresa e ... abbraccia il peluche, che emozione! E poi mi ha detto che sono dolce!
R.

"Ciao, mi chiamo Perugina ma i miei amici mi chiamano uovo di Pasqua. Non so perché ma gli umani chiamano la mia casa Carrefour. Proprio oggi degli umani sono venuti a prendermi e mi hanno portato a casa loro per essere divorato. Queste le mie ultime parole: "Addio! Addio a tutti! Vi ho sempre voluto bene, ma adesso è arrivata la mia fine... crack!".

M.

4)Scegli una lettera che ti piace e scrivi una breve storia o illustra una situazione utilizzando parole che la contengano.
S.

Sebastiano Suona un sassofono strofinando e sbattendo un sasso sopra e sotto senza mai fermarsi.

B.

5) Pensa ad una persona vicina e cara per te, immagina per lei una vita diversa. Dove vive? Qual è il suo lavoro? Cosa ama fare? ....

Sono moltissime le idee che possiamo mettere in campo, ciò che conta è proporle in un clima disteso e leggero, il gioco è un alleato molto potente nel potenziamento della nostra creatività a qualunque età.


Simonetta Melchiorre
Docente presso l'I.C. "Maria Montessori" di Roma, Dottore in Scienze dell'Educazione, Art-counselor e formatrice per l'Associazione Sysform (ente accreditato dal MIUR)
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