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n. 97 novembre 2019
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Il cooperative learning come pratica inclusiva
Un'esperienza diretta condivisa con la classe
di Rollo Tiziana - Inclusione Scolastica
Immagine tratta da https://amaliadeste.wordpress.com
Immagine tratta da https://amaliadeste.wordpress.com
La formazione umana, culturale e sociale degli studenti si articola tenendo conto delle competenze che si sviluppano durante tutti i cicli d'istruzione. L'impegno sottolinea l'acquisizione di una condotta sempre più partecipe, responsabile, autonoma, cooperativa e non competitiva tra gli stessi. Apprendere attraverso il Cooperative Learning richiede l'utilizzo di una metodologia di interazione in gruppo; lavorare insieme per un reciproco apprendimento.
Dalla letteratura scientifica ricaviamo le cinque azioni sinergiche individuate dai fratelli Johnson alla fine degli anni '80, precisamente nel 1987. I principi fondamentali mettono in evidenza il reale scopo delle attività che si propongono in classe. Si tiene in considerazione una interdipendenza positiva tra gli studenti con l'obiettivo di responsabilizzare ognuno per il proprio lavoro di ricerca. La responsabilità individuale fa in modo che il lavoro finale del gruppo possa essere portato a termine.
Nella cooperazione di gruppo vi è una interazione faccia a faccia che risulta efficace quando è possibile un confronto reciproco concreto e si ricevono feedback per la riuscita del lavoro. Il cooperative learning è un modo costruttivo per far uscire fuori le abilità di ogni singolo componente, sviluppando in questo modo l'insegnamento diretto delle abilità sociali. Nella fase finale dell'attività si arriva alla valutazione, sia individuale che di gruppo.
Si avviano riflessioni metacognitive tenendo conto dell'efficacia delle relazioni e dei progressi effettivamente avuti. Sulla base teorica elaborata dai fratelli Johnson si possono creare lavori con obiettivi a vari livelli: relazionale, di partecipazione, linguistici e organizzativi. Il Cooperative Learning favorisce la didattica inclusiva che permette ad ogni singolo alunno di contribuire al successo del gruppo.

Un'esperienza pratica di Cooperative Learning, di questo periodo, è l'attività di preparazione del presepe vivente che si effettua nella scuola dove insegno. Il lavoro è strutturato in modo che ogni classe possa scegliere come adibire il proprio gazebo: fruttivendoli, fabbri, pescivendoli, cestai oltre alla presenza delle figure romane.
Il progetto prevede che ad ogni classe sia affidata la stampa a dimensione tridimensionale. Ogni gruppo si prepara per colorare un pezzo della stampa per poi alla fine avere un unico cartellone gigantesco. La classe viene preparata dall'insegnante, i banchi vengono sistemati in modo da formare quattro o cinque isole che accolgono dai cinque ai sei bambini. Per ogni isola si mettono a disposizione i colori, travasati in piccoli contenitori, appoggiati su di un carrello o un altro banco. Ogni bambino ha il proprio pennello e condivide gli strumenti forniti dall'insegnante insieme a tutti i suoi compagni. La colorazione non avviene a caso, l'insegnante fornisce la stampa a colori dell'immagine suddivisa in base alle isole che ci sono all'interno della classe. L'esercizio di Cooperative Learning è controllato dagli insegnanti che partecipano e supervisionano. La funzione degli adulti è di regia. Da questa fase più organizzata, si passa a quella meno strutturata per lasciar condividere il più possibile alla classe i lavori in un clima di relazioni rispettose delle regole di convivenza: c'è un passaggio di sensazioni e di emozioni; la giornata dedicata all'arte si rileva inclusiva e interessante.
Anche gli studenti con difficoltà e con disabilità riescono ad interagire per collaborare alla realizzazione del gazebo.
L'ambiente si rende accogliente affinché nessuno si senta escluso. Il lavoro di cooperazione è strutturato in modo che si possano avere delle risposte, dettate dall'osservazione in itinere, su determinate situazioni e sulla complessità del gruppo.
Il Cooperative Learning è una metodologia che consente di avere un clima più disteso e rilassato nella classe. Gli studenti si sentono a loro agio e si ha un apprendimento di qualità, che riesce a valorizzare ogni singolo componente.

Testo di riferimento
Bocci, F., De Angelis, B., Fregola, C., Olmetti Peja, D., Zona, U. (2016). Rizodidattica. Teorie dell'apprendimento e modelli didattici inclusivi. Lecce: Pensa Multimedia.


Tiziana Rollo
Insegnante di Sostegno e referente per le attività del Sostegno della Scuola Primaria dell'Istituto Paritario "Villa Flaminia" di Roma
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