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n. 97 novembre 2019
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Oggi è il giorno:15 Dicembre 2019 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Il giornalino scolastico on line
Scrivere sul web, per il web, grazie al cloud
di Proietti Michela - Tecnologia e didattica innovativa
"Leggere un giornale o una testata on line significa per i ragazzi aprire una finestra sul mondo locale e "glocale" in cui vivono, significa capire la notizia e cosa c'è dietro, significa imparare a relazionarsi con i fatti che accadono e con gli altri" (Vania De Luca, Rai News 24).

Eccoci di nuovo insieme! Negli scorsi numeri della nostra rivista abbiamo voluto condividere con voi lettori il racconto delle fasi iniziali dell'avvio dell'anno scolastico. Forse molti avranno pensato che l'argomento fosse ormai esaurito, invece... sorpresa! Continuiamo ancora a svelarvi i "segreti" del lavoro di progettazione che si svolge nelle scuole e il conseguente avvio delle varie attività progettuali proposte nel Piano dell'Offerta Formativa, perché ce ne sono davvero molte da scoprire. E quello che abbiamo deciso di raccontarvi in questo articolo riguarda proprio una pratica ormai storica nelle scuole, ma che ora sta assumendo un aspetto più moderno e tecnologico: un progetto di giornalino scolastico online, il nostro "Fara School News". 
Stiamo parlando al plurale perché l'articolo è scritto "a quattro mani" insieme a Fabio Pitotti, esperto in "Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione" che ci ha seguito nella formazione del corso e ci ha permesso di dare vita ad un'idea che l'istituto coltivava da tempo: ho avuto il piacere di intervistarlo.
Prima di lasciare la parola a Fabio, vorrei integrare qualche informazione aggiuntiva su "Fara School News".
Si tratta di un progetto condotto in orario curricolare, con il coinvolgimento di docenti e alunni della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, per la strutturazione della redazione giornalistica, in continuità scolastica tra gli ordini dell'Istituto comprensivo "Fara Sabina" (Rieti), centrato sull'uso delle nuove Tecnologie dell' Informazione e della Comunicazione a scuola, al fine di dare voce alle esigenze e ai pensieri dei ragazzi.
Lo scopo è quello di promuovere l'uso di conoscenze e abilità utili a padroneggiare diversi tipi di linguaggio mediale in modo creativo e collaborativo con particolare attenzione alle nuove possibilità offerte dal web, poiché la presenza di uno spazio multimediale, creato appositamente per facilitare la scrittura collaborativa, può contribuire alla formazione di cittadini informati, responsabili e capaci di pensiero critico e propositivo, di lettori attenti alla realtà scolastica e territoriale circostante.
Parliamo, infatti, non solo di un'attività utile agli insegnanti per cercare di migliorare le competenze di lettura, scrittura, logiche, creative e relazionali degli alunni, ma anche di un'attività affascinante e divertente che faccia circolare la comunicazione all'interno del vivere quotidiano nella scuola.
Tra i ragazzi ogni mezzo è utile e fondamentale, soprattutto se creato dai loro stessi. In fondo la stampa è una delle tecnologie, un mezzo che resta contemporaneo, dunque il prodotto migliore è sicuramente un giornale fatto dai ragazzi e letto dai ragazzi che può diventare la carta d'identità di un Istituto, dove potranno esprimere le opinioni personali e la loro personalità.
Il progetto nasce, infatti, dall'osservazione attenta delle esigenze dei ragazzi che abitano la scuola (i gusti, le preferenze, le passioni e i rapporti interpersonali che creano durante la vita scolastica) ma soprattutto dal bisogno di condividere le esperienze e la partecipazione alle attività proposte e vissute dall'istituto.
Ma ora lasciamo la parola all'esperto del settore a cui ho posto alcune domande.

In quale contesto si colloca un progetto di giornalismo scolastico?
Siamo già spettatori, ma vorremmo essere protagonisti, di un cambiamento epocale della Scuola. La Scuola si apre, non solo è depositaria di conoscenze, non solo forma, ma trasmette e riceve, diventa un vero e proprio flusso che veicola, che genera una corrente pluridirezionale di informazioni, di messaggi, di contenuti e significati. Si apre alle imprese, apprende nuovi stili comunicativi, amplia la partecipazione ai genitori e ad altri attori sociali. Ciò richiede senz'altro un compromesso esplicito, formale e/o informale e volontario, di tutte le parti coinvolte anche a livello di impegno personale da parte di studenti e professori, genitori e parti sociali
Le componenti racchiuse in un giornalino scolastico (o in un blog scolastico) lo rendono uno splendido contenitore in grado di integrare in un unico strumento forme di apprendimento cooperativo e collaborativo e aprono opportunità di sperimentare nuove possibilità di comunicazione che, fino poco tempo fa, era poco immediato pensare di poter sviluppare in un contesto scolastico.
Anche a seguito dell'introduzione delle azioni del Piano Nazionale della Scuola Digitale, la Scuola ha iniziato a "pensare (in) digitale", dotandosi di metodologie e strumenti che integrano la didattica tradizionale, hanno dato vita alla produzione di contenuti didattici digitali e sfruttano la multimedialità per amplificare le possibilità di approfondire un argomento, in classe o all'interno di ambienti di apprendimento virtuali (piattaforme di e-learning e di social-learning).  
In che modo questo tipo di attività si integra all'interno della didattica quotidiana degli insegnanti?
Il giornalino scolastico on line e il blog scolastico, ipermediali per definizione, possono essere il luogo in cui racchiudere le "esperienze di apprendimento", approfondire le attività svolte in classe, trasferire materiali ed esercitazioni dei corsi (che rimangono in un archivio consultabile) e guidare i propri allievi nello studio e nella "didattica rovesciata", mantenendo un rapporto continuo con gli studenti paritario e informando nel contempo i genitori che possono consultare il percorso di apprendimento dei propri figli: un diario di bordo categorizzato che funga da memoria, da archivio (e-portfolio) e da risorsa interdisciplinare (Open Educational Resources) per l'ecosistema scolastico
Sono, altresì, numerose le opportunità che si possono cogliere dal "mettere a sistema" un'attività di redazione di giornalismo scolastico, un "hub" che renda partecipi docenti e studenti nel raccontare non solo ciò che accade nella scuola ma anche fornire uno spaccato e un punto di vista su ciò che succede nel mondo e che impatta direttamente con le nostre vite. La portata, in termini di declinazioni e di apertura interdisciplinare che viene offerta è davvero molto ampia e spazia dalla conoscenza e l'utilizzo di linguaggi comunicativi alle abilità su diversi registri di scrittura (comunicazione interpersonale, pubblicazione di un articolo, di un saggio ecc.), dalla costruzione corretta degli articoli (o delle storie), all'analisi e, ancor più importante, al corretto utilizzo delle fonti.  
Com'è nata l'idea di questo progetto e che tipo di vantaggi può offrire il far parte di una redazione di giornalismo scolastico per uno studente?
Sin dalle prime fasi di ideazione di questo progetto, sono stati sempre molto chiari presupposti e linee guida. Dopo aver consultato giornalisti e insegnanti che si occupano di giornalismo scolastico ho avuto modo di sviluppare un progetto in più fasi che accompagnasse la Scuola nella creazione e pubblicazione di un giornalino/blog scolastico e nella formazione dei docenti e degli studenti partecipanti al progetto. L'obiettivo era il poter mixare, in un unico progetto, l'utilizzo di applicazioni digitali e di social media coordinati tra di loro, metodologie di collaborazione a distanza (e-collaboration) tra docenti e studenti e l'opportunità di consentire agli studenti di poter vivere un'esperienza strutturata di "attività per obiettivi" con ruoli definiti, in modo paritario, inclusivo, responsabile.
Collaborare in una redazione di giornalismo scolastico che si avvale di strumenti digitali di e-collaboration può creare le condizioni adatte per vivere in un ambiente, protetto e monitorato, che interpreta, in modo simulato, una situazione "aziendale" all'interno della quale potrebbero prendere confidenza con il lavoro o nell'esperienza di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l'Orientamento) che si ritroveranno a vivere in futuro. In una redazione giornalistica, infatti, esistono ruoli e mansioni specifici, pianificazioni, scadenze e orientamenti all'obiettivo. La scelta del proprio ruolo è già una forma di responsabilizzazione. Possono scegliere l'area a cui intendono dedicarsi (cultura, spettacolo, cronaca, ambiente, tecnologia ecc.), possono scegliere il ruolo da assumere (fotografo, redattore, ecc.) e partecipare alle riunioni di redazione, insieme ai propri docenti, nelle quali possono esprimere il loro parere su un determinato argomento e orientare le scelte della redazione. L'interrelazione che si instaura tra docenti e studenti e tra studenti in un contesto di questo tipo può offrire, per tutti, la preziosa opportunità di andare "oltre la scuola" per conoscere e scoprire passioni, inclinazioni ed eccellenze, nel portare il sapere individuale a diventare un sapere comune.   
Potremmo definire il giornalino scolastico uno strumento attivo per integrare nella pratica l'Educazione Civica a scuola?
Personalmente ritengo di sì. La dimensione digitale che oggi avvolge e media le nostre relazioni sviluppa rapidamente stili e comportamenti comunicativi che, se da un lato aprono l'accesso alla scienza, alla cultura, alla formazione dall'altro potrebbero dare il via libera a forme opinabili o perfino deviate di usare e/o manipolare le notizie, i fatti a favore di interessi non espliciti o comunque di parte. Le parole chiave dell'Educazione Civica Digitale sono spirito criticoresponsabilità.
Già nel web 3.0 i media digitali interpretavano il duplice ruolo di strumenti che consentono di fruire e di produrre molte tipologie di contenuto (visuale, testuale, interattivo) attribuendo un ruolo attivo al popolo navigatore del web, prima solo visitatore passivo dei contenuti presenti in rete.
Nel web 4.0, dominio di Big Data, Realtà Aumentata e Internet Of Things (IOT), convergenza tra tecnologie digitali e connettività, enfatizzata da un accesso alla rete (reso semplice, economico e "indispensabile", oramai, per qualsiasi attività quotidiana) e dall' iperconnessione degli utenti, ritengo sia quanto mai importante prestare attenzione all' "educazione all'informazione"(Information Literacy) e allo sviluppo di competenze, digitali ed etiche, per una corretta presenza nella Cittadinanza Digitale.
Il compito di affrontare la complessità del cambiamento che, tra gli altri, la Scuola è chiamata ad assolvere, può avvalersi anche dell'utilizzo di strumenti come il giornalino/blog scolastico, "oggetti culturali" grazie ai quali poter veicolare i principi di cittadinanza e di creatività digitale guidando e monitorando le diverse fasi della costruzione di un piano e di un calendario editoriale, la scelta dei contenuti, la ricerca delle fonti, l'approfondimento degli argomenti (Content Curation) e la scrittura dei contributi da pubblicare. La conoscenza e il corretto utilizzo delle tecnologie digitali, importante punto cardine dell' "Educazione Civica Digitale", viene ulteriormente agevolato dalla citata "ipermedialità" degli strumenti che consentono di pubblicare il giornalino/blog scolastico. La possibilità di integrare nei propri articoli/storie contenuti multimediali prodotti dagli stessi docenti e studenti (magari insieme durante la lezione, in attività di cooperative learning) induce all'impiego di applicazioni e piattaforme per la creazione di contenuti multimediali delle quali bisogna, ovviamente, conoscerne le modalità di utilizzo
Comprendere a fondo un argomento a tal punto da poter esprimere (e pubblicare) una propria opinione è un importante contributo alla responsabilizzazione degli studenti che possono cosi valutare l'impatto mediatico dei propri contenuti con la consapevolezza che, nella moderna concezione dei giornalini/blog scolastici, il post potrà essere condiviso, commentato e citato dai lettori.
Vania de Luca, nella citazione introduttiva di Michela, interpreta bene questo concetto, definendo la lettura di un giornale o di una testata on line come "aprire una finestra sul mondo". Prendendo spunto dalla sua citazione mi piace pensare che scrivere in un giornalino/blog scolastico offra la possibilità di ritagliarsi una parte, piccola o grande che sia, di quel mondo osservato dalla finestra".
Invio un cordiale saluto ai lettori de "La scuola possibile", ringrazio Michela Proietti per avermi ospitato nel suo articolo e ringrazio la redazione per l'opportunità di offrire un contributo su un progetto a cui tengo molto.


Michela Proietti
Docente di scuola primaria presso l'IC "Fara Sabina" (Rieti)
Fabio Pitotti
Esperto nel campo dello sviluppo dell'imprenditoria e della formazione informatica e manageriale, creatore del brand "Formanager - Learning and Web Solutions" (per approfondimenti cliccare sul link inserito tra gli indirizzi web, a destra dell'articolo)
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