Torna nella homepage
 
n. 97 novembre 2019
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:15 Dicembre 2019 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'L'aggiornamento annuale del PT... >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage

Ricerca avanzata >>>
L'aggiornamento annuale del PTOF triennale
Tra progettazione e monitoraggio delle scelte educative
di Presutti Serenella - Orizzonte scuola
Immagine tratta da https://www.cognosco.it
Immagine tratta da https://www.cognosco.it
La fine di ottobre è fitta di scadenze scolastiche, sia di ordine amministrativo che progettuale-didattico; l'aggiornamento del PTOF, il Piano Triennale dell'Offerta Formativa, è il passaggio più importante per la vita delle scuole, considerando che nessuna decisione, nessuna scelta, dalla partecipazione ad un bando di gara o ad un PON-Progetto europeo o di altro Ente, viene ammessa senza l'indicazione della delibera di approvazione dell'Offerta formativa della scuola da parte del Consiglio di Istituto; è un momento importante ma ancora molto farraginoso nelle modalità di svolgimento e nel controllo dei processi ad esso connessi.
Il PTOF ha una durata triennale, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, la L. 107/2015, che ha modificato non poco la struttura portante della progettazione nelle scuole, proprio iniziando dalla tempistica che passa da annuale, come previsto dall'art. 3 del DPR 275/1999, a triennale, comma 14 della L. 107/2015.
Spetta al Dirigente scolastico la definizione degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione; si sottolinea il cambio di passo con il trasferimento delle competenze di indirizzo dal Consiglio di istituto al Dirigente scolastico. Non approfondiremo in questa sede il significato articolato di questo passaggio, cogliendone però la portata "politica" e la caduta "operativa" per il lavoro nelle scuole. E' indubbio che la L. 107/15 abbia voluto sottolineare la dimensione della Dirigenza scolastica nell' ambito della Dirigenza nella P.A., allacciando le fila con la normativa che disciplina questo profilo, ma altrettanto indubbiamente dovremmo ormai essere tutti consapevoli, DS, Docenti, ATA, come figure tecniche che fanno e vivono la Scuola, che siamo di fronte ad un'opera incompiuta, che perpetua la "tradizione" molto italiana di grandi capacità legislative a fronte di minori possibilità applicative.
Torniamo alla grande contraddizione dei termini temporali che si ravvisano nelle azioni di progettazione e strutturazione del PTOF; credo che sia coerente e funzionale pensare che un Piano triennale preveda una revisione/aggiornamento annuale, se non altro per adeguare banalmente i dati di contesto (numero alunni, organico personale, situazione strutture, etc.), ma anche per assolvere all' importante compito di monitoraggio dell'Offerta formativa, che, dopo averne auto-valutato con il RAV l'andamento, fornisce un'occasione irrinunciabile per le comunità scolastiche per ridefinire alcuni passaggi.
Tra le funzioni del PTOF, una delle più importanti è senz'altro quella informativa, diretta soprattutto agli studenti e alle loro famiglie, che vogliono iscriversi alle prime classi degli Istituti scolastici; è segno tangibile di trasparenza fornire informazioni e dettagli del "funzionamento" della scuola per favorire una scelta consapevole, organizzando anche incontri ad hoc e curando le pubblicazioni.

A 20 anni di distanza dall'entrata in vigore del DPR 275/99, possiamo affermare che l'autonomia scolastica ha segnato una svolta importante per l'istruzione a livello nazionale e locale, non sempre però in termini positivi, se rileviamo le differenze di possibilità ed opportunità che il Sistema scolastico presenta già nella sua mappa geografica. L'autonomia progettuale e gestionale è legata fortemente a stretto giro all'erogazione delle risorse che risultano essere ancora profondamente insufficienti, in media, per coprire i bisogni delle scuole, ed erogate a macchia di leopardo, segnando profonde contraddizioni ancora molto visibili se non addirittura in aumento.
A mio avviso, le contraddizioni più importanti, che rappresentano criticità forti e punti deboli di Sistema, non si ravvisano soltanto nella cronica insufficienza di risorse, sulle quali cause non possono intervenire direttamente gli addetti ai lavori ma i Governi e i loro esecutivi; le contraddizioni di "possibile" trattamento e soluzione risiedono di fatto nelle (il)logiche e nella (ir)razionalità della gestione della organizzazione generale di Sistema.
Non penso sia banale, ad esempio, decidere i calendari scolastici con apertura a settembre ed essere pronti (davvero) ad operare appieno a novembre; la scuola ricopre un'importante ruolo sociale, oltre a quello educativo e di istruzione, ma iniziare due mesi prima che il sistema sia "pronto" produce soluzioni inevitabilmente "zoppe" con il risultato di esacerbare gli animi scontentando l'utenza e gli addetti ai lavori contemporaneamente.
Il lavoro dell'organizzazione e della programmazione assume un alone di precarietà e, alcune volte, di superficialità, rischiando di perdere credibilità; è un abito mentale che non favorisce pensieri e comportamenti positivi e si tende a sbilanciare le azioni degli istituti scolastici, nonostante la grande capacità di resilienza maturata negli anni e che ha prodotto una vera e propria competenza di esercizio di creatività "organizzativa".
L'aggiornamento annuale si presenta come anticipatorio rispetto alle vere possibilità di intervento; la situazione di questo anno scolastico, con l'introduzione di un altro strumento, a mio avviso molto importante e foriero di aspettative non di facile definizione e comprensione, come quello della "Rendicontazione sociale", rischia di aggiungere confusione interpretativa e superficialità operativa.
Immagine tratta da https://www.bit4law.com
Immagine tratta da https://www.bit4law.com

Affrontare un percorso di "accountability", di rendiconto sociale, di responsabilità nei confronti del contesto territoriale di riferimento, richiederebbe una capacità di rielaborazione maturata nel tempo e raffinata in percorsi formativi molto articolati; non credo sia sufficiente una definizione presa in prestito dalla tradizione anglosassone per misurarsi con questo strumento valutativo.
La tempistica a disposizione (entro dicembre 2019), o meglio l'assenza di un tempo adeguato, rischia fortemente di consegnarci soluzioni approssimative, superficiali e parziali, o peggio, dei prodotti stilistici impeccabili nella loro forma, ma lontani dalla realtà operativa delle scuole.
Non ho la presunzione di una soluzione buona per tutte le stagioni e le latitudini e, come spesso accade di esprimere in queste pagine, credo fermamente nella scuola "possibile" e reale, che in questo caso risulterà una realtà preziosa per aprire un confronto, per chi vorrà formarsi e crescere professionalmente, tra le diverse soluzioni adottate.
I Collegi docenti, i Consigli di Istituto si misureranno con le loro capacità, le loro scelte e responsabilità delle programmazioni delle azioni educative messe in campo, degli aggiornamenti annuali, dei monitoraggi e si potrà progredire, nonostante l'evidenza dei limiti e dei vincoli delle situazioni vissute, se si accetterà di affrontare le nuove sfide di cambiamento con le armi dello studio, dell'approfondimento e della serietà nell' assunzione delle responsabilità.
Me lo auguro...auguriamocelo.


Serenella Presutti
Dirigente scolastico dell'I.C. "via Padre Semeria" di Roma, psicopedagogista, counsellor della Gestalt Psicosociale
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional