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n. 97 novembre 2019
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Stare al passo con i tempi
Intervista alla Dirigente scolastica Stefania Strignano
di Riccardi Barbara - L'intervista
La Dirigente Stefania Strignano
La Dirigente Stefania Strignano
Un esempio di scuola al passo con i tempi viene dall'Istituto Comprensivo "Giuseppe Ungaretti" di Melzo (MI), unica statale in Italia che è entrata a far parte della rete Apple Distinguished School, già come per la scuola primaria.
"Nelle Apple Distinguished School, dirigenti, insegnanti e comunità allargata condividono una visione ben chiara di come favorire l'apprendimento offrendo un ambiente didattico in cui la tecnologia abbia un ruolo di primo piano. Sono i dirigenti a decidere su quali elementi puntare per consentire un'innovazione continua: cultura, lavoro di squadra, competenze, comunità, risorse finanziarie e obiettivi quantificabili. Sostenere la vision della scuola richiede, oltre a un impegno costante e una pianificazione ragionata, un intenso lavoro pratico i cui risultati si vedono nel corso del tempo. In questo contesto, iPad e Mac diventano gli strumenti con cui ispirare gli studenti a essere creativi, aiutandoli a sviluppare capacità di collaborazione e pensiero critico. E tutti lavorano per offrire un ambiente che stimoli la loro curiosità e la voglia di imparare"(dal sito della Apple).
A spiegarci come e perché un Istituto Comprensivo approccia a questo tipo di didattica, è direttamente la Dirigente Scolastica Stefania Strignano.

Chi era Stefania Strignano prima di diventare DS? Com'è diventata una Dirigente Scolastica di successo?
Prima di diventare Dirigente sono stata una docente di scuola Primaria e poi ho fatto per anni la vicepreside; a ciascuna di queste tappe devo parte della mia formazione e del mio essere così, oggi. Gli anni da insegnante hanno consolidato la passione per questo lavoro, l'attenzione costante al mondo degli alunni, la consapevolezza delle problematiche legate ad una professione sempre più complessa. Gli anni da vicepreside sono stati fondamentali, un vero e proprio "training"! Li ho vissuti accanto ad una preside alla quale mi lega tutt'ora un rapporto di profonda stima e amicizia; da lei ho imparato molto, conosceva la mia passione e la mia ambizione e mi ha messo nelle condizioni di "costruirmi", in vista di quello che sarebbe stato il mio ruolo futuro. Lo ha fatto in maniera decisa, "senza sconti" si direbbe oggi, e questo l'ha resa determinante nella mia formazione. Poi c'è stato il concorso, con il superamento e l'assegnazione a Melzo.

Alla fatidica domanda "Che cosa vorresti fare da grande?", qual era la sua risposta da bambina?
L'ho sempre saputo... la maestra! Sono la più piccola di tre fratelli, e la nostra infanzia è trascorsa a "pane e libri", dato che mia mamma era anche la nostra professoressa di lettere. Devo a lei la mia scelta di diventare maestra. Donna molto attiva nella scuola, è stata un esempio di serietà e dedizione, tanto che ho scelto di seguire le sue orme. Già da piccola giocavo a fare l'insegnante: ero così immedesimata nel ruolo che scrivevo giudizi e compilavo pagelle con la "carta carbone".

Si dice che quello del Dirigente Scolastico è un lavoro in cui si è sempre piuttosto soli. È davvero così?
Io credo che chi fa il Dirigente lo debba essere di fatto, non solo di nome. Il ruolo implica la capacità di dare un'impostazione chiara ai processi che si intendono attivare e governare, oltre alla necessità di operare delle scelte. Non la vedo come una dimensione legata alla solitudine, fa parte del ruolo. Detto questo, ho cercato di costruire nel mio istituto un sistema di gestione condiviso, fondato su una divisione di ruoli attribuiti sulla base di competenze: ho una leadership chiara e riconoscibile ma ogni persona che fa parte del mio staff sa esattamente di cosa deve occuparsi; è ovvio che il passare del tempo e le esperienze vissute insieme contribuiscono a creare una vera e propria comunità educante all'interno della quale esercitare il proprio ruolo di guida diventa gradatamente meno oneroso.

Il suo IC "Giuseppe Ungaretti" di Melzo fa parte del mondo Apple Distinguished School: ci può spiegare in cosa consiste questo riconoscimento e quali sono i vantaggi?

Ho conosciuto il mondo di Apple Education da mamma, mio figlio infatti ha frequentato gli Istituti "De Amicis" di Milano, già ADS dal 2015 e sono stata subito conquistata da alcune caratteristiche che si sono poi rivelate determinanti: l'immediatezza e la semplicità nell'utilizzo dei dispositivi (davvero, "un gioco da ragazzi") abbinata ad un enorme potenziale; la possibilità di controllo dei devices degli studenti da parte del docente; le risorse messe a disposizione della formazione degli insegnanti. Con questi presupposti è iniziata una partnership che ha conquistato gli insegnanti dell'istituto e ha convinto della validità del progetto gli amministratori ai quali devo il sostegno economico. Nell'istituto è stato pertanto avviato il passaggio da una didattica tradizionale ad una didattica integrata con il digitale nelle scuole dell'infanzia e primaria, fino ad arrivare ad un modello di didattica 4.0 nella scuola Secondaria con il modello della flipped classroom. Attentamente monitorati e seguiti dai formatori Apple, abbiamo documentato in un libro digitale che è stato recentemente pubblicato il nostro percorso: il titolo è significativo, "Teniamo i libri aperti però, #Voltiamo pagina! Grazie a questo libro e a ciò che rappresenta, siamo diventati Apple Distinguished School, unico Istituto Comprensivo Statale in Italia. É un riconoscimento significativo e una grande responsabilità: le ADS sono poli di eccellenza nell'innovazione didattica e noi cerchiamo di essere all'altezza del nostro ruolo investendo nella formazione costante (i miei docenti sono tutti Apple teacher), nell'approfondimento e nella sperimentazione di nuove app e di sistemi di gestione dell'attività didattica. Creiamo "buone pratiche" che definiscono il nostro modello educativo e speriamo possano essere d'aiuto ad altri. Naturalmente come tutti i processi, è un costante "work in progress"...

Quali progettualità avete in programma nel calderone delle novità per il prossimo futuro?
Abbiamo iniziato lo scorso anno a porre un nuovo focus sulla dimensione artistico-creativa: tutto è nato dal meeting di Apple tenutosi a gennaio 2019 con la presentazione di "Everyone can create", un insieme di applicazioni che offre molte possibilità di intervento didattico proprio all'insegna della creatività, attraverso il canale della musica (Garage band) e dell'immagine (non solo disegno, ma anche video). Ci siamo subito cimentati in una produzione teatrale che ha permesso agli alunni dell'istituto di lavorare sul tema della storia della loro città, mettendo in campo tutte le loro competenze; ripeteremo l'esperienza quest'anno con il tema della sostenibilità ambientale, il filo conduttore della nostra azione educativa di quest'anno. Intanto diamo spazio alla scuola primaria e secondaria all'educazione musicale svolta da professionisti che abbinano la competenza digitale nell'uso di Garage band alla conoscenza delle tecniche di canto, così avremo presto anche un coro dell'istituto. Dal punto di vista del digitale invece, stiamo puntando al lavoro degli studenti più grandi per accompagnarli nella creazione di un'app proprio sul tema della sostenibilità ambientale, magari che possa aiutare tutti nella raccolta differenziata.

Quale consiglio può dare ai nuovi DS che hanno iniziato da quest'anno il ruolo multitasking nella scuola?
Consiglio coraggio. E ce ne vuole tanto per portare nella propria scuola quei semi di novità che permettano di staccarsi da un modello di insegnamento che resta novecentesco nella sostanza ma che appare evidentemente anacronistico. Poi, certo, perché i semi germoglino il coraggio da solo non basta, é necessario che ci sia una serie di condizioni e che tutte concorrano al successo del progetto; però questo è ciò che un dirigente deve mettere in campo: coraggio, visione e perseveranza.

Cosa auspica alla nostra scuola e ai ragazzi?
L'augurio vale per entrambi, perché il successo formativo degli studenti diventa il successo della scuola stessa: ai ragazzi auguro pertanto una scuola che sia all'altezza del proprio ruolo, che sia autorevole e non autoritaria, che sia luogo di crescita soprattutto negli anni nei quali determinante è la costruzione del sé e della capacità di relazione. Don Milani diceva che quando la scuola terminava il proprio ruolo nella vita di uno studente e lo "buttava" nel mondo senza un'istruzione adeguata, era come se lanciasse un passerotto senza le ali. Oggi don Milani parlerebbe di competenze: ecco, auguro a tutte le scuole di diventare abili costruttori di ali e a tutti i passerotti di riuscire a volare. Ma in alto.

L'esempio dell'Istituto Comprensivo di Melzo è il segno che stiamo andando nella direzione giusta per poter offrire il più possibile occasioni di crescita ai nostri ragazzi, per essere al passo con i tempi: innovazione continua, sguardo attento verso quanto accade, valorizzazione delle competenze e capacità. Le Nuove Indicazioni Nazionali insegnano, sono il vademecum per noi docenti per seguire il vero cambiamento.

Grazie a Lei Dirigente scolastica Stefania Strignano per il suo amore verso la scuola che ci arriva come raggio di sole e di speranza per un mondo migliore fatto di giovani talentuosi dal cuore impavido e generoso.



Barbara Riccardi
Docente dell' IC "Padre Semeria" di Roma, Global Teacher Prize, counsellor della Gestalt Psicosociale e Giornalista pubblicista
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