Torna nella homepage
 
n. 98 dicembre 2019
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:28 Settembre 2020 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Il treno dei bambini'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage

Ricerca avanzata >>>
Il treno dei bambini
Un libro per finire un anno ed iniziarne uno nuovo
di Ansuini Cristina - Orizzonte scuola
"Per crescere è indispensabile sentire di appartenere a qualcosa e a qualcuno: un amore, un'ideologia, una bandiera, una fede, un amico, un maestro, un mito"
Paolo Crepet

È da poco uscito l'ultimo rapporto OCSE sulla lettura ed i risultati non sono per niente confortanti: i nostri quindicenni non comprendono i testi che leggono.
Non è certo una novità per noi persone di scuola, ma sono immancabilmente scattati gli allarmi e, naturalmente, le accuse nei confronti della scuola, in primis.
Invece che allinearmi alle posizioni catastrofiche assunte da molti intellettuali, preferisco le riflessioni di Enrico Galiano, professore di Lettere in una scuola friulana; lui afferma che il problema della non-comprensione di quello che si legge - e di tutto quello che ne consegue - non è tanto dei ragazzi, non è di loro che che dovremmo preoccuparci: anche se non hanno avuto una cura adeguata in questo percorso, hanno tempi e modi per rifarsi e compensare le loro lacune, magari con i loro strumenti e le loro modalità. Il problema siamo noi adulti che abbiamo perso il senso delle cose importanti, il valore della ricerca e dello studio, il piacere di una storia, la curiosità di approfondire un argomento.
Penso che la fine di un anno e l'inizio di uno nuovo possano essere momenti buoni per riflettere su ciò che è importante.
Io ho deciso di farlo, come al solito, con un libro: "Il treno dei bambini" di Viola Ardone, edito da Einaudi.

Un libro intenso, calvinianamente leggero, perché "...leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore." (Calvino, "Lezioni americane", 1988), e ricco di sollecitazioni, ironico e profondamente drammatico, realistico e pieno di speranza, che racconta una storia poco conosciuta, un piccolo tassello nella Storia grande, ufficiale, ma interessante ed evocativo, con delle conseguenze imprevedibili, con una ramificazione di eventi che si prolunga nel tempo.

Nel 1946 Amerigo, un settenne napoletano, povero, figlio unico di una madre analfabeta, grazie ad un'iniziativa del Partito Comunista, viene mandato a vivere per qualche mese presso una famiglia emiliana, insieme a tanti altri bambini del Sud che provengono da condizioni di miseria.
Grazie a questa iniziativa molti bambini avranno la possibilità di passare l'inverno in case accoglienti e calde, ben nutriti, frequentando regolarmente la scuola ed anche conoscendo cose mai viste, come la nebbia e la mortadella, quello strano "prosciutto con le bolle".
Il racconto è in prima persona e la voce narrante di Amerigo, oltre ad essere spontanea ed immediata come si conviene ad un bambino di sette anni, è ricca di suggestioni linguistiche bellissime, legate al territorio in cui il protagonista è nato, suggestioni che si arricchiranno via via di altri suoni ed altri accenti quando verranno a contatto con nuova realtà in cui verrà proiettato.
Amerigo racconta pezzi di vita e personaggi li popolano in modo buffo, ingenuo, divertente, ma anche serio e malinconico, descrive luoghi e situazioni con una freschezza un po' naif che cattura e affascina: ecco apparire così il gentile papà modenese Alcide, che ha voluto chiamare i figli Rivo, Luzio e Nario, la ricca campagna padana ed il vitello appena nato, le due comari del vicolo napoletano, l'una fascista e l'altra comunista, le lezioni di violino, il forno per cuocere pane e torte rustiche, il povero gatto Ciccio-formaggio...
L'ultima parte del libro cambia tono e richiama alla memoria le atmosfere di Nuovo Cinema Paradiso, poetiche e rarefatte, nelle quali rispecchiarsi e rivedere parametri e valutazioni.
Ogni elemento contribuisce a creare un quadro originale dell'Italia del secondo dopoguerra, un quadro da osservare con attenzione e su cui riflettere, mettendolo poi in rapporto con una situazione più contemporanea, dove tutto è cambiato, ma conserva elementi e richiami oramai lontani.

Il treno dei bambini è una lettura piacevole, tutt'altro che scontata, che permette di riflettere e di ripensare equilibri e valutazioni, che racconta mondi scomparsi, e che offre l'occasioni di confrontare questi mondi con quello dell'Italia attuale, piena di contraddizioni, ma anche di speranze e nuove prospettive.

In allegato:
-articolo di "Repubblica" sul Rapporto OCSE
-intervento di Enrico Galiano sull'emergenza-lettura


Cristina Ansuini
Dottore in Psicologia ed in Scienze dell'Educazione, Docente presso la scuola "San Francesco d'Assisi", I.C. "Piazza Borgoncini Duca", Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
L'intervento di Enrico Galiano sulla lettura L'intervento di Enrico Galiano sulla lettura
Articolo di Repubblica sul rapporto OCSE 2019 Articolo di Repubblica sul rapporto OCSE 2019
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional